Una normalizzazione della città, ma anche un cambio di passo. Può sembrare un ossimoro a chiunque non conosca, non viva giornalmente, quanto è accaduto a Reggio Calabria negli ultimi 12 anni. Il sindaco Cannizzaro ha usato spesso questi due termini, quasi sempre nelle stesse frasi, al più nello stesso contesto. Perchè Reggio, da un lato, ha bisogno di diventare una città normale, con servizi essenziali, con standard di qualità della vita almeno sufficienti; ma allo stesso tempo deve essere in grado di alzare l’asticella per non vedere aumentare il proprio gap rispetto alle altre città italiane. Difficile? Sì. Ma, fortunatamente, il percorso sembra già partito alla grande.
Su StrettoWeb abbiamo scritto spesso che “lo sport è lo specchio della città“. Niente di più vero. La situazione della Reggina, ostaggio di una politica di Serie D (e neanche da primo posto), è rimasta incatenata tre anni in Serie D e si appresta a vivere il quarto, ma fortunatamente con un Lotito in più. E non è solo una questione di realtà sportive. Ma anche di strutture.
Il Granillo versa in stato di abbandono: erba alta, cancellate logore, vetrate spaccate e che impedivano la regolare visione alle persone con disabilità. Il sindaco Cannizzaro ha effettuato un sopralluogo in mattinata per verificare lo stato in cui versa lo stadio più importante della città, mortificato, umiliato. Stadio che subirà un’opera di restyling importante passando da “essere l’ultimo” a ospitare Ultimo, nel giro di un anno.
Normalizzazione e cambio di passo: struttura adeguata, poi grande evento. Un paradigma che si può sovrapporre anche al PalaCalafiore, l’altro grande tempio dello sport reggino. Una struttura recentemente riqualificata dalla vecchia Amministrazione, in fretta e furia, per ospitare l’Italbasket lo scorso febbraio.
Poco importa se il cubo è arrivato per miracolo (e con mesi di ritardo), con Datome che a poche settimane dalla partita ancora si diceva insicuro sulla possibilità che si giocasse a Reggio, dopo i sopralluoghi effettuati; poco importa se il parquet è uno dei più brutti di sempre, color ‘amministrazione precedente’, se ci sono panchine blu, seggiolini gialli in parterre e arancioni in tribuna; se la tribuna stampa è un invito ai giornalisti a restare in forma per quanto è stretta. L’evento è stato portato a casa.
Il punto è che per ospitare un grande evento servono standard elevati; se non ci sono, servono lavori di riqualificazione profondi. Oppure la Nazionale vede il PalaCalafiore, imponente, storico, prestigioso, ringrazia e sceglie un altro palazzetto come ha fatto per troppi anni. Stava per succedere con la pallavolo.
Il retroscena sull’Italia del Volley a Reggio Calabria
Il 26 e 27 agosto, Reggio Calabria ospiterà un torneo che vedrà impegnata la Nazionale Italiana di Volley maschile in vista dell’Europeo, oltre alle forti Germania e Cuba. Un torneo di altissimo livello per il quale si prevede il tutto esaurito sull’onda, per altro, della volley mania scatenata dalla Domotek.
Eppure, c’è stato un momento in cui questo torneo rischiava di saltare. Lo ha confessato il consigliere De Biasi, incaricato dalla nuova Amministrazione Cannizzaro di seguire l’intero iter dell’evento. Nella conferenza stampa della mattina, De Biasi ha spiegato: “c’è stato un momento di sconforto in cui pensavamo non potesse realizzarsi per alcune problematiche del PalaCalafiore, ma l’Amministrazione Cannizzaro ha voluto che questo evento si svolgesse qui, ci siamo attivati, abbiamo risolto delle criticità“.
De Biasi è stato impegnato in prima linea per comprendere lo stato in cui versava il palazzetto, ha effettuato sopralluoghi sul posto insieme alla Federazione, ai tecnici comunali, per stilare un piano di lavoro che potesse sopperire alle mancanze ereditate dall’Amministrazione precedente e, dando impulso alla volontà del sindaco Cannizzaro di ospitare l’evento a tutti i costi, di rassicurare la Federazione Italiana Volley sul trovare, da qui a poco più di un mese, un PalaCalafiore che sarà davvero un gioiello. Perchè quello che il consigliere si è trovato davanti agli occhi è un palazzetto tutt’altro che idoneo a ospitare un evento che porta in riva allo Stretto non una squadra qualunque, ma i Campioni del Mondo in carica.
Le criticità del PalaCalafiore e la ‘perfezione’ decantata da chi c’era prima
Facciamo un piccolo passo indietro. Apriamo un videocheck, per usare un termine caro alla pallavolo. Dall’Amministrazione Falcomatà sono arrivati sempre grandi (auto) elogi sullo stato degli impianti sportivi reggini. Episodi spiacevoli venivano sminuiti: pioveva dentro PalaCalafiore e Scatolone? Risaputo. Bagni del PalaCalafiore sporchi di sangue e denuncia della Reggio Bic? Colpa di chi ha giocato prima. E ce ne sarebbero tanti episodi da raccontare. Ah se quelle Colonne di Tresoldi abbandonate nel parcheggio per mesi potessero parlare…
La realtà che la nuova Amministrazione ha ereditato però, dice tutt’altro. Servono interventi relativi all’allestimento della sala pesi, della sala video (precedentemente non disponibile), lavori di manutenzione ordinaria quali sostituzione/riparazione di bocchettoni delle docce, tinteggiatura degli spogliatoi, sistemazione di alcune porte, pulizia e riordino dell’area esterna da riservare a pullman delle nazionali e autorità.
E poi, soprattutto, l’annuncio più atteso dai tifosi reggini. Quando nella conferenza stampa odierna è stato citato il ripristino dell’aria condizionata, qualche tifoso avrà versato una lacrimuccia. Ma vi rendete conto di cosa stiamo parlando? Della possibilità di vedere una partita al fresco d’estate e al caldo d’inverno. Della normalità! Fin qui c’è stato chi si è arrogato il diritto di poter disporre del clima all’interno del palazzetto a suo piacimento. In bocca al lupo a chi pensa che la Nazionale, il 26 agosto, con 40 gradi, senza aria condizionata possa giocare ugualmente: dalla Federazione si sarebbero fatti una risata avrebbero preso tutti per matti e avrebbero cambiato destinazione. Sono cose come queste che contribuiscono all’etichetta di città di Serie D con livello sportivo di Serie D.
Fortunatamente, Reggio Calabria ha voglia di normalità e anche di cambiare passo. Lo ha dimostrato alle urne mandando a casa chi, negli ultimi 12 anni, ha portato la città sul fondo di ogni classifica della qualità della vita. Chi si prendeva i meriti di aver riqualificato il Granillo (e si è visto…), chi sosteneva che i giornalisti possono sedersi su un seggiolino pulito per merito suo (“quant’è umano lei” direbbe uno sfortunato ragioniere), oggi è stato spedito in un altro settore. E non dite che non ve lo avevamo detto.
Prima che qualcuno muova i propri burattini per tentare di rivendicare meriti: l’Italia del Volley giocherà a Reggio Calabria per la caparbietà del sindaco Cannizzaro, perchè senza la risoluzione di quelle criticità, senza la promessa di un cronoprogramma rigoroso, Reggio Calabria sarebbe stata costretta a rinunciare alla partita, venendo umiliata.
Ma il tempo delle umiliazioni è finito. Oggi Reggio Calabria, la sua gente, i suoi tifosi, hanno fame di grandi eventi, di sport di alto livello, di tifare per la Nazionale come ogni altra città, normale, d’Italia. Lo si evince dai biglietti che stanno andando a ruba per un evento che si preannuncia una serata storica di sport e spettacolo, dai 6-7000 che hanno accompagnato Domotek e Viola ai Playoff. “Adesso Reggio” ha voglia di essere protagonista.



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