Ecco perché la sinistra deve continuare a governare la città di Reggio Calabria

La nomina di Castorina da parte di Versace svela una triste realtà: il problema non era Falcomatà. E conferma il modus operandi della sinistra al potere

No, non sono impazzito. E non voglio che la sinistra continui a governare la città di Reggio Calabria. Ma oggi voglio farvi divertire. E riflettere. Questo vuole essere un articolo provocatorio ma al tempo stesso lucida analisi della reale situazione politica della nostra città, del nostro Paese, del nostro Pianeta. La politica è tornata con dirompente attualità sulle prime pagine dei giornali e sulla bocca di tutti i cittadini, anche a livello locale. Su StrettoWeb abbiamo raccontato negli ultimi giorni tutta una serie di episodi incresciosi in seno all’Amministrazione Comunale e Metropolitana, che danno il quadro di quanto sia triste e degradata l’attuale situazione del governo cittadino: la nomina di Nino Castorina a Capo di Gabinetto della Città Metropolitana da parte del Sindaco f.f. Carmelo Versace, segna l’apice di una diffusa e ignobile indecenza umana, etica e morale ancor prima che politica e amministrativa.

Pensavamo che con l’addio di Falcomatà la situazione sarebbe cambiata. Pensavamo che quello degli ultimi 12 anni a Reggio Calabria fosse un problema esclusivamente legato alle personali caratteristiche del Sindaco figlio d’arte, ai suoi atteggiamenti, ai suoi modi, alla sua gestione, al suo concetto di politica. E invece ci sbagliavamo: il problema è molto più vasto e profondo. E Falcomatà, alla fine, con tutti i suoi disastri, era persino il meno peggio di ciò che offre oggi la classe dirigente della sinistra locale. Lo stiamo scoprendo in queste prime settimane senza di lui: la città è in mano al partito, a fare le funzioni dei sindaci sono Mimmo Battaglia al Comune e Carmelo Versace (sigh!) alla Città Metropolitana. Certamente è di Falcomatà la responsabilità principale di non aver lasciato in eredità un briciolo di classe dirigente credibile, seria, presentabile. Dopotutto, visti i presupposti, come avrebbe mai potuto? Ma anche il partito ha le sue responsabilità, se consente a Carmelo Versace di nominare Nino Castorina Capo di Gabinetto della Città Metropolitana.

Forse non è chiaro quello che è successo.

Il caso di Versace-Castorina, l’infamia di una nomina che è uno scandalo

Nino Castorina è il politico senza scrupoli del Pd che alle ultime elezioni comunali reggine (settembre 2020) si è fatto votare da anziani, allettati e addirittura morti, duplicando tessere elettorali negli uffici comunali e falsificando registri e schede elettorali con una serie di complici dentro e fuori i seggi. La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha arrestato Castorina, che dopo gli arresti è stato anche letteralmente esiliato dalla città due volte, con un divieto di dimora nel comune reggino come si fa con i criminali, tanto che è stato costretto a trasferirsi a Roma per un lungo periodo. Come Cicerone in Grecia, Dante a Ravenna, Napoleone a Sant’Elena, Trockij in Messico, lo Scià di Persia in Egitto o Craxi ad Hammamet. Ma lui è solo Castorina.

Interdetto da tutte le sue funzioni pubbliche, il Prefetto lo ha anche sospeso dal consiglio comunale. Rinviato a giudizio con gravi indizi di colpevolezza (l’inchiesta si basa su intercettazioni, prove documentali e testimonianze, comprese alcune confessioni dei complici), il processo è ancora in corso ma Castorina non si è mai dimesso. Tantomeno è stato espulso. Continua a fare politica attiva. Sfruttando cavilli legali, dopo anni è riuscito a tornare in consiglio comunale, a fare interviste (con chi, senza vergogna, gli concede il microfono), a redigere comunicati stampa, ad intervenire nelle sedi istituzionali. Ha affiancato Falcomatà durante interviste e commissioni, e adesso diventa Capo di Gabinetto della Città Metropolitana su nomina di Carmelo Versace: stiamo parlando dell’incarico più importante e delicato dell’intera istituzione. Il Capo di Gabinetto, infatti, rappresenta il vertice della struttura di diretta collaborazione del Sindaco Metropolitano, agendo come il punto di raccordo vitale tra l’indirizzo politico e la gestione amministrativa dell’ente. È un ruolo di eccezionale delicatezza con una serie di mansioni che spaziano fino alla cura dei rapporti con gli altri enti locali e i ministeri, rendendolo di fatto l’interfaccia operativa più influente della macchina metropolitana. Ve lo immaginate Castorina che rappresenta Reggio Calabria con Giorgetti o Crosetto, con Maria Elisabetta Alberti Casellati o Carlo Nordio?

In termini economici, la retribuzione è parametrata su quella dei dirigenti di alto livello degli enti locali, composta da una parte fissa e un’indennità specifica legata alla funzione fiduciaria con una cifra vicina, se non superiore, ai 10 mila euro mensili.

Il tema della nomina di Castorina riguarda l’indecenza della sinistra che quando governa non ha alcuna considerazione del senso di responsabilità e pretende di poter fare qualsiasi cosa. Ci siamo sforzati a lungo ma non possiamo fare un paragone con un politico di centrodestra e con quello che avrebbe passato a fronte di analoghi reati, perché nella storia repubblicana non c’è  mai stato un politico di centrodestra che si sia macchiato di fatti così gravi come quelli contestati a Castorina. Ma per molto meno, tanti esponenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e altri movimenti di centrodestra, dalla Democrazia Cristiana in poi, sono stati espulsi dal loro partito, sono stati emarginati, gli è stata negata ogni tipo di agibilità politica, sono finiti alla gogna pubblica. Giustamente.

Castorina ha fatto molto di peggio, eppure è ancora interno al Pd che addirittura lo nomina Capo di Gabinetto mentre è a processo per brogli elettorali, il reato più grave che un politico possa commettere perché significa infrangere le regole basilari della democrazia. Il Pd e la sinistra che predicano onestà, legalità e trasparenza, non hanno ritenuto di dover allontanare Castorina e anzi lo premiano per il suo operato, alla faccia del senso delle istituzioni.

Il vero motivo per cui Versace ha nominato Castorina

Il vero motivo per cui Versace lo ha nominato Capo di Gabinetto è ancora più aberrante: i ben informati dell’universo della sinistra reggina assicurano che Versace sarà candidato nel Pd alle elezioni comunali di maggio e Castorina gli ha promesso il suo sostegno elettorale, in cambio della nomina a Capo di Gabinetto. Stiamo parlando di un vice Sindaco metropolitano che svolge da anni il ruolo di facente funzioni, per le sospensioni di Falcomatà a seguito dei suoi guai giudiziari, e che ha bisogno dell’aiuto di un politico che ha già compiuto brogli elettorali per fare il consigliere comunale, con ogni probabilità di opposizione, nella prossima consiliatura. Dopo che nei mesi scorsi le ha provate tutte per infilarsi in ogni partito del Centrodestra, ed è stato respinto anche da quelli con un consenso dello zero virgola. Evidentemente c’è ancora dignità, a destra.

Siamo alla neuro”, mi ha detto ieri un importante e storico dirigente del Pd reggino, commentando l’accaduto. E non è che la città abbia reagito in modo adeguato. In un posto normale, in una città normale, migliaia di persone sarebbero scese in piazza assediando il palazzo ribellandosi ad una nomina che è un insulto all’intera comunità. Che è una minaccia alla democrazia. E invece niente, neanche dalle opposizioni. Nessuna manifestazione, nessuna conferenza stampa, persino pochi e timidi comunicati di sdegno. Di fatto, ci siamo indignati io, Claudio Cordova, Sasha Sorgonà e Saverio Laganà. Un po’ pochino, per una città di 168 mila abitanti. Bravi, qualificati, tutto quello che volete. Ma pur sempre quattro, in un contesto di irrespirabile assuefazione. Come se tutto fosse normale, come se davvero il Pd possa fare tutto ciò che crede, senza darne conto a nessuno, anche imbrogliare alle elezioni e poi andarne fieri ed esserne premiati con lauti stipendi e incarichi prestigiosi.

Il buio di Reggio Calabria

Mentre nel palazzo succede questo, la città sprofonda nell’abisso della peggiore cattiva gestione. Ieri, 4 febbraio, il Comune ha annunciato di aver individuato 30 mila euro dei fondi per il waterfront e di averli destinati alle iniziative del Carnevale, che è la prossima settimana. Gli eventi del Carnevale sono già organizzati da mesi in tutte le città d’Italia e del mondo, oggi si stanziano – semmai – i fondi per il Carnevale 2027, invece a Reggio Calabria abbiamo un’Amministrazione Comunale guidata dal Pd che ha il coraggio di annunciare in pompa magna di aver trovato 30 mila euro di soldi del waterfront per organizzare il Carnevale della prossima settimana, e invita associazioni e negozi a presentare progetti e iniziative per ottenere il finanziamento e organizzare gli eventi.

Non stiamo scherzando.

Intanto, continua la saga del ponticello sul Calopinace: ieri abbiamo documentato come stia crollando persino l’impalcatura montata intorno alle famose travi baciate da Falcomatà. E accanto al Teatro Cilea, a pochi metri da Palazzo San Giorgio sede del Sindaco, della Giunta e del Consiglio Comunale, continua ad aprirsi una voragine enorme che impedisce il transito in sicurezza di automobilisti e bus Atam. Sempre in pieno centro, è di nuovo chiuso il Tapis Roulant. Avete presente, la sinistra nazionale che chiede sbraitando di dirottare l’investimento per il Ponte sullo Stretto alle opere minori e al dissesto idrogeologico? A Reggio Calabria, dove governa ininterrottamente da 12 anni, non riesce a fare un ponticello di 12 metri, a far funzionare una scala mobile e a riparare le buche nel centro storico della città, tutte opere già abbondantemente finanziate!

Il problema, quindi, non sono i soldi. E’ che sono totalmente incapaci!

Il disastro di Reggio Calabria e la sinistra al potere

Reggio Calabria è sprofondata nell’abisso del degrado più profondo, del declino sociale, demografico (intanto, ridendo e scherzando, siamo diventati 168 mila, oltre ventimila in meno di 15 anni fa!), economico, culturale. È una città distrutta, in macerie, depressa, piegata, sottosviluppata, povera, abbandonata da 12 anni della peggiore politica. Pensavamo fosse un problema di Falcomatà, e invece stiamo scoprendo che senza di lui è anche peggio. È quindi un problema della sinistra, che però mentre a Reggio Calabria governa e fa i peggiori disastri, a livello nazionale e mondiale si erge a paladina della giustizia, della bontà, dell’umanità. Li senti quotidianamente dipingere la destra come il male assoluto: il governo Meloni è fascista, di Trump non ne parliamo, è bastato un anno e quello che era il Paese del vecchio Joe , modello di democrazia, solido alleato storico e unico deterrente mondiale contro l’avanzata di estremismi e dittature, è diventato il nemico numero uno. Il sentimento antiamericano è soltanto l’ipocrisia dell’ideologia politica di una sinistra che adesso prova a frantumare l’alleanza atlantica, dopo aver dipinto persino Javier Milei, avamposto ultra liberale globale, in un pericoloso neonazista.

Il malgoverno di Reggio e il buongoverno del resto del mondo

Quello che vogliamo dire è che mentre la sinistra malgoverna Reggio Calabria, tutt’intorno governa virtuosamente la destra. Alla Regione Calabria c’è Roberto Occhiuto che, per la prima volta nella storia sta ribaltando una terra sventurata proiettandola in un percorso virtuoso di emancipazione, crescita e sviluppo. L’Italia di oggi, dopo tre anni di governo Meloni, è un Paese migliore: gli indicatori economici sono straordinari, lo Spread Btp-Bund è sceso ai minimi da 20 anni e mai c’è stato nell’ultimo secolo un boom di investimenti stranieri nei Titoli di Stato italiani simile a quelli di oggi. Piazza Affari, la borsa di Milano, sta ritoccando ogni giorno i suoi massimi storici, da tre anni. L’inflazione è crollata ai minimi ed è sotto l’1%, la più bassa in Europa, mentre la gestione del bilancio pubblico è virtuosa, il debito pubblico sta diminuendo, lo Stato italiano è oggi il più solido e stabile in Europa. La disoccupazione è crollata al 5%, il minimo assoluto nella storia d’Italia, seppur imparagonabile a quello degli USA di Trump dov’è addirittura all’1%: nell’America di oggi, lavorano tutti.

Gli ultimi dati macroeconomici che arrivano dagli USA sono eccezionali, a quasi un anno dai dazi che evidentemente hanno dato al Paese i risultati sperati: più entrate, più investimenti, più lavoro per l’aumento della produzione interna. Ancora meglio sta andando in Argentina con la “terapia d’urto” che Javier Milei ha intrapreso due anni fa per salvare il Paese dalla bancarotta. L’inflazione è crollata all’attuale 2% dal 26% mensile; all’attuale 16% dal precedente 211% annuo. Per la prima volta da oltre 15 anni, l’Argentina ha raggiunto il “deficit zero”, ottenendo il pareggio di bilancio grazie ai drastici tagli alla spesa pubblica (ridotta del 30% in termini reali), inclusa la riduzione dei ministeri da 18 a 9. L’economia cresce a ritmi mai visti, con il Pil in aumento del 5% dopo il DNU, il decreto che ha liberalizzato ampie fette dell’economia, come il mercato degli affitti (dove l’offerta di immobili è aumentata significativamente) e il settore del trasporto aereo.

Oltre a Italia, USA e Argentina con Meloni, Trump e Milei, la destra oggi governa in Germania con Merz, in Giappone con Sanae Takaichi e in Corea del Sud con Yoon Suk-yeol, ma anche in Grecia con Mitsotakis, in Portogallo con Luis Montenegro, in Svezia e Finlandia con Kristersson e Orpo, in Cile dove José Antonio Kast, un altro “pericoloso populista neofascista” a sentire la sinistra mondiale, ha appena stravinto le elezioni, e anche in Costa Rica ed El Salvador con i Presidenti Laura Fernández e Nayib Bukele. La destra governa oggi anche l’unico avamposto di libertà, democrazia, progresso tecnologico e dei diritti civili del Medio Oriente, che ovviamente è Israele guidato da Benjamin Netanyahu vincente alle elezioni del 2022, e infine anche in Nuova Zelanda con Christopher Luxon. Ovviamente non andremo ad elencare lo stato di salute di tutti i Paesi democratici del mondo governati oggi dalla destra, ma già solo il fatto che la stragrande maggioranza delle Nazioni democratiche, civilizzate, con un’economia sviluppata, con le avanguardie di università e tecnologie, con istituzioni stabilmente e storicamente democratiche, siano oggi governate dalla destra, smonta tutta la narrazione ideologica della sinistra buona solo a demonizzare gli avversari.

No, non ci sono i campi di concentramento negli USA, in Italia, Argentina, Germania, Giappone, Corea del Sud, Israele, Nuova Zelanda, Cile, Svezia, Finlandia, Grecia, Portogallo e compagnia. Ogni diritto civile è immutato, è consentito l’aborto, vivaddio; gli omosessuali hanno pari diritti degli eterosessuali e anzi, proprio questi Paesi – Israele su tutti – rappresentano oggi il miglior luogo al mondo in cui un omosessuale possa vivere e realizzarsi. I migranti, se regolari e rispettosi delle leggi, vengono accolti a braccia aperte con i decreti flussi adottati da tutti questi “pericolosi governi razzisti“, che invece combattono i criminali, i delinquenti, i clandestini. Che evidentemente la sinistra protegge.

Non c’è razzismo, non c’è violenza, non c’è estremismo di Stato in nessun Paese democratico in cui oggi governa la destra. Anzi, come tristemente abbiamo visto a Torino, le uniche violenze sono perpetuate dalle opposizioni di sinistra.

Insomma, mentre le cose funzionano bene ovunque governi la destra, a Reggio Calabria continua il disastro della sinistra. Una sinistra che è brava a parlare degli altri inventando bufale, fake news e dipingendo come criminali coloro che invece verranno ricordati nella storia esclusivamente per aver dato al mondo intero una nuova stagione di crescita e sviluppo basata sui valori storici dell’occidente, quali libertà e democrazia, restituiti anche a pezzi del mondo piegati a terroristi e dittatori (vedi Hamas, Maduro e – speriamo presto – anche gli Ayatollah), e poi però dove governa commette le peggiori porcate della storia.

Mentre negli USA Donald Trump sta facendo ricostruire con i cocci originali la statua di Cristoforo Colombo demolita nel 2020 dalla furia violenta dei Black Lives Matter e lanciata nel porto di Baltimora nel delirio della cancel culture, per installarla alla Casa Bianca con il supporto della comunità italo-americana per celebrare la grandezza della civiltà occidentale, la sinistra è quella che strizza l’occhio ai Black Lives Matter, ai ProPal, ai NoTAV, ad Askatasuna e a tutto quell’universo di estremismo, violenza, terrorismo e anti-sistema che a Reggio Calabria, dove il Pd è al governo della città, si trasforma nei decreti dei colletti bianchi, delle nomine in giacca e cravatta di personaggi che hanno imbrogliato alle elezioni e vengono premiati con uno stipendio pubblico di dieci mila euro mensili.

La sinistra a Reggio Calabria ci ricorda come funziona la sinistra al Governo: i precedenti a Palazzo Chigi

Dopotutto, se in Italia governa la destra con un così grande consenso popolare è proprio perché per 11 anni il Paese è stato nelle mani della sinistra con i governi Napolitano-Monti, poi Letta, poi Renzi, poi Gentiloni, poi Conte, poi Mattarella-Draghi. Sono stati anni di disastri, ricordiamo su tutti l’accoglienza indiscriminata di milioni di clandestini su cui oggi vogliono dare lezioni a chi prova a rimpatriarli ma si scontra contro il muro dei giudici che negano i rimpatri, ma anche il reddito di cittadinanza, il superbonus, la più disastrosa gestione mondiale della pandemia di Covid-19, personaggi quali Di Maio, Toninelli, Bonafede, Spadafora, Azzolina, Lezzi nominati Ministri della Repubblica. Il loro ricordo è memorabile: Di Maio era Vice Premier e Ministro degli Esteri. Impossibile dimenticare il festeggiamento sul balcone di Palazzo Chigi dopo l’approvazione del Reddito di Cittadinanza che avrebbe “abolito la povertà”, invece la stava rendendo eterna. Come Ministro degli Esteri, ha chiamato il presidente cinese Xi JinpingMr. Ping” e ha collocato il dittatore cileno Pinochet in Venezuela. Quando è andato in Francia con i leader della protesta dei gilet gialli, ha scatenato una crisi diplomatica senza precedenti con Parigi, con tanto di richiamo dell’ambasciatore francese.

Ma il re delle gaffe è stato Danilo Toninelli, Ministro delle Infrastrutture diventato un meme vivente, capace di inanellare scivoloni a ritmo record. Non possiamo ricordarli tutti. Un giorno, però, dichiarò con orgoglio che molti commercianti stavano già usando il tunnel del Brennero. Peccato che l’opera sia ancora in costruzione e ben lontana dall’apertura (sempre prevista per il 2032). In un’intervista poco dopo il crollo del ponte Morandi si fece fotografare sorridente accanto al plastico del nuovo ponte. In un’altra occasione, parlando della ricostruzione, disse che il ponte sarebbe stato un luogo dove “mangiare e fare acquisti“, scatenando l’ira dei familiari delle vittime.

Lucia Azzolina è il ministro dell’istruzione passato alla storia per i banchi a rotelle che avrebbero dovuto garantire il distanziamento e sono finiti nei magazzini o addirittura smaltiti nelle discariche. Spesso criticata per un linguaggio a tratti incerto, divenne celebre la sua difesa dei banchi: “Non ci trovi sotto il chewing-gum di tuo nonno“.

Barbara Lezzi, ministro per il Sud, in campagna elettorale giurò che il gasdotto TAP sarebbe stato fermato in “due settimane“. Una volta al ministero, dovette ammettere che “le mani erano legate” dalle penali miliardarie (già note quando prometteva di bloccarlo), diventando il bersaglio delle proteste dei suoi stessi elettori pugliesi. Famose le sue tesi secondo cui il gasdotto avrebbe causato tumori o la morte degli ulivi, smentite poi dai fatti e dai tecnici. Senza il TAP, oggi l’Italia non avrebbe i riscaldamenti e le bollette costerebbero dieci volte tanto: eppure la sinistra (che ha governato per 12 anni dicendo di no al nucleare, alle trivellazioni e a qualsiasi cosa servisse a produrre energia e quindi abbassare le bollette) adesso contesta al governo Meloni di essere responsabile dell’eccessivo costo dell’energia!

Non ci siamo dimenticati neanche di Alfonso Bonafede, DJ Fofò, ministro della Giustizia che in una clamorosa gaffe televisiva da Bruno Vespa, confuse il concetto di “reato colposo” con quello “doloso“, mandando nel panico l’intera categoria degli avvocati. La gestione dei boss mafiosi mandati ai domiciliari durante la pandemia ha rischiato di far cadere il governo, portandolo a un passo dalla sfiducia individuale.

Il ministro dello Sport era Vincenzo Spadafora, quello che è riuscito a litigare persino con il CIO al punto che l’Italia stava per partecipare alle Olimpiadi senza inno e senza bandiera. A lui, a loro, i grillini, il Pd e la sinistra, dobbiamo il meraviglioso regalo che ci ha negato l’esperienza delle Olimpiadi di Roma nel 2024.

Dopo tre anni di governo Meloni, a furia di sentirli sbraitare in televisione e sui giornali con tutte le ricette giuste di come bisognerebbe fare le cose (quando per 12 anni hanno governato loro, però, non ne avevano azzeccata una!), ci sarebbe il rischio di dimenticarseli. Ma vuoi vedere che sono così bravi? Vuoi vedere che loro riescono ad arrestare gli estremisti dei centri social che vogliono uccidere i poliziotti? Vuoi vedere che loro riescono a rimpatriare i clandestini? Vuoi vedere che loro riescono a dimezzare il costo delle bollette, a togliere le accise sulla benzina, ad abbassare le tasse, a farci vivere nell’Eldorado?

Ecco, se non ci fosse Reggio Calabria potremmo anche cadere in questa tentazione.

Invece dove governano loro, ancora oggi, il territorio cade a pezzi, lasciano intorno a sé soltanto macerie e si contraddistinguono per una gestione della cosa pubblica volta esclusivamente all’interesse personale, condita di arroganza e prepotenza, in totale spregio ad ogni interesse pubblico e concetto di meritocrazia. Al punto che a Reggio Calabria in Giunta hanno nominato repartista della Coop quale Assessore all’Ambiente, compagno di banco del grande Paolo Brunetti, premiato a vice Sindaco nel secondo tempo dopo il disastro della gestione idrica del primo tempo, ricordato per sempre nella storia della città come colui che ha consegnato la Reggina al parente del consigliere comunale del suo stesso partito condannandola ad anni di figuracce nei Dilettanti. Tutto questo accade nello stesso ente in cui il capo ufficio stampa è un estremista-dj, e adesso il nuovo Capo di Gabinetto della Città Metropolitana è un pluri indagato e già arrestato ed esiliato per brogli elettorali, nominato da un Sindaco f.f. come Carmelo Versace che prima di entrare in politica lavorava ai call center di Accueil. A quanto pare dai reperti che si trovano online, almeno lì però era in gamba. Chissà se mai ci tornerà: almeno ha sempre un futuro, a differenza di qualcuno che senza un incarico politico deve andare a fare l’impiegato semplice al Comune di Milano dove ha partecipato ad un concorso per diplomati mentre era Sindaco (135° in graduatoria su 200 posti disponibili) ottenendo un posto a tempo indeterminato con la qualifica di istruttore dei servizi amministrativi contabili – categoria C, nel capoluogo meneghino.

Se volete ricordarvi cos’è la sinistra al potere, venite a Reggio Calabria. Se può servire per salvare l’Italia, l’Europa e il mondo, la sinistra resti a governare Reggio Calabria. Ci sacrifichiamo noi: deve pur sempre rimanere un monito sui rischi della peggiore politica applicata al potere. Tanto, a quanto pare in questa città non interessa a nessuno…

Poi, se un giorno un Occhiuto, un Meloni, un Trump, un Milei, un Netanyahu volesse farci la grazia anche in riva allo Stretto, non è che ci farebbe così tanto schifo. Ma dovete trovare un altro posto da sacrificare mettendoci i compagni al potere per ricordare al mondo come fanno loro le cose. Chi sarà più fesso dei reggini?