Conclusa l’edizione reggina di SabirFest 2018

/

Concluso il SabirFest, il festival della cultura e dell’identità Mediterranea che si svolge simultaneamente sui territori provinciali di Reggio Calabria, Messina e Catania

Ha chiuso i battenti anche l’edizione 2018 del SabirFest, il festival della cultura e dell’identità Mediterranea che si svolge simultaneamente sui territori provinciali di Reggio Calabria, Messina e Catania. Un’edizione, quella 2018, dedicata al tema Riparare l’umano e che era già la quinta (la seconda per Reggio Calabria). E se in termini generali la kermesse ha avuto luogo dal 4 al 7 di questo mese, proprio in àmbito reggino ha visto un’inedita proroga, con un overtime e una quinta giornata di lavori in esclusiva per Reggio Calabria lunedì scorso, 8 ottobre, con specifica ‘coda’ a Sant’Ilario dello Jonio. L’edizione reggina del SabirFest per il 2018 s’è rivelata quantomai preziosa e poliedrica.
Grazie alla sezione SabirLibri che ha consentito l’accesso – con possibile acquisto – a oltre 5mila volumi sul Mare Nostrum e la mediterraneità nelle sue varie, articolate declinazioni nella nuova e felicissima location dell’atrio ‘Baccio Pontelli’ del Castello Aragonese.

Grazie all’arte e al talento della graphic novelist Elettra Stanboulis e di disegnatori prestigiosi come Yorgos Botsos e Giuseppe Palumbo, che hanno arricchito l’offerta culturale cittadina e dello stesso SabirFest con un’esposizione temporanea. Grazie alle decine di ospiti internazionali, di rango come l’europarlamentare Bodil Valero, gli attivisti Jan Horzela e Fatima Idriss, i docenti universitari Domenico Marino e Consuelo Nava. Grazie ai dialoghi che hanno dato voce alle tante anime dell’area mediterranea, chiarendo in maniera indelebile come il Mediterraneo, d’anima, ne abbia una sola.

Grazie all’impegno professionale ed ecologista del fitosociologo Benoît Vincent, che ha “stregato” decine di persone con la passeggiata botanica sul Lungomare Falcomatà. Grazie a registi e film-maker tra i quali non si può omettere l’israeliano Avi Mograbi e il suo lavoro prezioso Between Fences, nel quale il regista è riuscito a rendere attori i migranti-detenuti del Centro di permanenza temporanea di Holot (successivamente chiuso dal Governo d’Israele). Grazie a scrittori come Federico Bonadonna che hanno scelto la città dello Stretto per la presentazione delle loro fatiche editoriali. Grazie a spettacoli che hanno saputo coniugare magistralmente il divertimento e la passione civile, l’intelligenza e l’appetibilità, dai Pupi Antimafia di Angelo Sicilia allo show musicale, coreutico e lirico di NimbaEtna.

Grazie, anche, ad alti burocrati e intellettuali che – da Anna Maria Catte ad Alexandra Büchler – hanno sfoggiato competenza e voglia di contribuire alla diffusione della conoscenza di tematiche e procedure che comunque hanno l’area mediterranea al centro, insieme alle modalità del miglior possibile sviluppo dell’intera regione e delle sue zone più povere e arretrate. Nel contesto della sezione SabirMaydan, di particolare rilievo la tavola rotonda City To City Cooperation Between The Two Mediterranean Shores, tenutasi a Palazzo San Giorgio su impulso della fondazione austriaca Act Now: il sindaco di Reggio Calabria e sindaco metropolitano reggino Giuseppe Falcomatà e il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, in particolare, si sono calorosamente impegnati a «tenere viva in modo fattivo la fiammella di un dialogo interculturale ma, inevitabilmente, anche tra Enti, tra società, tra popoli».

Varie associazioni hanno contribuito in maniera decisiva all’allestimento di focus su tematiche ‘caldissime’, dalle plastiche presenti nel mar Mediterraneo all’assoluta esigenza di un uso consapevole delle parole e, più in genere, del linguaggio.

Assolutamente significativa la partecipatissima sessione di lavori intorno alle minoranze linguistiche, anche per le ampie aperture registrate da parte del direttore della sede calabrese della Rai Demetrio Crucitti intorno alla partecipazione delle minoranze calabresi (arbresh, occitana, grecofona) agli specifici programmi dell’accesso della tv di Stato e per le peculiari testimonianze della stessa Bodil Valero e dello scrittore Besnik Mustafaj, già ministro degli Esteri albanese e importantissimo uomo politico del ‘Paese delle Aquile’, così come pure per i riferimenti allo “stato dell’arte” da parte della moderatrice, l’assessore comunale alle Minoranze linguistiche Lucia Anita Nucera («Che le Istituzioni preposte prestino un’attenzione più elevata al fenomeno è fondamentale, solo in Calabria sono 22mila i ‘parlanti’ delle varie minoranze»), dell’omologo di Frascineto – nel Cosentino – Caterina Adduci  e del visual performer spagnolo Juan Del Gado.