La maxi operazione antimafia che questa mattina ha colpito capillarmente la città di Reggio Calabria ha disvelato l’esistenza di un pervasivo e sistematico sistema di condizionamento criminale orchestrato dalle locali consorterie nei confronti di settori strategici dell’economia legale. Tra gli ambiti di maggiore interesse emersi dall’attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, spicca con particolare gravità l’infiltrazione mafiosa nel comparto degli appalti ferroviari. Le risultanze compendiate nei provvedimenti cautelari descrivono questo specifico settore come un obiettivo di rilevanza nevralgica per i sodalizi storici del territorio, configurando una complessa rete di pressioni, estorsioni e ingerenze gestionali. È fondamentale precisare, in stretta aderenza al principio della presunzione di innocenza introdotto dalla normativa della Legge Cartabia, che l’intera indagine si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Di conseguenza, le accuse formulate e le condotte descritte dai magistrati devono essere intese come ipotesi investigative provvisorie, la cui effettiva responsabilità penale dovrà essere vagliata e accertata unicamente nelle opportune sedi dibattimentali.
L’obiettivo strategico delle cosche sul polo ferroviario reggino
Secondo quanto ricostruito dall’impianto accusatorio della Procura distrettuale, il settore dei contratti pubblici per la manutenzione e la pulizia dei treni, nonché la gestione degli impianti industriali dislocati presso il polo ferroviario reggino, costituiva un terreno di scontro e di spartizione economica di primaria importanza per le ‘ndrine. L’ordinanza della Procura della Repubblica evidenzia come questo specifico ambito fosse ritenuto di “interesse strategico per la consorteria“, rappresentando un canale privilegiato per l’estrazione di profitti illeciti e per l’affermazione del controllo egemonico sul tessuto produttivo locale. Le investigazioni ipotizzano che la capacità di penetrazione dei clan all’interno delle infrastrutture di trasporto non si traducesse soltanto in una richiesta estorsiva estemporanea, ma si manifestasse attraverso un controllo asfissiante e continuativo delle attività d’impresa, alterando pesantemente le regole della libera concorrenza del mercato legale, in un contesto cittadino asfittico dal punto di vista imprenditoriale in cui le aziende pubbliche dei trasporti sono uno dei principali riferimenti di attività economiche cittadine.
La sfera d’influenza dei Tegano e il ruolo di Giorgio Benestare
La mappatura delle responsabilità provvisorie tracciata nell’ordinanza siglata dal GIP, il dottor Andrea Iacovelli, offre un quadro dettagliato di come le singole articolazioni criminali si spartissero la gestione dei diversi rami del comparto ferroviario. In particolare, l’ordinanza cautelare accende i riflettori sulla figura dell’indagato Giorgio Benestare, noto negli atti con l’alias di “Franco“, per il quale è stata disposta la custodia in carcere. A Benestare la Procura contesta il ruolo di promotore, dirigente e organizzatore dell’articolazione mafiosa storicamente radicata nel quartiere di Archi, traendo la propria capacità di assoggettamento dalla storica fama criminale della cosca Tegano. Le carte del Giudice indicano che Benestare, agendo nell’interesse dell’intero cartello federato, si sarebbe occupato direttamente, anche tramite la stretta collaborazione di soggetti terzi, della gestione di settori imprenditoriali stabilmente sottoposti alla sfera di influenza della famiglia Tegano, individuando specificamente in questo novero gli appalti per la pulizia dei convogli ferroviari. Questo controllo consentiva alla fazione di Archi di assicurare costanti utilità economiche e flussi finanziari paralleli da destinare al sostentamento dei sodali e delle famiglie dei detenuti.
Il sistema dei subappalti e l’ombra della cosca Labate a Calamizzi
Le dinamiche impositive ed estorsive legate alle commesse pubbliche nel settore dei trasporti non si esaurivano nella pulizia dei vagoni, ma interessavano direttamente i cantieri della manutenzione infrastrutturale. L’ordinanza cautelare emessa dalla dottoressa Colli descrive dettagliatamente due specifici episodi di presunta estorsione consumati e tentati nell’area dell’Impianto Manutenzione Corrente (IMC) di Reggio Calabria, situato nella località di Calamizzi. Al centro di questo filone si colloca l’attività della “Saraceno Impianti e Costruzioni S.a.s.“, azienda di cui l’indagato Giuseppe Daniele Saraceno, detto “Pino“, anche lui in manette questa mattina, era ritenuto il “titolare occulto” secondo le carte della Procura. La ditta in questione era impegnata nell’esecuzione di delicate opere strutturali, nello specifico l’attività di manutenzione dell’interbinario e dei servizi igienici, nonché il rifacimento delle pavimentazioni esterne ed interne dell’officina omv e del fascio di Calamizzi, comprendente la sistemazione di chiusini, griglie, segnaletica orizzontale e tratti di rete idrica e fognaria. Tali interventi erano stati affidati alla ditta dei Saraceno in virtù di un regolamentare contratto di subappalto stipulato con l’impresa affidataria principale, la “A.T.S. Costruzioni Generali S.r.l.“, che a sua volta risultava destinataria della commessa madre aggiudicata direttamente dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiano.
Secondo l’impostazione accusatoria, in questo reticolo di subappalti legati alle Ferrovie dello Stato si sarebbe inserita la pressione intimidatoria della criminalità organizzata locale. Le carte giudiziarie descrivono l’intervento dell’indagato Orazio Assumma, il quale, ostentando il proprio presunto ruolo all’interno dell’articolazione mafiosa della cosca Labate, secondo l’ordinanza della Procura reggina avrebbe preteso il versamento di una imprecisata somma di denaro a titolo di “pizzo” per consentire il regolare svolgimento delle attività lavorative sul sito di Calamizzi. Gli inquirenti hanno documentato un primo episodio estorsivo consumato nel corso dell’anno 2016 in relazione ai lavori di rifacimento delle officine, mentre un secondo tentativo di imposizione della tangente, riferito al giugno del 2021 per i servizi interbinario, è rimasto allo stadio del tentativo e non si è concretizzato per cause indipendenti dalla volontà degli agenti.
Il condizionamento delle maestranze e la manipolazione sindacale
Il tratto distintivo dell’azione della ‘ndrangheta nel settore ferroviario reggino, per come emerge dalla ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia, risiede nella capacità delle cosche di andare oltre il mero prelievo parassitario della tangente, strutturando un sistema di condizionamento gestionale profondo e invasivo. Il condizionamento mafioso si palesava in modo sistematico attraverso una costante ingerenza nei rapporti interni alle imprese aggiudicatrici delle commesse pubbliche. Le ‘ndrine, infatti, pretendevano di esercitare un controllo assoluto sulla gestione della manodopera e delle maestranze operanti nei cantieri ferroviari, imponendo ai titolari delle aziende le assunzioni di personale vicino agli ambienti criminali e decretando, di contro, i licenziamenti dei lavoratori non graditi o non sottomessi alle regole del clan.
Questo pesante quadro di infiltrazione e condizionamento, secondo l’ipotesi formulata dai magistrati, veniva supportato e preservato anche attraverso l’utilizzo strumentale di relazioni e dinamiche sindacali deviate. L’apparato investigativo ipotizza che alcuni esponenti del sodalizio fossero in grado di manipolare e orientare le ordinarie dialettiche di rappresentanza dei lavoratori all’interno del polo industriale ferroviario, non già per tutelare i diritti delle maestranze, bensì in maniera strettamente funzionale a preservare l’influenza criminale sul comparto. Lo sfruttamento dei canali sindacali permetteva così alla federazione delle cosche di prevenire eventuali conflittualità interne, mettere a tacere le contestazioni dei lavoratori onesti e garantire, in ultima analisi, la stabilità di un sistema illecito finalizzato a veicolare ingenti utilità economiche direttamente nelle casseforti delle storiche ‘ndrine cittadine.











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