Reggio Calabria rivoluzionata dal piccolo Ponte sul Calopinace. Come si fa a essere contrari al Ponte sullo Stretto?

Reggio Calabria rivoluzionata dal Ponte sul Calopinace: gente entusiasta e incredula, in 2500 all'inaugurazione, si parla di città finalmente unità, con uno snodo che facilità la viabilità, riqualifica l'area e permette di godersi il panorama circostante. Viene da chiedersi: pensate al Ponte sullo Stretto... come si fa a essere contrari?

Oggi Reggio Calabria si è svegliata diversa. L’inaugurazione del Ponte sul Calopinace ha cambiato la percezione di tante persone. Un semplice ponticello di 12 metri ha dato speranza ai cittadini che per un decennio hanno visto la precedente amministrazione fallire ripetutamente tra ritardi, errori e giustificazioni imbarazzanti. Quella nuova, targata Cannizzaro, in 58 giorni ha completato un’opera che era stata presentata nel 2016. Prendetevi del tempo per riflettere.

In 2500 si sono presentati all’inaugurazione. I reggini erano genuinamente felici, volevano vedere con i propri occhi che anche a Reggio Calabria le cose si possono fare; se una cosa viene promessa poi viene anche realizzata. Volevano la normalità. Massimo Ripepi ha dichiarato che quella di oggi è la festa della normalità (INTERVISTA). Una definizione precisa. Perchè l’inaugurazione di un ponte di 12 metri, nella zona Sud della città, in periferia, non può essere che la normalità per una città che funziona come deve.

Le persone se ne sono accorte mostrandosi incredule nelle loro reazioni raccolte ai nostri microfoni (INTERVISTE). Un intervistato, stupendosi del grande afflusso di gente, ha dichiarato: “pensate quando inaugureranno il Ponte sullo Stretto“. Eh, pensateci davvero. Sarà una festa che coinvolgerà l’intera città, anche i No Ponte che, dopo aver riposto nell’armadio le bandierine e aver capito che attraversare lo Stretto a nuoto non è un’opzione percorribile giornalmente, si rassegneranno alla modernità consolandosi con una gita in Sicilia o in Calabria, a seconda delle sponde.

Un ponte unisce. Chi lo avrebbe mai detto. I cittadini reggini lo hanno più volte sottolineato parlando di città scollegata fino a oggi, di sportivi costretti a fermarsi e tornare indietro, così come papà e figli con le bici (INTERVISTA) che potevano guardare solo l’altra sponda, fino a ieri, senza attraversarla. Tutto questo per pochi metri, fra due parti della stessa città. Il Ponte sullo Stretto unirà Reggio e Messina, Calabria e Sicilia, l’Italia intera. Pensate alle ricadute positive.

Il Comandante della Polizia Municipale reggina, Salvatore Zucco, ha spiegato come il Ponte sul Calopinace sia fondamentale per il deflusso del traffico giornaliero, ma soprattutto per grandi e piccoli eventi (INTERVISTA). E si tratta, lo ribadiamo, di un ponticello. Dobbiamo davvero spiegarvi l’impatto sui trasporti del Ponte sullo Stretto sull’intero Mezzogiorno?

C’è chi ha sottolineato anche quanto sia bello poter godere del paesaggio attraversando il Ponte sul Calopinace, di come abbia riqualificato l’area circostante, abbandonata al degrado, di come renda più bella e moderna la città. Tutti elementi facilmente associabili anche ai benefici che il Ponte sullo Stretto potrebbe apportare a Calabria e Sicilia.

La domanda sorge spontanea. Vedendo la rivoluzione nel modo di pensare e di usufruire della città, di rimodulare la propria vita, i vantaggi, l’impatto positivo, l’aggregazione, il senso di comunità portati da un piccolo ponte: come si può essere contrari al Ponte sullo Stretto? Una domanda che a Reggio, dalle 06:00 di questa mattina, si starà facendo qualcuno in più.