Non era straordinaria dopo Treviglio nonostante il successo esterno, non è una squadra di brocchi dopo il ko del PalaCalafiore contro Fiorenzuola. Le prime due partite della stagione della Viola hanno avuto esiti diversi, giudizi differenti, qualche punto in comune e generato il solito chiacchiericcio che è un po’ il sale di ogni sport. Perchè i tifosi, etimologicamente parlando, devono tifare. Ma a fine partita anche commentare. Ed è giusto che esprimano un’opinione anche totalmente di pancia, che si improvvisino allenatori, direttori sportivi, giocatori.
In casa Viola bisogna però non lasciarsi prendere da facili allarmismi. Coach Carrea, rispondendo a una domanda di StrettoWeb in conferenza stampa, ha tracciato un quadro abbastanza sincero della situazione riassumibile così: non è ancora il livello di squadra che ho in testa, ma siamo ancora all’inizio. Ed è abbastanza normale per una squadra che a metà luglio ancora non sapeva in quale serie avrebbe giocato. Va da sé che intervenire in ritardo sul mercato, rispetto a squadre come la stessa Fiorenzuola che ha confermato metà roster e coach, rivoluzionando l’intero roster e cambiando guida tecnica aumenta il livello di difficoltà.
Le pressioni della storia, del blasone e di una piazza che pretende (giustamente) molto riducono anche il margine di errore nella costruzione di un roster che ha come obiettivo stagionale una salvezza tranquilla, ma che per com’è impostato il ranking per la postseason, può dare accesso ai Play-in finendo anche a metà classifica. Come primo anno, una postseason guadagnata anche dal turno intermedio, successivo alla stagione regolare, sarebbe un ottimo traguardo. Spoiler: per arrivare a metà classifica di gare puoi perderne parecchie.
Fase offensiva sotto le attese
Dopo la prima sconfitta dell’anno, parecchio brutta per prestazione dei singoli e apporto collettivo, sono già iniziati i mugugni. È vero che vedere dal vivo una pessima gara aumenta la percezione negativa. La Viola in due uscite ha tirato malissimo da dietro l’arco (13% e 24%), contro Treviglio è riuscita a portare a casa una gara in cui anche gli avversari hanno fatto poco e male, contro Fiorenzuola è stata sotto di 20 punti praticamente per metà partita. E stando all’analisi di coach Carrea il problema non è stato difensivo (migliorabile anche lì), ma offensivo.
La Viola ha tirato 12/31 (39%) da 2 e 6/25 (24%) da 3. Percentuali con le quali si fa fatica a portare a casa il risultato. Una giornata storta dalla lunga distanza può capitare, anche se sarebbe la seconda, è il dato sulle restanti conclusioni che preoccupa maggiormente. “Lavorare ci aiuterà a limare gli errori“, ha detto il coach. Sacrosanto.
Si dovrà lavorare tanto anche sui singoli. Ci si aspetta di più da tutti, lo hanno ripetuto più volte tutti i relatori (dal sindaco Cannizzaro al presidente Laganà) della conferenza stampa di presentazione: questi ragazzi rappresentano la Viola, la città di Reggio Calabria, la tifoseria. Non è da escludere che qualcuno si sia fatto prendere un po’ dalla frenesia di dimostrare tanto e troppo alla prima in casa.
In due sul banco degli imputati
Il roster, sulla carta, non è inferiore a quello di buona parte delle squadre presenti. A patto che la Viola possa contare su 10 effettivi. Da Fiorenzuola si sono salvati in due: Taflaj e Romeo, unici sopra la sufficienza, ai quali si può aggiungere Calvellini che ha fatto il suo in uscita dalla panchina. Donadoni, Markovic e Abati Tourè hanno fatto poco e male, Clark e Marini devono capire se in questa categoria possono starci.
Sono in due però a essere finiti maggiormente sul banco degli imputati: Diouf e Love. Il centro ex Vigevano si è autoescluso per falli per buona parte della gara di Treviglio (salvo poi uscire direttamente alla 5ª infrazione nel 4° periodo), contro Fiorenzuola ha tirato due volte: dentro da 2, fuori da 3. Zero falli subiti, zero liberi, 2 rimbalzi difensivi e un assist. Questa la sua partita. Da un 203 cm con quella stazza ci si aspetta nettamente di più sotto canestro, su ambo i lati del campo, in termini di presenza fisica, di impatto sulla gara, di tabellino utile alla causa.
Così come ci si aspetta tantissimo da Daniel Love. Lo status di straniero, per il quale si può occupare una sola casella a roster, è una condanna se le prestazioni non arrivano. Contro Treviglio, Love ha messo insieme: 8 punti, 0 assist, 1 palla persa, tirando 0/6 da 3; contro Fiorenzuola sono arrivati 2 punti, 2 assist, 3 palle perse e un altro 0/3 da 3. In due gare sono 5 punti, 1 assist, 2 palle perse e 0% da 3 punti di media per la guardia, straniera, della Viola, il giocatore preso per fare la differenza.
Le tempistiche di adattamento da un’altra realtà sportiva e culturale sono comprensibili. Il calendario della B Nazionale però non aspetta nessuno per troppo tempo. E, in breve, le attese potrebbero trasformarsi in valutazioni.


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