Da settimane aleggia a Messina lo spettro di elezioni comunali anticipate. A fine febbraio la prima scadenza, infatti entro quella data il sindaco Federico Basile dovrebbe dimettersi per tornare alle urne già a primavera 2026 insieme ad importanti città come Reggio Calabria. Cateno De Luca ha in mano la scelta: sarà lui a decidere cosa fare e con quali tempi, ma ci sono, indubbiamente, delle riflessioni in corso. Premettendo che la legislatura scadrà nel 2027, il leader di Sud chiama Nord, nei suoi ragionamenti, vorrebbe approfittare della netta debolezza del centrodestra e del centrosinistra per blindare Basile e la sua roccaforte elettorale andando subito al voto. Sfumata l’alleanza, almeno per ora, con la coalizione di Meloni, il sindaco di Taormina guarderà anche a quello che succederà all’Ars con uno Schifani in difficoltà alle prese con inchieste varie. Insomma, la strategia è chiara anche se non c’è certezza se verrà poi messa in campo.
La provocazione di De Luca
“La valutazione sull’andare al voto prima della fine della legislatura dipenderà solo dalla nostra decisione, non da cosa accadrà all’Assemblea Regionale Siciliana ed al Governo Schifani”, aveva detto Cateno De Luca nella conferenza stampa di ieri. Il leader di Sud chiama Nord ha fatto anche una provocazione sfidando il consiglio comunale: “e se ci stancassimo di essere minoranza in consiglio comunale? A volte dobbiamo fare dieci consigli e numerose commissioni del cavolo per far passare i provvedimenti. La città ha bisogno di decisioni rapide”.
Il silenzio di Basile
Cosa ne pensa l’attuale sindaco di Messina, Federico Basile? Non lo sappiamo, in realtà non si è mai espresso esplicitamente su eventuali dimissioni. Il primo cittadino aspetterà la decisione del suo leader o farà le sue valutazioni? Ed i consiglieri comunali rimasti fedeli al politico di Fiumedinisi cosa dicono? Insomma, sarà il sindaco di Taormina, da qui a poco, a svelare le carte e, di certo, non mancheranno le soprese.



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