Reggina, Belardi a StrettoWeb: “è tutto assurdo, strappata una schedina con un 6 del Superenalotto”

Reggina, Emanuele Belardi svela dettagli e retroscena sulle operazioni dietro le quinte per costruire una nuova realtà solida e ambiziosa purtroppo vanificata dalla scelta del sindaco Brunetti

StrettoWeb

Emanuele Belardi è senza ombra di dubbio uno dei più grandi cuori amaranto: il suo legame viscerale con la Reggina l’ha già dimostrato in numerose occasioni, lui che a 13 anni viveva in un appartamento di Gebbione, la mattina andava a scuola e il pomeriggio al Sant’Agata per diventare un grande portiere. Con la Reggina ha spiccato il volo in serie A, poi è tornato nel 2015 per salvare la squadra vincendo lo spareggio playout di serie C con il Messina e ha persino rinunciato a 90 mila euro per non voler vedere il suo nome nei libri fallimentari della Reggina Calcio.

L’ultima esperienza in amaranto, da dirigente nel settore giovanile dov’è molto molto bravo e ricco di idee intelligenti, è stata con Mimmo Praticò. Si è dimesso mentre arrivava Luca Gallo, perchè non gli piaceva. Non è voluto tornare neanche con Saladini, perchè non lo convinceva. Adesso è stato protagonista, dietro le quinte, del tentativo di ricostruire una Reggina sana e ambiziosa. Un tentativo che purtroppo è fallito. Quando ci sentiamo, questa mattina, la sua voce è molto giù di tono: “ciao Emanuele, come stai?”, “Peppe che vuoi che ti dica, sono molto dispiaciuto”. Per Emanuele la Reggina è uno dei pezzi più importanti della sua vita. “Ieri è successo qualcosa di davvero assurdo, con Bandecchi abbiamo strappato un biglietto con il 6 del Superenalotto”. Belardi parla da tifoso, super tifoso della Reggina, prima ancora che da dirigente sportivo. E ai microfoni di StrettoWeb ripercorre tutta la storia recente: “Taibi mi aveva chiamato per lavorare come suo collaboratore nella prossima serie B, ma poi quest’estate è successo quello che è successo e quindi di settimana in settimana abbiamo rinviato tutto”.

Emanuele svela tutti i retroscena sugli ultimi dieci giorni: “dopo la sentenza del Consiglio di Stato, Taibi mi dice che c’è una cordata importante di un’azienda di Milano di un imprenditore originario di Saline Joniche, ragazzi seri, onesti, puliti e tifosi della Reggina che vogliono fare un progetto importante. Io chiedo garanzie sulla possibilità di fare subito la D a vincere, com’è dovuto per la Reggina. Queste garanzie le ho tutte e dal 30 agosto ci mettiamo subito in moto per non farci trovare impreparati all’inizio del campionato, molto ravvicinato. Prima di tutto abbiamo iniziato a pensare all’allenatore, ho parlato tante volte con Michele Pazienza e abbiamo trovato l’accordo. Poi abbiamo pensato ai calciatori, mi è venuta l’idea di prendere quelli che avessero un senso di appartenenza importante e così ho coinvolto Ciccio Cosenza e Nino Barillà, che sono integri, che fino all’anno scorso hanno giocato in C e che sono cresciuti nella Reggina. Stavamo iniziando a preparare tutto. C’era grande entusiasmo”.

E poi cos’è successo?

Siamo andati avanti, avevamo messo le basi per qualcosa di importante. Questi imprenditori di Myenergy si sono dimostrati straordinari, posso testimoniare che sono super tifosi della Reggina, appena ho incontrato l’ing. Antonio Praticò, che ormai è diventato per tutti Totò di Saline, mi guardava con gli occhi lucidi, mi raccontava che lui era sempre in Curva quando io ero portiere e mi guardava da vicino. Sono persone molto serie, ho percepito subito che per loro quello nella Reggina oltre ad un investimento era un progetto basato sulla passione e sull’amore nei confronti della squadra, da parte di tifosi veri. Poi è subentrato Bandecchi, che dava a tutto il progetto ancora più forza economica. Ma per com’è andata, a questo punto sarebbe stato meglio anche Myenergy da solo. C’è stato un momento in cui sono stati forse un po’ timorosi, ma proprio perchè sono un’azienda pulita di persone per bene e quando sono arrivati a Reggio hanno avuto un sacco di problemi e opposizioni. Ieri sera erano delusi, mi hanno scritto, mi hanno ringraziato, c’è grande amarezza”.

Come ti spieghi la scelta di Brunetti?

Non me la spiego. Io credo che il Sindaco abbia avuto una grossa responsabilità e ieri ha detto che se la assume tutta lui. I fatti diranno se lui avrà avuto ragione o meno. Per me oggi è troppo facile dire che ha sbagliato, ma potrei sembrare di parte perchè io ero coinvolto nel progetto con Bandecchi e Myenergy. Ma da tifoso della Reggina io posso dirvi che persone come Bandecchi e Myenergy me le sarei tenute a Reggio tutta la vita. La mia storia dimostra che sono sempre stato dalla parte della Reggina” .

Cosa pensi delle dichiarazioni di Bandecchi?

Bandecchi è una persona così, a volte dice le cose anche per provocazione perchè è molto schietto, ma io non avrei preso per vangelo le sue parole sul fatto che voleva fermarsi alla C. Lui già simpatizzava per la piazza di Reggio Calabria, poi magari siamo primi in classifica, c’è lo stadio pieno, c’è grande affetto nei suoi confronti, e vedete che rimane anche dopo. Lui ha sempre buttato tanti soldi nel calcio ma nella sua schiettezza non è mai stato tanto amato. Magari a Reggio si coinvolgeva, e rimaneva pure per vincere la serie C. Avete visto ieri come ha reagito? Quella vostra intervista è clamorosa, fa intendere che ci è rimasto male. Se non gli importasse della Reggina, non avrebbe detto nulla e invece c’è rimasto male. Con lui la Reggina avrebbe avuto una proprietà forte e certamente saremmo tornati nel professionismo in un anno non a chiacchiere, con budget importanti”.

Eravate già pronti a scendere in campo?

Sì, avevamo scelto l’allenatore, avevamo un organico di calciatori molto importanti per la serie D. Lo sapete perchè Montalto firma oggi con la Casertana? Montalto era il nostro attaccante per la serie D, ha aspettato fino all’ultimo, poi ha dato l’ok a Caserta solo ieri sera dopo la scelta di Brunetti. Parliamo di un attaccante che alla Reggina avete visto quanto ha fatto bene in serie B. Nell’organico di mister Pazienza c’erano tanti calciatori importanti, giovani di grande prospettiva, avevamo individuato un gruppo di atleti che erano già pronti per giocare valutando chi aveva fatto bene un ritiro e la preparazione altrove. E poi la scelta dell’allenatore dimostra l’orizzonte del progetto: avevamo scelto Pazienza perchè oltre a vincere la serie D con il Cerignola due anni fa, l’anno scorso è arrivato ai playoff di serie C sempre con il Cerignola. Noi non volevamo limitarci a pensare a questa serie D, ma volevamo da subito costruire una squadra e un gruppo in grado di vincere anche la prossima serie C. E’ tutto un peccato, è tutto così assurdo…”

Che impressione ti sei fatto da tutta questa storia?

Da Saladini a Brunetti, mi è sembrato tutto vergognoso. E non dico a caso Saladini, perchè a Brunetti ci siamo arrivati solo per colpa sua. Non dimentichiamoci che il peccato originale è di altre persone che a Reggio hanno fatto uno schifo, e io non sono solito usare questi termini. Parlo di Gallo, di Saladini, di Cardona. C’è gente che ha fatto di tutto per tornare al lavorare alla Reggina quando tutto sembrava che andasse bene ma poi alle prime difficoltà è fuggito subito. E invece chi è attaccato veramente si vede nei momenti di difficoltà, ricordate nel 2015 a gennaio con la squadra ultima in classifica in serie C chi è venuto a giocare in una situazione davvero drammatica? Siamo venuti io, Cirillo e Aronica e abbiamo portato la Reggina a salvarsi vincendo due derby nello spareggio col Messina. Altri sono tornati dopo elemosinando un posto di lavoro e poi sono fuggiti, e hanno anche il coraggio di parlare di regginità? E’ da tre mesi che la Reggina vive questo incubo, un incubo che Reggio non merita. Però è anche il momento che la gente faccia delle scelte ben precise in questa città: basta vivere di interessi, basta vivere per il compare, bisogna – se è reale l’amore per questa squadra – dimostrarlo con i fatti non con chiacchiere, poltrone e interessi. Sulla Reggina, poi, ho visto gente che si atteggiava a imprenditore forse pensando che la Reggina fosse un pacco di patatine che si compra al supermercato. Non hanno capito che la Reggina è una responsabilità seria e importante, con la Reggina non si scherza. Si parla di una delle cose più importanti della città. Bisogna essere ben attenti a scherzare con una cosa così seria”.

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