Questa notte la città di Reggio Calabria ha perso uno dei suoi figli illustri nella storia politica locale. E’ infatti venuto a mancare Carmelo Caridi, un lutto che segna un momento di profondo dispiacere per l’intera comunità di Reggio Calabria, che si risveglia privata di un uomo capace di segnare profondamente le dinamiche istituzionali, politiche e sociali del territorio. Carmelo Caridi non è stato soltanto un amministratore pubblico di eccellente caratura, ma era anche il padre dell’ex Senatore Antonio Caridi, recentemente assolto con formula piena da quello che è stato unanimemente riconosciuto come il più grande teorema giudiziario della storia della città. Un trionfo della giustizia che il padre Carmelo ha fatto in tempo a vedere e a gioire. Proprio pochissimi giorni fa, Antonio Caridi è stato intervistato dalla nostra testata, aprendo il suo cuore e raccontando il dramma del carcere fino alla definitiva assoluzione.
Il trionfo alle elezioni comunali del 1992: un record assoluto
Ripercorrere la biografia di questa figura straordinaria significa sfogliare le pagine più intense della storia della città. Carmelo Caridi è stato un importante politico, un pilastro insostituibile per i cittadini e per le istituzioni democratiche. Il suo eccezionale peso elettorale e il suo ineguagliabile radicamento sul territorio trovarono la massima espressione in occasione delle elezioni comunali del 1992. In quella storica tornata elettorale, infatti, riuscì a risultare il candidato più votato in assoluto, raccogliendo l’incredibile cifra di 4.000 voti di preferenza. Giusto per rendere l’idea, oggi è una cifra inimmaginabile per qualsiasi candidato al consiglio comunale: i più votati non arrivano neanche alla metà. Con 4 mila voti, oggi si rischia di diventare consiglieri regionali. Quello di Caridi nel 1992 fu un record assoluto tra tutti i partiti in lizza, un autentico plebiscito di consensi che testimoniò in modo inequivocabile la fiducia incondizionata che la popolazione riponeva nella sua persona. In qualità di esponente di primissimo piano della Democrazia Cristiana, incarnava quei valori moderati, cattolici e popolari che all’epoca rappresentavano il fulcro del dibattito cittadino.
L’impegno istituzionale: vice Sindaco nella giunta di Italo Falcomatà
La straordinaria forza propulsiva dimostrata nelle urne si tradusse inevitabilmente in un impegno amministrativo ai massimi livelli per il bene esclusivo della collettività. Negli anni immediatamente successivi al suo grande exploit elettorale, Carmelo Caridi fu chiamato a ricoprire il prestigioso e delicato ruolo di vice Sindaco all’interno della prima giunta guidata da Italo Falcomatà. Si trattava di una fase storica del tutto peculiare per le amministrazioni locali, poiché quella giunta nacque direttamente dalle intese dell’assemblea cittadina, in un’epoca in cui non vi era ancora la legge sull’elezione diretta dei Sindaci. Caridi fu vice Sindaco nel periodo compreso tra il mese di novembre del 1994 e il mese di dicembre del 1996. Durante il suo mandato, si distinse sempre per un approccio estremamente pragmatico, orientato alla risoluzione dei problemi concreti, e con una forte connotazione politica in un’era in cui la politica era molto più profonda rispetto ai tempi attuali.
Le origini a San Salvatore e la vocazione all’ascolto all’ufficio del lavoro
Al di là degli indiscussi successi pubblici, il lato profondamente umano rimane forse il tratto più distintivo e ricordato della sua intera esistenza. Originario di San Salvatore, non ha mai reciso i legami con le proprie radici e con la gente comune. Nella sua vita professionale prestava quotidianamente servizio presso l’ufficio del lavoro, un impiego che gli permetteva di essere costantemente e direttamente a contatto con le necessità, le speranze e le fragilità dei cittadini. Proprio per questa sua innata vicinanza alle problematiche reali della gente e per la sua proverbiale disponibilità, era un uomo sinceramente ben voluto da tutti. La sua porta era costantemente aperta per chiunque cercasse un consiglio o un aiuto tangibile.
L’eredità politica e morale raccolta dal figlio in Forza Italia
Il grande patrimonio di valori, di autorevolezza e di viscerale passione per la cosa pubblica, faticosamente costruito in decenni di onorata attività, non è certamente andato disperso nel vuoto. Quel prezioso e ingombrante riferimento politico plasmato all’interno dello scudo crociato è stato poi naturalmente e orgogliosamente ereditato dal figlio Antonio. Quest’ultimo ha saputo raccogliere con determinazione il pesante testimone paterno, portando avanti le medesime istanze all’interno delle file di Forza Italia, arrivando a rappresentare egregiamente il territorio reggino e calabrese fino ai vertici delle istituzioni nazionali. Una continuità che ha mantenuto vivo e forte l’impegno della famiglia al servizio del Mezzogiorno.
I funerali a Gallina: l’ultimo saluto della città dello Stretto
Oggi l’intera politica, le istituzioni e la vibrante società civile si fermano all’unisono per rendere il doveroso e commosso omaggio a un uomo che ha speso la propria vita per la sua terra. I funerali si terranno nella giornata di domani, martedì 23 giugno, e saranno celebrati all’interno della chiesa di Gallina. Si prevede una massiccia partecipazione di pubblico, di massime autorità e di semplici cittadini, tutti uniti nel desiderio di stringersi in un caloroso abbraccio attorno alla famiglia Caridi in questo momento di indescrivibile dolore. Con la sua scomparsa, Reggio Calabria saluta per sempre un pezzo fondamentale e indelebile della propria storia, un servitore delle istituzioni il cui limpido ricordo continuerà a vivere forte nel cuore di chi ha avuto l’immenso privilegio di conoscerlo.







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