“Noi come Movimento per l’Equità Territoriale, pur essendo distantissimi dalle posizioni della Lega, non per questo abbiamo mai cambiato idea sulla indispensabilità di questa infrastruttura“. Lo afferma Francesca Privitera, responsabile del Movimento Equità Territoriale Sicilia a margine della manifestazione “L’Ora del Ponte”. “Per noi, il Ponte è di fondamentale importanza per lo sviluppo della Sicilia, della Calabria e dell’intero Paese e non è solo un simbolo di sviluppo, sarebbe anche un traino per lo sviluppo, per le svariate ragioni. In quanto siciliana, per superare l’insularità, i costi che derivano dall’insularità della nostra terra, che sono stati calcolati in ben 6 miliardi all’anno. Inoltre, non vedo perché noi siciliani dobbiamo essere penalizzati per appena 3 chilometri di Stretto e le nostre merci, i nostri prodotti devono subire anche questo costo, questa penalizzazione rispetto a tutte le altre produzioni nazionali“, aggiunge.
“E ancora, anche dal punto di vista dei voli aerei, perché no, nessuno ha mai toccato questo argomento: le compagnie aeree operano in regime di monopolio nella sostanza, perché non hanno la concorrenza delle ferrovie, dell’alta velocità. – prosegue – Ebbene, arrivando all’alta velocità in Sicilia, avrebbe un concorrente che farebbe senza dubbio abbassare le tariffe, per loro stessa missione, è stata fatta un’intervista l’anno scorso, ammisero loro stessi che lucrano tantissimo sui voli per la Sicilia, da e per la Sicilia.
E ancora, una parola agli ambientalisti. Io mi chiedo sempre, perché gli ambientalisti sono tutti appollaiati sullo Stretto e trascurano altre grandi opere fatte in Italia, dove c’è cemento dappertutto, dove possibilmente sono anche dei doppioni, pensiamo alla Brebbeni in Lombardia, pensiamo alla diga foranea a Genova, tonnellate di cemento sversate a mare per realizzare un’opera e là ambientalisti in silenzio. Sono tutti qua. Come se poi i traghetti andassero con i petali di fiori, non inquinassero. Anche il traghetto inquina. Non si comprende bene questa posizione così rigida.
E ancora, è anche il simbolo di un sogno, di un sogno e di una speranza di futuro per i siciliani. Per i nostri ragazzi, perché la cosa che a noi duole di più è proprio l’emigrazione e la perdita della gioventù dei nostri territori, il fatto che i nostri ragazzi stanno andando via migliaia e migliaia ogni anno, il nostro territorio, fra l’altro bellissimo, strategico, al centro del Mediterraneo, un ponte fra Asia e Europa, e Africa, per quale ragione dobbiamo perdere il meglio del nostro futuro? Perché il futuro sono i giovani e il Ponte rappresenta anche una volontà da parte di questa generazione di venire incontro all’esigenza dei giovani, di pensare a un futuro possibile e da attuare.
Si parla di sismicità del territorio, dello stretto, ma non si parla che in Giappone, che si trova nell’Anello di Fuoco, quattro isole sono collegate da tunnel, da ponti. Non si parla che a San Francisco, altra zona altamente sismica, c’è il Golden Gate costruito nel 1936 con le tecnologie del 1936. Quindi con le tecnologie attuali non si può costruire un ponte? Solo qua tutte queste critiche e queste polemiche? Non è perché il ponte è a sud?“.











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