Il campo largo torna a fare i conti con le proprie divisioni proprio alla vigilia di un appuntamento elettorale. A Reggio Calabria si voterà il 27 e 28 settembre per le elezioni suppletive della Camera rese necessarie dalle dimissioni di Francesco Cannizzaro, eletto a maggio al primo turno sindaco della Città Metropolitana. Eppure, quando mancano appena dieci giorni alla scadenza del 29 agosto per la presentazione delle candidature, gli schieramenti non hanno ancora definito completamente le proprie scelte. La situazione più intricata riguarda il centrosinistra. Il nome di Carmine Fotia, giornalista di origini reggine che vive a Roma, è entrato prepotentemente nel dibattito dopo che lo stesso Fotia si è fatto avanti pubblicamente annunciando la propria disponibilità e affermando di volersi candidare per vincere. Ma la sua iniziativa, secondo la ricostruzione pubblicata dal Secolo d’Italia, non sarebbe stata preceduta da un confronto capace di produrre un’intesa tra tutte le componenti della coalizione.
È proprio questo il punto politico più significativo. Il cosiddetto campo largo appare ancora una volta largo ma tutt’altro che unito: sfilacciato tra sensibilità differenti e incapace, almeno fino a questo momento, di convergere su una candidatura condivisa. Fotia ha manifestato pubblicamente la propria disponibilità, ma attorno al suo nome non è arrivata quella investitura unitaria che avrebbe consentito al centrosinistra di presentarsi immediatamente compatto.
Come riferisce il Secolo d’Italia, i vertici nazionali, compresi Elly Schlein e Giuseppe Conte, sarebbero rimasti finora freddi e silenziosi, senza procedere a una formale investitura. Anche dal territorio sono arrivate frenate da esponenti dem, con la posizione secondo cui “Fotia non è il candidato del PD né della coalizione”. Al centro delle perplessità c’è proprio il metodo seguito: la candidatura sarebbe stata portata “in avanti” senza passare preventivamente dai tavoli ufficiali della coalizione.
Fotia può contare sul sostegno di Mimmo Lucano, sindaco di Riace ed europarlamentare di Avs, ma proprio questa vicinanza non sarebbe gradita alle componenti centriste. La fotografia che ne deriva è quella di una candidatura che, nonostante l’esposizione pubblica già avvenuta, non è sostenuta dall’intero campo largo e, secondo la ricostruzione del Secolo d’Italia, raccoglie al momento consensi molto limitati all’interno della coalizione.
Italia Viva, +Europa e socialisti valutano un proprio candidato
E mentre circolano altri possibili nomi, il rischio è che la difficoltà di trovare un punto di incontro produca un’ulteriore divisione. Secondo quanto riportato dal Secolo d’Italia, prende infatti corpo l’ipotesi di un terzo candidato sostenuto da Italia Viva, +Europa e Avanti Psi. Il presidente nazionale dei socialisti Luigi Incarnato, pur senza parlare esplicitamente di una scissione, ha lanciato un messaggio piuttosto chiaro: “è ora che il centrosinistra si svegli. E punti su candidati espressione del territorio: Enzo Maraio porta avanti la linea della vittoria ma la coalizione deve svegliarsi”. Una presa di posizione che suona come un avvertimento nei confronti di candidature percepite come calate dall’alto e che conferma quanto il processo per individuare un nome unitario sia ancora lontano dall’essere concluso.
Di fronte alle polemiche, Carmine Fotia ha respinto l’interpretazione della propria candidatura come iniziativa contrapposta ai partiti. Il giornalista ha spiegato pubblicamente che la sua scelta non sarebbe nata “mai contro i partiti, ma per rigenerarli”, proponendosi quindi come figura potenzialmente capace di ricomporre le divisioni che storicamente attraversano il centrosinistra calabrese.
Il problema politico rimane però quello dell’investitura. La disponibilità di Fotia è ormai pubblica, ma non è arrivata al termine di un confronto preventivo capace di mettere d’accordo tutte le forze del campo largo. E con l’avvicinarsi della scadenza del 29 agosto, il centrosinistra deve ancora capire non soltanto chi candidare, ma anche con quale perimetro di coalizione presentarsi alle urne.
Suppletive, nessuna scelta definitiva neanche nel centrodestra
Se il campo largo appare particolarmente frammentato, a dieci giorni dalla scadenza per la presentazione delle candidature la situazione non può considerarsi definitivamente chiusa neppure nel centrodestra. Il nome che circola è quello di Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia, ma al momento non c’è ancora una definizione ufficiale della candidatura. Nel frattempo è uscito allo scoperto anche Futuro Nazionale, che ha annunciato di voler valutare la situazione. Resta però da capire quale sarà alla fine la scelta del movimento, se deciderà realmente di presentarsi autonomamente e, in tal caso, con quali modalità. Anche sul fronte opposto al centrosinistra, dunque, il quadro resta ancora in evoluzione e serviranno i prossimi giorni per arrivare alle decisioni definitive.
Il dato politico più evidente è quindi la mancanza, ad oggi, di una configurazione definitiva della sfida. Nel centrosinistra il campo largo torna a mostrare tutte le proprie difficoltà nel trasformare l’ampiezza della coalizione in una scelta condivisa: Fotia si è fatto avanti, Lucano lo sostiene, ma il resto dello schieramento non si è compattato attorno al suo nome e continuano a circolare candidature alternative. Ma anche il centrodestra deve ancora sciogliere definitivamente le proprie riserve: Roscioli resta il nome che circola, senza che sia ancora arrivata l’ufficialità, mentre Futuro Nazionale osserva e valuta il da farsi.
Il calendario, intanto, non concede molto altro tempo. Le candidature dovranno essere presentate entro il 29 agosto. Soltanto allora sarà possibile capire se la sfida per il seggio lasciato libero da Cannizzaro sarà un confronto tra due schieramenti compatti oppure una competizione molto più affollata e frammentata. Per il momento, soprattutto nel campo largo, la ricerca dell’unità appare ancora lontana dall’essere conclusa.




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