Magia azzurra a Reggio Calabria! Notte da sogno al PalaCalafiore davanti a 7000 persone | FOTO

Notte pazzesca per l’Italia di Basket a Reggio Calabria: grande festa davanti a 7000 persone nonostante la sconfitta ininfluente

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    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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“Notti magiche” è stata la colonna sonora dell’Italia del calcio ma le notti magiche sono entrate nell’immaginario comune legate dal binomio con la Nazionale. E non si offenderanno i calciofili se il termini lo prendiamo in prestito per la palla a spicchi. Quando c’è l’Italia di mezzo, del resto, sono sempre notti magiche. Italia-Ungheria al PalaCalafiore di Reggio Calabria doveva essere un appuntamento indimenticabile e lo è stato. Le attese sono state rispettate, si è andato anche oltre. Dai giocatori al CT Pozzecco, passando per il Presidente Petrucci, lo staff tecnico e gli addetti ai lavori, si aspettavano un’accoglienza importante in riva allo Stretto ma sono stati travolti dal tifo del PalaCalafiore.

Voltarsi ad ammirare il sold out in ogni ordine di posto, la marea umana che dal parterre arrivava alle tribune e alle curve è stato emozionante. Il PalaCalafiore lo abbiamo visto spettrale durante la pandemia, quando il tricolore aveva il verde di un pass che decide se potevi entrare o no, il bianco delle mascherine e il rosso della zona che imponeva il lockdown. Oggi quell’incubo ha lasciato spazio a un sogno ad occhi aperti, con protagoniste 7000 (i paganti secondo la Fip, più staff, squadre e addetti ai lavori) persone festanti. Il neroarancio che lascia spazio all’azzurro per una notte in cui la melodia del “VI-O-LA” lascia spazio a “I-TA-LIA!”. Un palazzetto pieno di grandi e piccini, famiglie e comitive di amici, mariti, mogli, fidanzati e fidanzate che oggi proprio non potevano restare a casa.

Italia-Ungheria
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

I meno esperti hanno chiesto consiglio al vicino di posto qualche spiegazione, cori (per gli azzurri) e fischi (per gli avversari) invece sono partiti naturali, all’unisono. Un tripudio di selfie, storie e reel per immortalare un momento atteso da 21 anni. Un caos bellissimo e travolgente del quale ogni singola persona presente è stato contento di farne parte nonostante il risultato ininfluente ai fini della qualificazione.

Italia-Ungheria: il racconto della partita

Grandi emozioni fin dall’Inno Nazionale, cantato da 7000 persone. Ci sono applausi anche per l’Ungheria, segno di grande sportività. Mani fredde all’inizio, per entrambe le squadre: il 10-13 del primo quarto la dice lunga. Nei secondi 10 di gioco la partita si stappa. L’Ungheria mette in mostra una serie di schiacciate e alley oop. L’Italia risponde con Spagnolo e Akele e tiene botta, seppur chiudendo il primo tempo sotto nel punteggio 29-32. Il CT Pozzecco si becca un tecnico per proteste sul finire del secondo quarto di gara.

Nella ripresa l’Italia spinge sull’acceleratore e torna avanti nel punteggio, merito dei lunghi Diouf e Akele. L’Ungheria si appoggia alla regia di Vojvoda che smezza assist ed è anche bravo a colpire da 3 punti. Il terzo quarto si chiude 50-42.  Nell’ultimo quarto l’Ungheria rientra in partita con le giocate di Perl e si gioca praticamente punto a punto fino a metà quarto in cui i magiari scappano sfruttando una serie di errori al tiro degli azzurri e punendoli con canestri facili.

L’Italia, sospinta dal calore del PalaCalafiore, prova la rimonta trascinata dai canestri di Spagnolo e il gran lavoro di Diouf e Akele. Proprio Diouf a 47 secondi dalla fine completa il gioco da 3 punti che vale il 64-66. L’Ungheria, più motiva e alla quale i due punti servivano per la qualificazione (l’Italia era già qualificata), riesce comunque a portare a casa la vittoria 67-71.