C’è aria di campagna elettorale a Messina. Negli ultimi mesi, l’argomento maggiormente trattato nelle piazze, nei bar, nei luoghi di aggregazione in generale, sono le probabili dimissioni del sindaco Federico Basile. Ormai manca veramente poco, o dentro o fuori. “Si attende solo l’ufficialità”, dicono in molti, altri, invece, credono che “ancora si sta riflettendo“. In un nostro articolo in esclusiva di ieri, abbiamo precisato che il primo cittadino potrebbe desistere solo se venisse nominato soggetto attuatore dell’emergenza maltempo per la città metropolitana. Sarebbe difficile, e già lo è a prescindere, giustificare l’abbandono da parte di Basile e De Luca dopo tale nomina.
Perchè le dimissioni Basile?
Premettendo che la legislatura scadrà nel 2027, il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, nei suoi ragionamenti, molto probabilmente, vorrebbe approfittare della netta debolezza del centrodestra e del centrosinistra per blindare Federico Basile e la sua roccaforte elettorale andando subito al voto. De Luca potrebbe fare anche altri ragionamenti: evitare di andare alle urne per le comunali di Messina insieme alle politiche ed eventualmente delle regionali raggruppate nello stesso giorno.
Poi esiste il problema della maggioranza in consiglio comunale: da tempo i gruppi che sostengono Basile sono netta minoranza ed ogni delibera passa solo grazie all'”aiutino” delle opposizioni che di volta in volta si astengono o votano a favore dell’immediata esecutività.
Centrodestra e centrosinistra che fanno?
Se Sud chiama Nord ha il candidato sindaco già pronto (Federico Basile) e varie liste (9-10) quasi pronte, le altre coalizioni sono in difficoltà. Nel centrodestra si susseguono riunioni su riunioni e qualche nome si era anche fatto, come l’Avv. Carlo Autru Ryolo, ma ancora non si è riusciti a concretizzare su un nome. Alcuni partiti della coalizione vorrebbero puntare su Marcello Scurria. L’ex subcommissario al Risanamento farebbe il candidato a sindaco della coalizione del presidente Schifani che lo ha “cacciato” dall’incarico? Nel centrosinistra tutto tace. Sì, ci sono stati incontri con i vari partiti dell’area progressista ma al momento trapela poco o nulla: probabilmente le idee non sono chiare e si è alla ricerca di un nome che unisca le varie anime. Poi ci sono dei punti interrogativi: cosa faranno Dafne Musolino, il movimento di Ismaele La Vardera e tutti i movimenti che al momento non si riconoscono nelle coalizioni tradizionali? Insomma, un vero e proprio caos cosmico dove è evidente che Federico Basile è, al momento, il favorito, in caso di dimissioni, di succedere a se stesso.







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