Ieri il Presidente dei Senatori del Partito Democratico, Francesco Boccia, ha fatto irruzione nella campagna elettorale per le elezioni comunali di Reggio Calabria con il solito stile aggressivo della sinistra: tre secondi e via con gli insulti e le offese all’avversario, anche se si tratta di un moderato e un centrista come Francesco Cannizzaro. Con modi e toni clamorosi, Boccia ha detto addirittura che “rabbrividisce” per Cannizzaro, neanche fosse il mostro di Loch Ness o un’altra malvagia creatura. Testualmente, Boccia ha detto “io ho sentito le proposte di Cannizzaro e vi confesso che rabbrividivo. Perché Reggio e la Calabria non si meritano tutto questo”. Non è chiaro a cosa si riferisca Boccia: Cannizzaro ha forse proposto campi di sterminio, squadristi o analoghe assurdità tali da giustificare i brividi di Boccia? Ci saranno sfuggite.
Eppure noi pensiamo che un politico debba rabbrividire per il massacro di Bucha, la strage dell’Armata Rossa in ritirata dopo il fallimento a Kiev all’inizio dell’aggressione all’Ucraina nel 2022 da parte della Russia. Un politico dovrebbe rabbrividire per i fatti del 7 ottobre in Israele, quando i terroristi di Hamas hanno ucciso oltre 1.200 ebrei, rapito donne e bambini e commesso efferati crimini per compiere il loro dichiarato obiettivo genocida contro il popolo ebraico. E ancora, un politico dovrebbe inorridire per i crimini del regime iraniano degli ayatollah, che ha soffocato nel sangue con oltre 30 mila morti le proteste del popolo che chiedeva libertà.
La sinistra, invece, è più che ambigua sui veri criminali della storia: per i terroristi di Hamas fanno le flottiglie con “aiuti umanitari” (!), si schierano dalla parte del regime dell’Iran contro la più grande democrazia mondiale quali sono gli Stati Uniti d’America, sostengono le mire imperiali di Putin alimentando la narrazione secondo cui l’Ucraina dovrebbe arrendersi, e poi insultano Francesco Cannizzaro di Reggio Calabria che li fa “rabbrividire“. Perché? Cosa avrà fatto di così malvagio Cannizzaro da essere considerato dal Pd peggio di terroristi e dittatori?
Non riusciamo a rispondere. O forse sì. Basta vedere chi è Francesco Boccia, quello che la scorsa settimana in parlamento ha fatto una clamorosa figuraccia perchè ha provato a fare il simpatico con Giorgia Meloni chiedendo al premier “da quanto tempo non le capita di fare la spesa“, lasciando il sottinteso che il Presidente del Consiglio non abbia idea dell’aumento dei prezzi provocato dall’inflazione. “Sono andata a fare la spesa l’ultima volta al supermercato sabato scorso, se vuole può andare a chiedere. Non so quando capita a lei“, ha risposto Meloni, stroncandolo.

Gli insulti gratuiti di Boccia a Cannizzaro e l’ipocrisia sull’autonomia differenziata sostenuta da sua moglie
Boccia ieri è venuto a Reggio Calabria a dire che “tra Salvini e Cannizzaro non c’è differenza“, perchè Cannizzaro in quanto figura di spicco di Forza Italia nella coalizione di governo sostiene la riforma dell’autonomia differenziata, e quindi “tradisce la Calabria“. Non si capisce perchè l’autonomia differenziata sarebbe un “tradimento“, e non si capisce a che titolo Boccia parla di Calabria se lui, per questa terra, non ha mai fatto nulla. Anzi. L’unica volta che se n’è occupato, è stato per impugnare la norma con cui la povera Jole Santelli (un’altra pericolosa estremista, no?) apriva i tavolini all’aperto dei locali dopo 15 giorni di contagi zero durante la pandemia del Covid-19. Tutti i tamponi risultavano negativi, in Calabria, da 15 giorni e per combattere la ‘ndrangheta, che stava iniziando a speculare sulla crisi socio-economica dovuta al lockdown, Santelli decideva di riaprire in piena sicurezza i locali all’aperto, per restituire la dignità del lavoro ad una popolazione che invece il governo Conte-Speranza-Boccia voleva tenere chiusa in casa senza alcun motivo.
Boccia, con veemenza assurda, anche in quel caso come se Santelli stesse disponendo l’apertura di campi di sterminio, impugnava la norma e apriva una crisi istituzionale senza precedenti, ponendosi in prima fila contro la Calabria. Lo ripetiamo: a che titolo Boccia parla di Calabria? E perchè insulta Cannizzaro, tra l’altro tirando in ballo l’autonomia differenziata che nulla ha a che vedere con le elezioni comunali? Se per Boccia questi temi sono così importanti, così vitali al punto da portare all’insulto e all’offesa nei confronti dell’avversario politico, come ha fatto a sposare Nunzia De Girolamo quando quest’ultima era deputato di spicco di Forza Italia, forte sostenitrice della riforma del federalismo fiscale di Roberto Calderoli, antesignana dell’attuale progetto di legge sull’autonomia differenziata?
Le solite ipocrisie della sinistra.

Il Pd sempre più consapevole del disastro elettorale di domenica e lunedì
Fatto sta che la campagna elettorale reggina ha vissuto un altro momento triste: dopo Falcomatà, Fratoianni e persino Fiorella Mannoia, l’ennesima ondata di insulti a Cannizzaro colpevole di togliere al Pd uno degli ultimi centri di potere del partito in Calabria. Boccia avrebbe dovuto, in una sana competizione elettorale, spiegare le idee del suo partito, del suo candidato, quel Mimmo Battaglia che ieri si è messo contro persino i suoi stessi candidati con un video surreale in cui chiede il voto disgiunto. Un autogol dietro l’altro. Ma il Pd è già pronto alla sua opposizione, da sempre fatta di offese e insulti. E hanno già iniziato in anticipo.
L’unica parola spesa da Boccia su Battaglia ieri è stata totalmente senza senso: “è uno a cui dai il portafogli domani mattina”. Peccato che non si sta candidando a direttore di banca, ma a Sindaco della città. E se un Sindaco della città dovesse gestire i nostri portafogli, saremmo rovinati a prescindere da chi esso sia. No, un Sindaco non deve custodire i portafogli dei cittadini che – grazie ma anche no – facciamo da soli. Un Sindaco deve realizzare progetti, idee, visioni per il futuro della città, a Reggio innanzitutto deve capovolgere il disastro amministrativo degli ultimi 12 anni a guida Pd, deve ridare normalità alla città nei servizi essenziali assolutamente assenti (strade, acqua, spazzatura), deve ripristinare il decoro istituzionale, deve restituire progettualità e visione per trattenere i giovani talenti.
Cannizzaro lo ha già fatto senza essere Sindaco: parlano i fatti, l’Aeroporto, il Porto, l’Università, il G7, il Capodanno Rai, i tirocinanti della giustizia e molto altro. Il Pd invece non riesce da dieci anni a fare un ponticello di trenta metri, per cui un sindaco e un vice sindaco clown baciavano le travi in uno dei pochi giorni di lavoro nel cantiere. E hanno anche il coraggio di rabbrividire per Cannizzaro? Che – vivaddio – potrà piacere, potrà non piacere, ma oggi rappresenta l’unica e forse l’ultima speranza di questa città. Una città che, invece, rabbrividisce per il Pd, per Falcomatà, per Boccia, per Castorina nominato capo di gabinetto da Versace, per la Reggina regalata ai compari da Brunetti e per tutto lo schifo che ha subito negli ultimi dodici anni. E domenica lo dimostrerà dentro quello strabenedetto seggio che ha il profumo di liberazione.




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