I ponti a Reggio Calabria non si possono realizzare. Una sentenza, più o meno, scritta fino a qualche mese fa con la complicità della sinistra nazionale e di quella cittadina che non solo osteggiavano il Ponte sullo Stretto (opera che nasce proprio da un governo di sinistra!), ma che avevano anche un problema per con il Ponte del Calopinace. E se il Ponte sullo Stretto è un’opera mastodontica, rivoluzionaria per il Mezzogiorno intero, in grado di risolvere l’isolamento della Sicilia, favorire i trasporti, migliorare l’economia e un certo ritardo nell’iter può risultare anche comprensibile, per 10 metri di Ponte del Calopinace, aspettare un numero imprecisato di anni sembra follia.
Una follia vissuta a Reggio Calabria per l’intera amministrazione Falcomatà. Il collegamento sul Calopinace è diventato il simbolo dei fallimenti dell’Amministrazione PD con errori imbarazzanti, ritardi incresciosi, rotture con la ditta appaltatrice. Il celebre bacio alle travi diventato virale è stato il bacio di Giuda alla città, una promessa divenuta tradimento.
Bastava cambiare sindaco. Reggio se n’è accorta, sotto tanti punti di vista, dopo le ultime elezioni Comunali. Cannizzaro si è seduto al tavolo con la vecchia ditta (quella che l’amministrazione Falcomatà-Battaglia voleva portare in tribunale), ha riallacciato i rapporti, ha stilato un nuovo piano per i lavori e ha dato una data precisa: venerdì 9 ottobre. E l’ha pure rispettata! Assurdo. Una cosa talmente normale che però, a Reggio Calabria, visto lo standard a cui eravamo tristemente abituati, risulta assurdo.
Alle 6 del mattino di quest’oggi, 9 ottobre, con tanto di colazione offerta a tutti, il sindaco Cannizzaro ha inaugurato il Ponte Calopinace. Tre mesi di lavoro hanno cancellato anni e anni di incompetenza e figuracce.
Si ironizzava sul fatto che Reggio Calabria avrebbe visto prima il Ponte sullo Stretto che quello sul Calopinace. Com’è normale che sia, le tempistiche si sono invertite. Adesso che su entrambe le sponde dello Stretto è rimasto solo il sindaco Caminiti di Villa a combattere la sua battaglia inutile contro la modernità, adesso che Reggio Calabria potrà ottenere i fondi delle opere compensative per le quali Falcomatà aveva chiesto “0 euro” (l’unico sindaco delle 3 città interessate, anche Villa San Giovanni che è contraria ha chiesto i fondi!), si faccia finalmente il Ponte sullo Stretto.
Chissà che per realizzarlo non serva nominare Cannizzaro ministro dei Trasporti al posto di Matteo Salvini che, pur avendo preso a cuore la questione, per anni ha annunciato l’avvio dei cantieri e i cantieri non sono mai iniziati. Certo, la Corte dei Conti ha sbattuto una bella porta in faccia nel 2025, ma il rischio di promesse e ritardi da GiuFà è sempre dietro l’angolo. Fortunatamente, gli ultimi sviluppi con il CIPESS entro ottobre, fanno ben sperare
L’importante è che, se la nomina dovesse arrivare, gli si lasci la possibilità di continuare a fare anche il sindaco di Reggio Calabria. Anche perché Cannizzaro ha il vizio di realizzare ciò che promette, una novità per la politica a queste latitudini alla quale non vogliamo rinunciare.



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