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Covid, l’ultima follia. Chirurgo si dimette: “avete reintegrato gli stregoni e untori no vax”

Reparto ricovero Covid Foto di Leszek Szymanski / Ansa

A far discutere non è la decisione in sé di dimettersi (liberissima in un paese democratico) quanto, oltre alle motivazioni, le parole che il medico utilizza per definire i reintegrati

Ne abbiamo viste tante in questi anni, ma forse non è mai abbastanza per stupirsi. Era prevedibile che il reintegro negli ospedali degli operatori sanitari non vaccinati potesse scatenare non solo approvazioni ma anche polemiche e qualche scelta forte e un po’ senza senso. Ma probabilmente non così. Non come, ad esempio, la reazione di Vincenzo Carrozzachirurgo all’ospedale “Annunziata” di Savigliano, in provincia di Cuneo, che ha rassegnato le dimissioni prendendosela con chi ha deciso di reintegrare i medici non vaccinati (ribadiamo che la scelta è stata solo anticipata, dal momento che sarebbe arrivata comunque tra qualche settimana). Ma a far discutere non è la decisione in sé di dimettersi (liberissima in un paese democratico) quanto, oltre alle motivazioni, le parole che il medico utilizza per definire i reintegrati.

“Oggi – scrive Carrozza su Facebook – con atto che chiamare scellerato è sminuirne il significato, si concede il diritto a degli stregoni (i medici no vax) di ritornare a esercitare la loro mala medicina nelle corsie e nei reparti degli ospedali del Ssn. Si concede il diritto a dei potenziali untori di infettare pazienti ospedalizzati, dunque fragili per definizione. In qualità di medico chirurgo non posso accettare che la mia professione, e la salute di tantissimi pazienti, sia messa in mano a cinquemila potenziali untori. Per questo motivo non mi resta, come atto di protesta civile, che rassegnare le mie dimissioni dal Ssn”. Non solo stregoni, ma anche untori, nelle parole del medico. E menomale che è stato detto e scritto in tutte le salse che anche i vaccinati possono contagiare e contagiarsi, quindi anch’essi in realtà sarebbero dei potenziali untori. E fa specie che un medico non lo abbia compreso (o faccia finta di non comprenderlo).

“Signor ministro della sanità, collega Schillaci – si legge ancora – leggo che hai oltre 350 pubblicazioni scientifiche al tuo attivo, immagino tutte su riviste indicizzate, devo quindi dedurre che tu credi nella scienza, nelle metanalisi, negli studi indipendenti. Posto il mio badge, che per molti anni mi ha consentito di entrare a far parte di una comunità scientifica di eccellenza. In questa grande famiglia di medici e infermieri, ogni azione ha cercato di seguire i protocolli scientifici accreditati – sottolinea il chirurgo – Non c’è mai stato posto per atti di pirateria medica, di pressappochismo, di pozioni magiche per curare i nostri pazienti. Spero, signor ministro, che la tua carriera di medico prosegua nel più brillante dei modi, ma tu, soprattutto tu, hai minato gravemente la credibilità del nostro Sistema sanitario nazionale e della nostra categoria”, chiosa Carrozza, che è anche un medico di guerra, invitando Schillaci a un “ravvedimento” per non rendersi “complice di questo atto inqualificabile e pericoloso”.