L’ennesimo pari. Brutto e deludente. Raggiunto a fatica. La Reggina continua a camminare a passo di bradipo. Coi 10 gradi di Caltanissetta, in casa della Nissa, è solo 1-1, con un gol nel finale dopo i cambi e dopo un rigore. Rigore protagonista per tutta la sfida, considerando che entrambe le reti sono state frutto di penalty. Regalato, praticamente, quello concesso ai locali. Diventerà un’alibi, sicuramente, per la società e per i soliti tifosi difensori d’ufficio.
Bisognerebbe invece far notare che la Reggina non ha fatto nulla per segnare nel primo tempo e ha fatto ben poco per pareggiare nella ripresa. Ennesima prestazione scialba e ben lontana da quella di chi si professa di essere una squadra fortissima ammazza-campionato. Chiedere al Siracusa, che ha rifilato 5 reti a quell’Akragas contro cui la Reggina ha pareggiato. Con questo risultato (è il quarto pari nelle ultime cinque), la vetta è a -6. Il Sambiase, tra l’altro, ha agganciato la squadra di Trocini.
La partita
Trocini lancia per la prima volta da titolari Lagonigro, Ingegneri e Ndoye (terzino), rivoluzionando la difesa, mentre tra centrocampo e attacco sceglie solo Over. Partenza vivace e intensa per entrambe, con squadre subito lunghe e ampi spazi. Bene la Nissa nelle ripartenze, meglio la Reggina quando c’è da costruire. Nei primi minuti, due occasioni importanti: traversa della Nissa con Zarrillo e risposta amaranto con Ba da posizione defilata. Reparti ampi e larghe praterie tra centrocampo e difesa della Reggina: buco in mezzo al campo che permette ai locali di arrivare in zona pericolosa dopo aver superato agilmente il primo pressing. Gli attacchi però, a parte i primi minuti, si rivelano spuntati e la partita si appiattisce nella parte restante di tempo, nonostante i tanti corner conquistati da una parte e dall’altra.
Al 46′, a ridosso dell’intervallo, svolta del match: rigore per la Nissa. Un penalty che definire generoso è anche esagerato. Palla in profondità, Diaz anticipa Lagonigro con uno scavetto ma la palla va fuori. L’attaccante cade poi a terra ingannando l’arbitro, che fischia il tiro dal dischetto pur non essendoci alcun contatto con il portiere. Alla fine, lo stesso Diaz mette dentro per l’1-0. Feroci le proteste amaranto: arrabbiatissimo Trocini e anche Salandria, che dopo il gol va a sbattere contro l’autore del gol, il quale rimane a terra dolorante per qualche minuto.
Nella ripresa, approccio bruttissimo della squadra di Trocini, che accusa il colpo dell’episodio, non crea praticamente nulla, sbaglia molti appoggi, tiene ritmo e intensità bassi. Ringrazia la Nissa, che tiene bene il campo con equilibrio e non rischia niente. La partita la cambia l’allenatore amaranto, pescando dalla panchina: sono gli ingressi di Rosseti e Curiale a dare una sterzata al match. Dopo qualche minuto dal loro ingresso, infatti, la Reggina guadagna un rigore, con Ragusa atterrato in area dopo un’azione insistita. Dal dischetto Curiale non sbaglia, nonostante il portiere avesse intercettato. Dopo l’1-1, il finale di gara diventa un mix di stanchezza e confusione, nel più classico degli scapoli e ammogliati: squadre lunghissime, distanze tra i reparti immense, errori a non finire. E finisce così. Un deludente 1-1.