La pace del Sì, la guerriglia del No: Messina ha visto e giudicato le due Italie del Ponte sullo Stretto

La manifestazione Pro Ponte a Messina si è svolta nella più totale tranquillità, un Sì pacifico e sereno al Ponte sullo Stretto. Immagini in forte contrasto rispetto a quelle del marzo 2025 in cui i sostenitori del No trasformarono il corteo in guerriglia

Nel pomeriggio odierno, piazza Unione Europea a Messina ha ospitato la manifestazione “L’Ora del Ponte”, un’iniziativa civica e apartitica, nata dai cittadini, per esprimere forte e chiaro il Sì al Ponte sullo Stretto di Messina. Perché sì, c’è un forte movimento, pacifico e più silenzioso rispetto alla scalmanata controparte, che sostiene fortemente il Ponte sullo Stretto, volano di progresso e futuro in ambito economico, lavorativo, trasportistico, turistico, industriale e non solo.

Big della politica, associazioni e cittadini comuni si sono ritrovati, nonostante il meteo non fosse dei migliori, in un momento di forte democrazia, di condivisione, di informazione e sensibilizzazione. Soprattutto, un momento pacifico. Interventi dal palco, confronti nei vari stand, domande dei giornalisti. Il tutto si è svolto nella normalità. E sembra strano anche dover sottolineare il fatto che, di questi tempi, una manifestazione possa essere pacifica.

Senza andare a scomodare le violenze dei ProPal nelle manifestazioni di sinistra dei mesi scorsi a carattere nazionale, basta tornare indietro al marzo 2025, stesso luogo, sempre a Messina. All’epoca, i protagonisti furono i No Ponte, un’ottantina circa, sparuti e sconclusionati, al punto da mischiare Carnevale, proteste per la Palestina e sentimento No Ponte pur di raccattare qualche persona in più.

Potremmo già fermarci qui nel soppesare le due manifestazioni, una di confronto politici di spessore, imprenditori e cittadini, l’altra carnevalesca, somigliante più a un evento di un centro sociale che a un momento di confronto su un tema di carattere nazionale e di incredibile rilevanza per il futuro del Paese. E invece no, non possiamo fermarci qui.

Abbiamo il dovere di ricordare quanto accaduto l’1 marzo 2025, quando la manifestazione è sfociata in violenza, con lancio di fumogeni, bombe carta, agenti feriti, mezzi danneggiati muri imbrattati con scritte contro il Ponte, minacce a Webuild e alle forze dell’ordine. Cosa c’entrava tutta quell’ondata di odio e cattiveria con il No al Ponte?

Non vedrete mai, mai, una manifestazione Pro Ponte violenta, con gente a volto coperto, insulti, lancio di bombe carta, agenti feriti e conta dei danni. Come può una persona a favore del progresso, comportarsi così?  Alle manifestazioni Pro Ponte vedrete giovani e anziani, famiglie con bambini, politici, associazioni, liberi e comuni cittadini affermare la propria voglia di futuro, la volontà di dare una chance alla propria terra, l’augurio che i propri figli non partano più in cerca di fortuna anzi, magari ritornino pure. Il Ponte unisce per definizione, crea collegamenti, apre le porte a un domani del quale l’intera Italia, soprattutto a partire dal Sud, potrà beneficiarne.

Messina ha visto con i propri occhi la differenza tra Pro Ponte e No Ponte e ha giudicato.

Vignetta manifestazioni violente