Elezioni Comunali Reggio Calabria, come sarà il nuovo Consiglio: le previsioni di StrettoWeb sull’attribuzione dei seggi alle liste

Elezioni Comunali Reggio Calabria, proviamo a prevedere l'esito del voto di 24 e 25 maggio con l'attribuzione dei seggi alle varie liste elettorali per ipotizzare come sarà il prossimo Consiglio Comunale

La speranza minima è che stavolta non votino i morti. Anche se i presupposti non sono dei migliori: da ambienti vicini all’ufficio elettorale comunale, filtrano testimonianze secondo cui nelle scorse settimane c’è stato un vero e proprio boom di domande di iscrizioni nelle apposite liste elettorali tra i cittadini rumeni residenti in città. La legge elettorale per le elezioni comunali, infatti, prevede che – a differenza di elezioni politiche, europee e referendum – alle comunali possano votare anche i cittadini di altri Paesi dell’Unione Europea residenti nel comune di riferimento, purché abbiano presentato domanda di iscrizione nelle apposite liste elettorali aggiunte entro un termine perentorio che nel caso di Reggio Calabria era il 14 aprile 2026. E proprio entro quella data, tantissimi rumeni si sono iscritti per la prima volta alle liste elettorali. Possiamo ipotizzare per chi voteranno. Quantomeno sono vivi. La Procura della Repubblica ha già acceso i riflettori: se queste voci circolano con insistenza in città, figuriamoci se non sono già da tempo alle orecchie degli attenti magistrati reggini. Dopo quanto accaduto sei anni fa, l’attenzione sarà altissima.

Ieri sono state presentate le liste e oggi inizia ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni comunali di Reggio Calabria di 24 e 25 maggio 2026. In quest’articolo vogliamo azzardare le nostre previsioni sull’attribuzione dei seggi e quindi sulla composizione del prossimo consiglio comunale. Doverose alcune contestualizzazioni, di natura giornalistica sulla scelta di fare queste previsioni, e di natura tecnica rispetto al funzionamento dei meccanismi che portano all’attribuzione dei seggi. Iniziamo da quest’ultimo aspetto.

La legge elettorale, il premio di maggioranza e l’attribuzione dei seggi

I consiglieri comunali che dovranno essere eletti tra un mese esatto al Comune di Reggio Calabria saranno 32. La legge elettorale prevede un premio di maggioranza per consentire la governabilità dell’ente, al candidato che dovesse risultare vincente in un eventuale ballottaggio (come accaduto a Falcomatà nel 2020) o al primo turno con una percentuale di voti superiore al 50% ma inferiore al 60%. In questi casi, la legge prevede l’assegnazione di 20 consiglieri comunali alla coalizione vincente e la distribuzione di 12 consiglieri comunali in modo proporzionale tra le liste che superano la soglia di sbarramento (3% per le singole liste o per le coalizioni) tra quelle di minoranza.

Se invece un candidato dovesse vincere al primo turno con una percentuale di voti superiore al 60%, allora il calcolo diventa proporzionale puro: in quel caso la maggioranza guadagnerebbe due seggi, con 22 consiglieri complessivi, e le minoranze si vedrebbero ripartite soltanto 10 seggi.

Il caso di Reggio Calabria: il vantaggio di Cannizzaro e la soglia del 60% decisiva per il numero dei seggi

Nel caso specifico delle elezioni comunali di Reggio Calabria, alla luce della situazione politica della città fotografata anche dai recenti sondaggi, quella dei seggi al consiglio comunale sembra l’unica partita aperta rispetto ad una corsa per il Sindaco già ampiamente indirizzata verso un successo di Francesco Cannizzaro, che parte con almeno 20 punti di vantaggio sul principale avversario, Mimmo Battaglia. Rimane soltanto da capire se Cannizzaro riuscirà a superare il 60% o rimarrà al di sotto di questa cifra: non cambia nulla, rispetto all’esito del voto per il Sindaco. Cambia molto, per l’attribuzione dei seggi che per il Centrodestra diventerebbero 22 anziché 20, e per le liste di opposizione scenderebbero a 10 anziché 12 (in caso di superamento del 60%). E la vittoria di Cannizzaro si gioca proprio su questa soglia: potrebbe fermarsi poco sotto il 60%, tra il 57 e il 59%, o andare poco oltre il 60%, tra il 61 e il 63%. Tremila voti in più o in meno possono segnare il destino di quattro seggi al consiglio comunale tra opposte coalizioni.

I numeri: gli aventi diritto, i calcoli sull’affluenza alle urne e sui voti necessari per far scattare il seggio

Gli aventi diritto al voto nel Comune di Reggio Calabria sono circa 133 mila, al netto delle liste aggiunte che in quest’occasione potremmo chiamare liste Romania e che saranno più grandi del solito. Ma se qualche centinaio di voti potranno risultare decisivi per l’elezione di un candidato di una grande lista, non cambia moltissimo sui numeri complessivi. Ipotizzando un’affluenza alle urne che si attesti intorno al 70%, andranno a votare circa 93 mila persone e questo significa che il 3% secco che segna la soglia di sbarramento per accedere alla ripartizione dei seggi per le singole liste o le singole coalizioni è di 2.790 voti. Un problema che si pone solo per i due candidati minori rispetto alle principali coalizioni: Eduardo Lamberti Castronuovo e Saverio Pazzano.

Le chance di Lamberti e Pazzano: per StrettoWeb sono entrambi vincenti

Tanti esperti e ben informati ci assicurano che Lamberti e Pazzano non ce la faranno ad entrare in consiglio comunale, ma non siamo d’accordo. E’ vero che non conta il voto ai candidati Sindaco: Lamberti e Pazzano potranno anche raggiungere il 5 o il 6 o il 9% nelle preferenze per il Sindaco, ma se le loro liste non superano lo sbarramento del 3% e quindi quei circa 2.800 voti necessari, rimarrebbero fuori dal consiglio anche se prendessero il 10% di preferenze nella candidatura al Sindaco. Il conteggio va fatto sulle liste. Pazzano è in difficoltà: avrebbe voluto presentarne due, come sei anni fa. Non ce l’ha fatta. Ma in ogni caso, La Strada sei anni fa ottenne da sola oltre 4 mila voti, e i principali candidati ci sono tutti anche stavolta. Per questo motivo riteniamo che Pazzano dovrebbe farcela a strappare il suo seggio e confermarsi al Consiglio Comunale: sarebbe dentro anche se la sua lista perdesse oltre mille voti rispetto a sei anni fa. Per rimanere fuori dovrebbe perderne 1.500 su 4 mila, sarebbe un tracollo clamoroso. Non sarà facile, ma per noi ce la fa.

Ancora più probabilità diamo all’elezione di Lamberti Castronuovo: è riuscito a fare due liste, e anche se la seconda, denominata “Reggio Normale“, è debole, contribuirà comunque seppur con poche centinaia di voti, al raggiungimento dell’obiettivo della soglia di sbarramento che è di coalizione. Nella lista principale, quella del vecchio Polo Civico poi naufragato, denominata “Cultura e Legalità“, ci sono tante importanti personalità. Tantissimi medici, uno dei principali riferimenti dei farmacisti cittadini come Umberto Montella, la moglie del dott. Filippo Bova (una vita nella sinistra reggina), Maria Spanò, e il cugino omonimo dello stesso dottore, Filippo Bova. C’è anche Giada Amato, nipote del noto prof. Pasquale, e ovviamente l’avvocato Luigi Tuccio, indicato come capolista, che è un volto storico della destra cittadina (già assessore nella Giunta Arena). Si tratta di una lista forte, autorevole, trasversale politicamente, caratterizzata da tanti professionisti di alto livello e qualità. Lo stesso Lamberti, che in città è un imprenditore di riferimento, darà un grande contributo alla riuscita dell’operazione che non va sottovalutata. Aperto il sostegno anche dell’ex Sindaco Demi Arena. Qualcuno si mette a ridere quando diciamo che potrebbe strappare addirittura due seggi: significherebbe superare i 5.500 voti con le due liste. Non è facile, non è scontato, ma non crediamo neanche sia fantascienza.

Quanti voti serviranno per essere eletti: il basso numero dei candidati e gli effetti sull’affluenza

I candidati al consiglio comunale sono pochi. Soltanto 665 per 21 liste, il numero più basso da 24 anni. Era dalle elezioni del 2002 (la sfida Scopelliti-Naccari) che non erano così pochi. Qualcuno pensa che questo influenzerà negativamente il dato dell’affluenza alle urne. Il ragionamento è che ci saranno meno amici, parenti e compari a trascinare al voto coloro che senza la motivazione familiare e personale non andrebbero a votare. Un ragionamento che potrebbe starci, se solo non ci fossero le Circoscrizioni. Che non vanno sottovalutate. Tra presidenze e consigli circoscrizionali, ci sono altri 200 candidati che trascineranno al voto amici, parenti e compari, e così arriviamo anche stavolta a 900 candidati complessivi. Come sei anni fa. Ecco perchè non ci saranno effetti sull’affluenza, che anzi potrebbe aumentare rispetto alle ultime volte (2014 e 2020), quando è rimasta sempre intorno al 65% nelle elezioni in cui il Centrodestra era stato azzerato dallo scioglimento del consiglio comunale del 2012 e anche l’elettorato era disorientato, demotivato e smarrito. Stavolta, per la prima volta, sarà nuovamente entusiasta e motivato. Potrebbe invece esserci una lieve flessione di motivazione nel Centrosinistra, ma a differenza del popolo moderato di Centrodestra, a sinistra il voto è più militaresco e prescinde dagli umori del momento.

Ecco perchè prevediamo un’affluenza alle urne superiore rispetto alle ultime tornate, stimandola intorno al 70%.

Piuttosto, il fatto che i candidati al consiglio comunale siano pochi rispetto alle precedenti elezioni significa che bisognerà prendere più voti per essere eletti. Ci sarà meno dispersione e i candidati forti, potranno superare i numeri delle precedenti elezioni. Vedremo tante persone superare i 1.000 voti, e sarà molto difficile farsi eleggere con meno di 500 voti.

Le previsioni di StrettoWeb sull’attribuzione dei seggi e il nuovo consiglio comunale

Centrodestra – Maggioranza con 20-22 seggi (in base al superamento o meno del 60%)

  • Forza Italia (6-7 seggi)
  • Cannizzaro Sindaco (3 seggi)
  • Fratelli d’Italia (3 seggi)
  • Reggio Futura (3 seggi)
  • Alternativa Popolare (2 seggi)
  • Lega (2 seggi)
  • Noi Moderati (1-2 seggi)
  • Azione (0-1 seggio)
  • Reggio Protagonista (0-1 seggio)
  • Insieme si può (0-1 seggio)
  • Ogni giorno Reggio Calabria (0-1 seggio) * se riammessa dopo ricorso a seguito dell’esclusione
  • Udc (0 seggi)

Forza Italia è una lista fortissima con tanti candidati forti. La vera sorpresa sarà la lista Cannizzaro Sindaco, su cui lo stesso Cannizzaro punta tutto all’insegna del rinnovamento e dei giovanissimi candidati con cui vuole imprimere un grande cambiamento alla città, anche generazionale. Fratelli d’Italia ha una lista discreta, non fortissima, ma andrà bene grazie al traino di Giorgia Meloni, della storia e dell’identità di destra. Molto bene anche Reggio Futura, la creatura di Peppe Scopelliti che è forte. Molto forte. Non solo Daniele Romeo, in tandem con Filomena Iatì (arriveranno primo e seconda?), ma anche Luisa Curatola, sorella di Walter, proprietario di Soseteg, e Massimo Labate, con il sostegno di un importante sindacato di Polizia. Tra i candidati della lista c’è anche Gaetano Massara, arbitro di serie A fino a pochi anni fa, figlio del noto giornalista Tonino.

Male, invece, la Lega: la lista è debole, i tre uscenti (Nino Caridi, Peppe De Biasi e Armando Neri) si giocheranno due posti. Molto forte, invece, la lista di Alternativa Popolare con Massimo RipepiEmiliano ImbalzanoRoberto LeoLillo Zappia e Paolo Gatto, Paolo Scopelliti e Bruno Falcomatà. Difficile nei seggi, ma nei voti potrebbe persino superare la Lega. E molto vicino alla Lega andrà anche Noi Moderati, con Nicola ParisPino D’AscoliMario Cardia, Laura Carere (compagna di Michele Marcianò) e Giusy Nocera (moglie di Riccardo Occhipinti).

Le liste minori e la sfida tra Azione e le civiche per gli ultimi seggi disponibili nella Maggioranza

Ci appassiona molto il destino delle cinque liste minori della coalizione. Intanto questa mattina la lista di Giannetta, “Ogni giorno Reggio Calabria“, sempre di Forza Italiaè stata ricusata dall’ufficio elettorale e ha annunciato ricorso. Vedremo se sarà della partita. La lista di Azione, dove spicca la figura di Gianluca Califano. La più debole di tutte, l’unica a cui non diamo alcuna speranza, quella dell’Udc. E le uniche due civiche “pure”, per quanto possa essere “puro” il civismo in politica: “Reggio Protagonista” di Simone Veronese, vicino alla Lega, e “Insieme si può” del gruppo che ha sostenuto Stefano Princi (Fratelli d’Italia) alle ultime elezioni regionali.

All’Udc, svuotata anche dei candidati di Rotondi (che vanno a Reggio Protagonista), non diamo speranze come già anticipato. Le altre quattro, si giocano un seggio ciascuno. Ma non ce la faranno tutte insieme. E neanche tre su quattro. Al massimo due. Molto difficile capire chi ce la farà.

Per Azione, le speranze sono quelle di Gianluca Califano che i suoi 700-800 voti li ha sempre portati a casa. E stavolta forse saranno anche un po’ di più. E c’è anche Giuseppe Lombardo, fratello del senatore Marco, che andrà bene. Ma altri 1.500 voti arriveranno dal resto della lista? Non sarà facile, ma tra le quattro è certamente quella con maggiori speranze.

I frontman di Reggio Protagonista sono Nuccio Azzarà e Tonino Romeo: persone splendide. Realmente indipendenti, integerrime, libere e appassionate. Parla la loro storia: storico sindacalista sempre a difesa dei cittadini il primo, straordinario Questore e rappresentante delle istituzioni dello Stato il secondo. Qualifiche che sono medaglie, ma non sempre nella nostra società servono a prendere tanti voti. In lista c’è anche Titty Siciliano, avvocato, docente universitario esperta di sanità pubblica. Belle figure, ma non è detto bastino per i fantomatici 2.800 voti necessari per un seggio in consiglio.

Le speranze di Insieme si può, la lista del gruppo di Princi, di Bruno Occhiuto con Jo Scuncia, sono tutte su Peppe Altobruno, storico esponente della destra reggina, presidente della Circoscrizione del Centro Storico negli anni del modello Reggio di Scopelliti. Tra i volti storici della destra reggina anche il giornalista ed editore Franco Recupero (Gs Channel), a lungo segretario provinciale della Lega negli scorsi anni.

Infine il caso “Ogni giorno Reggio Calabria” di Giannetta per Forza Italia. Al momento non sappiamo neanche se ci sarà ed è stata ufficialmente esclusa. In ogni caso sembrava la più debole. Era un gradino sopra l’Udc, un pelo sotto Azione e le due civiche, a puntava tutto sull’esperienza politica di Giannetta che è capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale. Sarà una bella sfida, forse la più avvincente per la ripartizione dei seggi nell’area di maggioranza del Centrodestra.

Centrosinistra, Lamberti e Pazzano – Minoranze con 10-12 seggi (in base al superamento o meno del 60% da parte del Centrodestra)

  • Partito Democratico (5 seggi)
  • La Svolta (1 seggio)
  • Casa Riformista (1 seggio)
  • AVS (0-1 seggio)
  • Reset (0-1 seggio)
  • Battaglia Sindaco (0 seggi)
  • Cultura e Legalità per Lamberti (1-2 seggi)
  • Reggio Normale per Lamberti (0 seggi)
  • La Strada per Pazzano (1 seggio)

La suddivisione dei seggi nelle opposizioni parte dalla nostra previsione favorevole all’elezione di Pazzano e Lamberti. I 10 o 12 seggi delle minoranze, però, andranno in prevalenza ai partiti della coalizione di Centrosinistra che con la candidatura di Mimmo Battaglia arriverà a cavallo del 30% trainata dal Partito Democratico vicino al 20%. E’ una lista fortissima, quella del Pd, costruita apposta per il post voto: possiamo già rivelare le dichiarazioni dei vertici di un partito che sosterrà di “essere andato bene“, nonostante la sconfitta, addossando agli altri partiti della coalizione le responsabilità dell’esito finale. Non a torto: il Movimento 5 Stelle non esiste e AVS rischia addirittura di rimanere senza seggi.

Il Pd porterà in consiglio comunale 5 consiglieri. Lo abbiamo già scritto nei giorni scorsi e lo ripetiamo: la lista è fortissima. Il gesto simbolico di farsi guidare da Maria Antonietta Rositani è ammirevole, anche se i più votati saranno altri: Carmelo Versace sostenuto da Castorina (al punto che qualcuno già lo chiama Ceaușescu), Paolo Brunetti, Marcantonio Malara, Lucia Nucera, Giuseppe Marino, Enzo Marra, Anna Briante, Angela Martino, Antonio Ruvolo e Franco Barreca. Stiamo parlando di una lista in cui il sesto, il settimo, l’ottavo e il nono e forse anche il decimo rimarranno fuori dal consiglio comunale con oltre 500-600 voti di preferenza.

Tra le altre liste della coalizione, le uniche che ci sembrano così forti da blindare un seggio pur essendo nella coalizione di minoranza sono Casa Riformista e La Svolta. Nella lista di Casa Riformista ci sono Filippo Quartuccio e Pino Cuzzocrea, nomi importanti che potrebbero bastare a blindare il seggio. Ma entrerà in consiglio solo uno. In più c’è il sostegno di Giovanni Muraca. Non abbiamo dubbi che dopo il Pd, sarà la prima lista della coalizione di Battaglia. Nella Svolta, attenzione a Filippo Burrone: sei anni fa ha preso il doppio dei voti di Carmelo Romeo, che però stavolta ha il sostegno diretto di Falcomatà.

Gli altri seggi dipenderanno innanzitutto da Cannizzaro: se supererà il 60%, ne resta soltanto uno per le altre liste di Centrosinistra (e forse neanche se Lamberti ottenga il suo secondo). Se Cannizzaro rimane sotto il 60%, potrebbero essere tre. Ma in quel caso non è da escludere che al Pd possa scattare il sesto seggio. E, dal nostro modesto osservatorio, ribadiamo la possibilità che Lamberti elegga due consiglieri, strappandone così uno alle liste minori della coalizione di Centrosinistra. Anche qui vediamo una sola lista senza speranze: è Battaglia sindaco. A giocarsi il seggio rimanente, che potrebbe essere uno solo (se Cannizzaro supera il 60% e Lamberti ne elegge due), o potranno essere anche due quindi uno ciascuno se Cannizzaro resta sotto il 60% e Lamberti si ferma a uno, sono AVS e Reset. Non ci sono dubbi su chi arriverà primo: l’ottimo Demetrio Delfino in AVS, il buon Gianni Latella in Reset. Il loro unico problema è che sono in una lista in cui, dietro di loro, c’è il vuoto o quasi.

Il contesto giornalistico della nostra previsione

Come anticipato in apertura, lasciamo le contestualizzazioni giornalistiche per la coda dell’articolo. Le nostre sono previsioni giornalistiche, non indicazioni di voto, sondaggi o riferimenti elettorali. Questo è un semplice articolo giornalistico in cui azzardiamo la composizione del prossimo consiglio comunale ad un mese dal voto subito dopo la presentazione delle liste, in base alla nostra personale visione, esperienza e conoscenza dei candidati e della politica cittadina. Il consiglio comunale non lo decide StrettoWeb con quest’articolo, ma lo faranno i cittadini tra un mese nelle urne. E le previsioni sono fatte per essere confermate o smentite dai fatti: le nostre non hanno alcuna presunzione di essere infallibili. Inoltre, non sono speranze o auspici ma bensì esclusivamente previsioni senza alcun giudizio di merito. Nessuno si offenda, quindi. E se qualcuno reputa sbagliato il nostro scenario, ci invii all’indirizzo di posta elettronica redazione@strettoweb.com le proprie considerazioni con le proprie previsioni. Il 26 maggio scopriremo chi è andato più vicino alla reale previsione del voto con un mese di anticipo. Tra coloro che hanno avuto il coraggio di farlo.