Un Lungomare che si accende grazie alla forza del mare. È questa una delle proposte più suggestive e innovative contenute nel manifesto elettorale programmatico di Forza Italia Reggio Calabria, annunciato questa mattina in città. Tra i punti qualificanti del programma, infatti, spicca il progetto di un Lungomare modello “blue economy”, capace di coniugare sostenibilità ambientale, ricerca scientifica, sviluppo turistico e identità marittima.
Il testo programmatico parla chiaro: “Un Lungomare modello di blue-economy. In collaborazione con l’Università, realizzare un progetto sperimentale di sfruttamento delle energie rinnovabili, trasformando i laboratori dell’UniRC posti alla fine del Lungomare in un polo di ricerca comunale sulle energie rinnovabili marine (idrocinesi). Installando turbine sottomarine, è possibile alimentare l’illuminazione del Lungomare, rendendo la Via Marina la prima strada d’Europa illuminata interamente dalla forza del mare”.
L’idea si inserisce in una visione più ampia che punta a valorizzare il mare non solo come elemento paesaggistico e turistico, ma come risorsa strategica per il futuro della città. La “blue economy”, infatti, rappresenta oggi uno dei paradigmi più avanzati di sviluppo sostenibile: un modello che integra economia del mare, innovazione tecnologica, tutela ambientale e crescita occupazionale.
Nel caso di Reggio Calabria, il progetto assume un valore simbolico e concreto al tempo stesso. Simbolico, perché la Via Marina – il “chilometro più bello d’Italia” – diventerebbe una strada illuminata interamente grazie all’energia prodotta dal mare. Con turbine sottomarine installate nelle acque prospicienti il Lungomare, l’energia cinetica delle correnti verrebbe trasformata in elettricità pulita, capace di alimentare direttamente l’illuminazione pubblica. Le luci della passeggiata si accenderebbero così grazie alla forza delle correnti dello Stretto, in un connubio perfetto tra natura e tecnologia.
Ma il progetto ha anche una dimensione concreta e strutturale. La collaborazione con l’Università Mediterranea prevede la trasformazione dei laboratori posti alla fine del Lungomare in un vero e proprio polo di ricerca comunale dedicato alle energie rinnovabili marine, con particolare attenzione all’idrocinesi. Un centro che potrebbe attrarre ricercatori, studenti, investimenti e partnership internazionali, facendo di Reggio Calabria un laboratorio d’avanguardia nel campo delle rinnovabili marine.
Il Lungomare “blue economy” e la visione europea di Reggio Calabria
L’iniziativa si inserisce in un più ampio concetto turistico-marittimo che punta a rilanciare l’identità della città come capitale del mare. Non solo balneazione, ma un sistema integrato che valorizzi il porto, il Lungomare, le coste e le correnti dello Stretto come asset strategici, all’interno dell’importanza del Mediterraneo e del Piano Mattei, altresì illustrati da Cannizzaro. Illuminare la Via Marina direttamente dal mare significa anche comunicare un messaggio forte: Reggio Calabria può diventare un modello europeo di sostenibilità urbana applicata al waterfront. Un esempio di come le città costiere possano sfruttare le proprie peculiarità naturali per produrre energia pulita, ridurre l’impatto ambientale e allo stesso tempo rafforzare l’attrattività turistica.
Nel manifesto di Forza Italia Reggio Calabria, questo punto programmatico non è presentato come un intervento isolato, ma come parte di una visione di sviluppo che intreccia innovazione, ambiente e promozione territoriale. Un progetto capace di trasformare un simbolo cittadino in un laboratorio di futuro. Il Lungomare modello di blue economy non sarebbe soltanto un’opera tecnologica, ma un segno distintivo: una passeggiata affacciata sullo Stretto che si illumina grazie alle sue stesse acque. Un’immagine potente, che racconta una città capace di guardare avanti, sfruttando in modo intelligente e sostenibile la sua risorsa più preziosa: il mare.









Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?