Alla discesa in campo alle prossime Comunali di Filippo Sorgonà, il dj-giornalista ex estrema sinistra ‘convertitosi’ a Falcomatà abbiamo già dedicato un articolo apposito. E abbiamo dedicato anche un articolo apposito in cui spieghiamo come dopo essere arrivato 5° al concorso che mette in palio 2 posti da addetto stampa semplice, è diventato addirittura Capo Ufficio Stampa del Comune, su nomina dello stesso Falcomatà. Partendo già da questi presupposti, ei fu “Mamau”, dovrebbe avere almeno la decenza di condurre una (comunque inopportuna, alla luce del ruolo istituzionale ricoperto) campagna elettorale consona ai termini e ai modi eleganti del candidato sindaco per cui concorre, quel Mimmetto Battaglia che ieri ha ricevuto la visita di Francesco Cannizzaro, accogliendolo nella sua segreteria politica (VIDEO).
Invece, l’ex sardina usa toni decisamente più infuocati e punta il mirino contro il presidente Occhiuto e lo stesso Cannizzaro con un post delirante nel quale parla di “regali”, “sudditi”, “dispetti“, l’ormai abusato “servi sciocchi” e di reggini che si vogliono “jettari a mari“.
Il post delirante di Sorgonà: l’attacco a Occhiuto e Cannizzaro
“Caro presidente Occhiuto, Reggio non ha bisogno di “regali”. Non siamo sudditi che vanno “accontentati” se faranno il loro dovere alle urne. Spieghi ai reggini, quelli che ha definito “porci”, per quali motivi – in piena violazione della legge – non ha trasferito le deleghe spettanti alla città metropolitana; mantenendo il pallino di quelle politiche di settore nelle sue mani per chiarissimo dispetto politico. Spieghi alle famiglie dei reggini morti in attesa di un intervento in ospedale o a quelle dei morti di malasanità o a quelle che devono sborsare migliaia di euro per curarsi da privati o al nord se è normale che si “regalino” funivie piuttosto che si rispettino i diritti essenziali alle cure.
Spieghi ai medici ed agli operatori in prima linea al pronto soccorso, spesso aggrediti ed umiliati da gente esasperata, se servono funivie o più personale, più attrezzature, più strutture e condizioni lavorative dignitose. Spieghi a chi vive nell’entroterra perché deve recarsi a più di 100 km per un’emergenza o per fare partorire la propria moglie, la propria figlia, la propria sorella.
Spieghi ai calabresi ed ai reggini perché, mentre promette (da buon berlusconiano) i super progetti inutili, ha sostenuto l’Autonomia Differenziata della Lega che ci condannerà a divenire quarto mondo, mortificando ancora di più i nostri territori. Spieghi perché ha tradito la sua terra. Presidente Occhiuto, lei ride sempre mentre la Calabria e Reggio piangono; fa sempre lo splendido. E splendidi appaiono sempre i suoi pupilli; splendidi incantatori di serpenti che con una mano di danno qualcosa e con l’altra te ne levano due.
Reggio non ha bisogno di funivie ma di normalità garantita per i servizi essenziali; quella che per oltre 10 anni di ripianamento del debito, generato dai suoi compagni di partito e coalizione, non è stato possibile concretizzare: grazie anche all’ostracismo metodico e scientifico della “sua” Regione. Quella Regione che, ad oggi, gestisce Sanità, Trasporti, Turismo, Agricoltura, Rifiuti, Acqua, Fondi europei.
Caro Occhiuto, una città che ha fame di opportunità concrete per vivere in modo dignitoso con la sua funivia salirebbe a Pentimele per prendere meglio la rincorsa e mi si jetta a mari! Non abbiamo bisogno di elemosine elettorali. Reggio non è serva stupida di Cosenza o di Catanzaro“.
Con che coraggio, dopo 12 anni di Falcomatà?
Premesso che chiunque sia libero di criticare Occhiuto e le sue politiche, nel caso di Sorgonà ci vuole coraggio. Un coraggio enorme, visti i 12 anni di Falcomatà dai quali è reduce la città. Sorgonà, che ricordiamo essere il Capo Ufficio Stampa del Comune, un giornalista che dovrebbe garantire l’imparzialità dell’informazione, sia della sinistra che della destra, dunque anche di quei consiglieri comunali dello stesso partito di Occhiuto e Cannizzaro, si esprime duramente sui social calpestando il proprio ruolo istituzionale e minando i rapporti fra Comune e Regione, due enti che dovrebbero collaborare e rispettarsi reciprocamente.
E poi, entrando nel merito delle critiche: davvero si può criticare Occhiuto per lo stato in cui versa Reggio Calabria? Parliamo dell’uomo che ha cambiato il paradigma narrativo di tutta la Calabria, Reggio compresa; ha incrementato enormemente il turismo; ha valorizzato l’aeroporto di Reggio Calabria con i voli Ryanair, quello sul quale, fosse stato per Falcomatà, “volerebbero solo frottole“; quello che ha portato il Capodanno Rai in città. Occhiuto andrebbe solo ringraziato.
E ancora. Con che coraggio si critica Francesco Cannizzaro, che ancora prima di aprire la sua campagna elettorale, aveva già ottenuto 15 milioni in Parlamento da destinare a Reggio Calabria e Villa San Giovanni? E lo si critica su che cosa? Sulle idee, come quella della funicolare, che vogliono proiettare la città nel futuro? Per l’impegno nel voler cancellare 12 anni di buio politico, sportivo e sociale?
Dopo 12 anni di Falcomatà con scandali politici; buche; spazzatura; disservizi idrici; Museo del Mare bocciato (con fondi persi) e poi rilanciato; aeroporto portato al declino; ferrea opposizione al Ponte sullo Stretto e 0 euro di opere compensative richieste per migliorare la città; Reggina regalata per tornaconti personali e politici, a un maestro elementare che l’ha relegata per 3 anni (prossimi 4) nel punto più basso della sua storia, con la promessa di fare 10 anni di Serie D; 30 metri di ponticello da completare chissà in quanti anni, davvero il Capo Ufficio Stampa del Comune, scelto personalmente da Falcomatà, dà la colpa a Occhiuto e Cannizzaro?
Verrebbe quasi da dire che siamo alla follia. Poi ci rendiamo conto che la follia la stiamo vivendo ogni giorno da 12 anni e solo ieri abbiamo avuto 55 minuti di riconciliazione con la realtà. Quella in cui il Capo Ufficio Stampa del Comune non ha preso il posto di un decano del giornalismo come Antonio Latella avendo come background l’organizzazione di serate alcoliche con musica di dubbio gusto e non scrive castronerie sui social. Una follia dalla quale speriamo di poterci liberare a partire dal 26 maggio.


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