Il 25 aprile dovrebbe essere il giorno in cui si festeggia la Liberazione, ma come sottolineato da un nostro concittadino, la vera liberazione di Reggio Calabria dovrebbe avvenire tra circa un mese. Una liberazione da certe logiche che infangano la politica, certi personaggi sena arte né parte che zavorrano la città, certe situazioni losche che insultano l’intelligenza dei cittadini, spesso ignari di tutto ciò che si nasconde dietro una faccia e uno slogan. Abbiamo già denunciato l’incoerenza della sinistra sul caso “cornetto e caffè” e le candidature di alcuni soggetti, con tanto di nomi, con dinamiche che fanno ben riflettere sulla vera natura che anima la loro candidatura. L’ultima però, fa davvero venire i brividi.
Parliamo di Filippo Sorgonà, candidato con la lista Reset, il giornalista-dj più famoso di Reggio Calabria, famoso non per i suoi articoli, né per la sua musica, ma per essere diventano Capo Ufficio Stampa del Comune per nomina diretta da Falcomatà con un curriculum in cui sottolinea le proprie doti in ambito musicale, enogastronomico, da organizzatore di eventi, universalmente riconosciute come essenziali nell’attività giornalistica. L’intero pacchetto lo abbiamo raccontato in un articolo apposito.
Il fatto che il Capo Ufficio Stampa del Comune, che in qualità (già citate) di giornalista si candidi, straccia anche quel minimo di imparzialità, etica e morale che la deontologia vorrebbe applicata alla figura. Ma fosse quello il problema principale.
La parabola di Sorgonà: dalle Sardine a Reset, il disegno di Falcomatà
Filippo Sorgonà ha fatto politica con Rifondazione Comunista, frangia estrema della sinistra, è passato al M5S delle prime ore, quello più duro, dal quale si svincolò dopo l’ammorbidimento dei governi Conte, per unirsi alle Sardine, altro movimento di estrema sinistra. A fine del 2020, mentre Falcomatà, disperato per il crollo di consensi (dopo quel primo tempo…) cercava alleati ovunque per le nuove elezioni, Sorgonà ha accettato la “chiamata” fondando la lista “Reggio non si Lega”, la più estremista della colazione: una manciata di voti, 141 per lui, il più votato, zero seggi. Un flop clamoroso nei numeri, non nelle aspettative, com’è normale che sia quando a candidarsi è una persona che non ha nulla a che fare con la politica.
Eppure, un posto lo ottiene comunque. Falcomatà lo inserisce nel suo staff fiduciario come addetto stampa della Città Metropolitana pochi mesi dopo le elezioni. E Sorgonà, che in passato era stato anche critico verso il sindaco adesso, stipendiato con i soldi dei cittadini che lo avevano tenuto lontano dal Consiglio Comunale, ne celebra le gesta.
Poi Sorgonà nel 2023 ha partecipato al concorso pubblico per addetto stampa del Comune, con 2 posti in palio, classificandosi 5°. Dopo un anno, per un controverso scorrimento della graduatoria, è stato assunto dal Comune come addetto stampa semplice (come da concorso), ma è stato premiato da Falcomatà, come Capo Ufficio Stampa. Il ruolo in questione è stato di Antonio Latella, uno dei decani del giornalismo di Reggio Calabria, che con grande professionalità, cultura e capacità giornalistica guidava Roto San Giorgio producendo oltre 30 lanci di agenzie e comunicati giornalieri insieme al suo staff di professionisti qualificati.
Oggi Filippo Sorgonà si candida con la lista Reset con Battaglia Sindaco, guarda caso, la lista civica che ha spalleggiato Falcomatà, colui che prima gli ha chiesto di candidarsi nell’ultima tornata elettorale per portargli una manciata di voti a supporto, poi lo ha nominato personalmente come Capo Ufficio Stampa del Comune. Una scelta le cui dinamiche non possono lasciare indifferenti. Le conclusioni le potranno scrivere i cittadini, a matita, in cabina elettorale.




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