Carlo Calenda continua a stupire e sorprendere, con atteggiamenti contraddittori ai limite del bipolarismo. Nei giorni in cui il Centrodestra allargato in coalizione ad Azione celebra non solo la vittoria schiacciante al Comune di Reggio Calabria, ma anche il laboratorio politico nazionale per l’alleanza moderata tra la leadership di Forza Italia a trazione Cannizzaro e il partito di Calenda, appunto, il leader rompe tutto con parole durissime che smentiscono le decisioni del suo vice, Ettore Rosato, e di tutti i dirigenti del suo partito.
Azione, infatti, è alleata di Forza Italia in Calabria da anni, con Occhiuto alla Regione e adesso con Cannizzaro al Comune, con cui ha stretto un’alleanza ufficiale prima delle elezioni. Ettore Rosato, vice di Calenda, ha partecipato all’apertura della segreteria politica di Reggio Calabria con lo stesso Cannizzaro e con il senatore Marco Lombardo, che ha candidato in lista il fratello Giuseppe. Alle urne Azione ha ottenuto il 2,5% conquistando un seggio elettorale, utile a portare Gianluca Califano dentro Palazzo San Giorgio.
Ma oggi Calenda ha rotto tutto, facendo un grave sgambetto ai suoi: Rosato, Lombardo e Califano, che vivono una sorta di psicodramma. Con parole durissime, Calenda ha attaccato direttamente Cannizzaro non condividendo le sue parole (di oltre un mese fa) rivolte alla Madonna della Consolazione. “Il candidato di Reggio Calabria? Questo signore (riferendosi a Cannizzaro) che io non conoscevo veniva da Forza Italia. Ha fatto una roba che sembrava Cetto La Qualunque…penso che sia una cosa sconveniente. Ma forse non capisco niente io perchè ha preso il 65% dei voti. Francamente mi sento cretino io, non Ciccio Cannizzaro“.
“E’ imbarazzante. Ho lasciato scegliere al locale senza conoscerlo. Non succederà più“, ha aggiunto Calenda.
Una posizione che non scalfisce minimamente Cannizzaro, che ha una maggioranza schiacciante e non può preoccuparsi di un partito del 2,5% e di un consigliere comunale. I problemi sono tutti di Azione, che ha un leader che smentisce se stesso e i suoi più stretti collaboratori. E dopo aver avviato un vero laboratorio politico e investito tempo e denaro per una campagna elettorale con Cannizzaro, oggi si ritrova di fatto con i reduci di Falcomatà, quelli che in 12 anni hanno distrutto Reggio Calabria, nei banchi dell’opposizione. Per una posizione che avrà anche ricadute nazionali sull’affidabilità e la credibilità di un Calenda da cui, ormai, tutti vogliono stare alla larga.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?