“Abolite questa festa”, le prime reazioni sono una sorpresa: “bravo direttore, finalmente qualcuno lo dice. In tanti la pensiamo così”. Il paragone con Sant’Ambrogio e le parole dei lettori

Le reazioni di lettori e cittadini al nostro provocatorio articolo sull'abolizione della Festa sono sorprendenti, e in gran parte favorevoli. Ecco i messaggi che stiamo ricevendo

Una sorpresa. Questa città riesce a sorprenderti sempre. Quando fai un articolo neutrale, normale, come ad esempio quello sul concerto di Giusy Ferreri l’altra sera sul Lungomare, scatta l’ignoranza e dilagano gli insulti e le offese degli analfabeti che non comprendono neanche il senso del titolo. Poi pubblichi una provocatoria parodia al limite del blasfemo chiedendo di abolire Festa di Madonna, ti aspetti le scomuniche (saranno in corso le pratiche formali…) e la bufera mediatica, e invece in poche ore arriva una pioggia di complimenti e condivisioni apprezzate. Wow! Forse c’è ancora speranza per il futuro di questa città! E’ in ogni caso la conferma che porre spunti di riflessione non omologati funziona e stimola il dibattito.

Enzo mi ha scritto: “Pienamente d’accordo abolirla. Di solito i giorni della festa sono sempre fuori città da quando ero ragazzo e facevo le ferie in tutta Italia. Quest’anno mi sono trovato coinvolto in questo vomitevole palcoscenico che è la festa della Madonna. Sono stato domenica al bar di Nino per fare contenta mia figlia che voleva il panino. Ti giuro un panino che faceva oltremodo ribrezzo a gustarlo, tra grasso e ossicini. Una vergogna. Da quando avevo 17 anni sceglievo di evadere dalla festa pacchiana. Mi sono trovato più volte a Milano il giorno di San’Ambrogio ma tutto circoscritto a mercatini ferie e la sosta alla Basilica e non a odori sgradevoli di salsiccia. Qui tra bancarelle, giostre e gazebo di salsiccia il reggino è contento. Dico sempre “ai riggitani puoi fare qualsiasi cosa che soprassiede ma guai a toccarli a Reggina e Festa i Maronna”“.

Monica mi ha scritto: “Ho appena finito di leggere il suo articolo su festa Madonna…mi sono sentita travolgere da tutto ciò che ha raccontato…mi sono sentita in trappola…come i dipendenti Telecom di piazzale botteghelle dove incombenza la giostra…e la dentro ci lavora mio marito.. quindi può immaginare come mi sia sentita in questi giorni. Dopo anni e anni di assenza volontaria sono tornata alle bancarelle per cercare le belle bancarelle della mia infanzia ..oggi ne ho 56 di anni quindi parliamo de giurassico..ma ancora quel giurassico lo rivivo anche nelle foto storiche di quegli anni. Pochi passi e via in fuga da quella riproduzione del mercato del venerdì con mutande vestiti appesi alla recinzione del Palacalafiore mentre si svolgeva quel ridicolo torneo Sant’Ambrogio…anche quello un bellissimo ricordo dei bei tempi andati. A festa Madonna mi limito alla processione del sabato e vedo sfilare inguardabile donne vestire di abiti succinti che meriterebbero la scomunica. Io resto nel mio spazio a casa lontana dal frastuono…dal caos organizzato… dall’isteria collettiva per la corsa festa madonna. Si potremmo abolirla…anzi dovremmo… La Madonna io la porto nel cuore tutto l’anno“.

Roberto mi ha scritto: “Buongiorno..grande direttore. L’articolo sulla festa ci volevano le palle per farlo. Grandissimo..d’accordo con lei anche sulle virgole“.

Oreste mi ha scritto: “Direttore condivido pienamente il suo editoriale e come sempre dimostra la Sua oggettività senza guardare a destra o sinistra. Concordo anche sul fatto che si sia organizzato Scirubetta in concomitanza della Festa. Scirubetta merita una settimana sua perché racconta di una eccellenza reggina ed è un evento che porta davvero turismo (vicino ma turismo) in città. Complimenti ed un caro saluto“. Poi ha aggiunto: “Direttore, abitando in centro, da sempre sostengo che il rapporto costi-benefici della “festa” è negativo perché i disagi sono enormi e non si può bloccare il lungomare per 10 giorni. La Festa nata come religiosa dovrebbe rimanere tale riservando ai festeggiamenti civili, se si trovano siti adatti e sicuri, giostre e bancarelle senza utilizzare centinaia di migliaia di euro per concerti e via dicendo che non hanno ricadute sull’economia reggina. Altra cosa vietare assolutamente la vendita ad ogni angolo di “paninu cu satizzu” con relativa occupazione abusiva di aree pubbliche. Vuole una provocazione: si aggiunga nello stemma della città accanto a San Giorgio il “panini cu satizzu”, nuova icona cittadina. Un caro saluto“.

Guido mi ha scritto: “Applausi per l’articolo sulla festa. Si potrebbero e dovrebbero fare delle celebrazioni un nell’evento settembrino di promozione della città senza il degrado cui siamo costretti ad assistere e subire“.

Michele mi ha scritto: “Finalmente qualcuno l’ha detto! Applausi! Al di là di alcune affermazioni… molto discutibili, bravo Peppe“.

Antonio mi ha scritto: “Il tuo articolo sulla festa è spaziale!!!“.

Alessio ha scritto pubblicamente su Facebook, taggandomi: “Mai una verità più reale, come i contenuti di questo articolo di Peppe Caridi. Con tutto il rispetto per le opinioni divergenti, io concordo con il direttore di StrettoWeb, parola per parola e “parola, su parola”. Après tout, Clint Eastwood, recitò una frase divenuta celebre nel tempo: «Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue»“.

Giuseppe ci ha inviato un’email: “Gentilissimo Direttore, Mi complimento per il suo editoriale che apprezzo e condivido pienamente“.

Ernesto ci ha inviato un’email: “Spett redazione,a proposito del vostro articolo circa l abolizione della festa: Non saprei se la festa debba essere abolita; magari potrebbe essere modificata per renderla meno “caotica”. Una cosa è certa: i fuochi d’artificio dovrebbero essere aboliti definitivamente, in quanto sono devastanti per l’ambiente e per gli animali. Non si capisce come possano essere ancora utilizzati, visto che si discute tanto di transizione ecologica, cambiamento climatico e inquinamento ambientale. Distinti saluti buon lavoro“.

Ovviamente non sono mancate le critiche, ma noi ci aspettavamo solo quelle. Anzi anche peggio. Rossella mi ha scritto: “Ma vi hanno hakerato il profilo? Non posso credere che avete fatto davvero voi un articolo simile“.

Luigi mi ha scritto: “Ma noooo! Io adoro più questa festa che Natale. Ho sentito gente che si augurava a vicenda buona festa…tipo feste natalizie, è bello. Comunque si spera che il prossimo anno Cannizzaro trovi la quadra per bancarelle e giostre“.

Giusi ha mandato un’email in redazione di cui non riesco ad interpretare il senso, perchè sembra criticare l’articolo ma poi conferma quanto la festa sia decaduta rispetto al passato: “Complimenti al giornalista per la critica espressa pregna di livore accumulato. Sono cresciuta a contatto stretto con queste celebrazioni grazie alla nonna materna al cui seguito attendevo l’arrivo del quadro sul pulpito del duomo… allora si poteva fare. Ricordo di allora aspetti devozionali fra folklore e fiere di un certo livello.. fiere di esporre. Sarà l’infanzia che mi rimanda a quella Reggio gentile e bucolica insieme ma nulla di tutto questo era rappresentato compresi i concertini tenuti dal livello di Dalla e Company… Debacle totale che Dio salvi i reggini dai nuovi barbari. La Madonna subisce ma ci conosce mascherine. Buon proseguimento da Giusi“.

Gaetano ci ha scritto: “Leggo con incredulità la odierna filiippica del v/s Direttore sulle feste mariane delle quali ne auspica, addirittura, l’abolizione. Se è vero che gli strali si riferiscono ai suoi effetti collaterali e no a quelli religiosi, è consapevole che l’abolizione non avverrà. Mi spiace che abbia dovuto sopportare gravi disagi , ma credo sia d’accordo che i reggini , abituati da sempre a disagi ben più gravi non ne fanno una colpa alla loro Matrona ma al sistema città che dal 1970 à scivolato all’ultimo posto delle classifiche nazionali. Credo debba chidersi scusa agli UNNI che durante le feste scendono in città dai loro accampamenti per abbracciare la Madonna e, con l’occasione, mangiare un panino con salciccia e peperoni. Non dimentichiamo che le FESTE MARIANE sono l’unica tradizione di una città senza passato che non vogliamo venga dimenticata sulla spinta del puro qualunquismo. Oggi e SEMPRE VIVA MARIA“.

Resto fortemente dispiaciuto e amareggiato del fatto che ancora, dopo quasi tre ore dalla pubblicazione dell’articolo originale, nessuno abbia risposto alla richiesta sul senso dell’applauso alla fine dei fuochi d’artificio. Tanto, stasera lo faranno di nuovo.

Continuate a dirci come la pensate. E stimolate il cambiamento di questa città, perchè a quanto pare il malumore rispetto a come viene organizzata e gestita la festa è molto più diffuso di quanto non appaia. E basta che qualcuno trovi il coraggio di dirlo, e tutti si uniscono in coro. Se il prossimo anno giostre e bancarelle avranno una location seria, fuori dal centro, sicura e ordinata, e se i concerti torneranno pochi ma buoni, senza chiudere le strade dieci giorni, e se non chiuderanno le scuole, e se si limiterà lo schifo dei panini, allora sarà già stato un grandissimo successo! Perché noi abbiamo fatto un titolo e un articolo fortemente provocatorio, ma sappiamo bene che la festa non si abolirà mai. Però quantomeno può diventare normale, più piacevole per chi la ama e più sopportabile per chi la odia. Evitando il delirio di questi anni, che evidentemente non piace a nessuno.

AGGIORNAMENTO 

Dopo aver letto quest’articolo, Sabrina mi ha scritto: “La tristezza è constatare che c’è tanta gente come noi che soffre in silenzio senza poter cambiare le cose .… fossimo stati pochissimi allora non resterebbe che arrangiarsi, ma forse forse siamo abbastanza per poterci ribellare e pretendere un po’ di normalità dal prossimo anno. Fondiamo un comitato! Non ci sto a soccombere al branco di primitivi che ci circonda, solo perché sono capaci di fare più rumore di noi. Uniamoci per l’evoluzione della civiltà! Invece di proporre eventi e iniziative da fare, proponiamo quelli da eliminare o limitare. Comitato dei guastafeste“.