fbpx

Problema cinghiali a Reggio Calabria, la denuncia di Coldiretti: “danni all’agricoltura e rischio per l’uomo”

cinghiali

La richiesta di interventi urgenti inviata agli enti preposti da Coldiretti al fine di intervenire sulla problematica cinghiali che mette in difficoltà le imprese agricole e a rischio l’incolumità del cittadino

La Coldiretti di Reggio Calabria sta affrontando con la propria dirigenza la problematica dei danni da cinghiali, in seguito a numerose segnalazioni che giungono alle proprie sedi, accentuate nell’ultimo periodo dall’inattività dei “Selettori Controllori”.

Le criticità che emergono sono:

a) danni alle superfici agrarie per grufolamento, alle piante arboree per scavo delle radici, scortecciamento (agrumi, fruttiferi, vite), alle colture orticole e cerealicole, danni notevoli ai muri a secco, canaline di scolo, ciglioni in terra, in alcuni casi anche agli impianti di irrigazione di agrumeti,

b) Il danno rilevante ai muri a secco, mette in ginocchio le aziende agricole in aree collinari e montane a forte rischio idrogeologico e scoraggia chi fa agricoltura eroica in queste aree, il ripristino dei muri a secco è opera difficile, costosa e di non facile realizzazione anche per la difficoltà a reperire manodopera idonea

c) Si evidenziano situazioni di insofferenza da parte degli agricoltori che si vedono “derubati” oltre che dei prodotti, della possibilità di programmare il futuro della propria azienda ed ottenere il giusto reddito per il sostentamento famigliare.

d) Sono accentuati i rischi di smottamenti e frane.

e) Si evidenziano rischi all’incolumità del cittadino che si trovi a lavorare o a svolgere qualsiasi attività, anche di svago, Si evidenzia timore di molti agricoltori a svolgere l’attività agricola in aree dove la presenza dei cinghiali è quasi quotidiana, soprattutto quando nel branco sono presenti i piccoli; si evidenziano inoltre rischi per gli automobilisti in strade anche provinciali e statali.

E’ emerso da incontri che Coldiretti sta effettuando sul territorio sull’argomento, che molti agricoltori non segnalano il danno agli Enti perché oramai stanchi di una situazione che è al paradosso, i danni sono quotidiani e gli agricoltori non percepiscono risarcimenti da anni. Servono interventi urgenti a risolvere la problematica, il protrarsi della situazione critica, metterà in ginocchio le aziende agricole, scoraggerà gli imprenditori che vedono vanificare gli sforzi, fino alla decisione drastica di chiudere l’attività, con un danno economico, sociale ed ambientale. Sono gli agricoltori che con numerosi sacrifici, tengono in vita interi territori, che altrimenti sarebbero soggetti a incendi, frane, alla non fruibilità da parte del cittadino che ama assaporare le bellezze ambientali del proprio territorio, è l’agricoltura che attrae numerosi giovani che vedono in questo settore il loro futuro, altrimenti costretti ad incrementare la schiera di coloro che cercano fortuna in altre aree del paese o all’estero.

Constatato che i delegati ad Agricoltura e Caccia ed i Commissari delle ATC sono di recente nomina, pertanto non sono da ascrivere alla loro attività le deficienze del sistema, con intenti propositivi e di soluzione dei problemi degli agricoltori e della collettività, agli Enti ed Organi preposti, in tempi brevi.

COLDIRETTI CHIEDE

a) La ripresa immediata dell’attività delle squadre di Selettori Controllori e quindi, in tempi brevi l’attuazione di un piano di contenimento del cinghiale (solo nella provincia di Reggio Calabria non sono attivi i Selettori Controllori);

b) La quantificazione dei danni e risarcimento immediato agli imprenditori agricoli, a tal proposito si evidenzia che giacciono inevase pratiche già collaudate da diversi anni (anche pratiche del 2015), l’agricoltore che ha subito il danno non può attendere i tempi della politica, della burocrazia, spesso dell’inerzia e della sottovalutazione dei problemi, la propria azienda ed il proprio pane nonché il futuro della propria famiglia sono messi a rischio;

c) Di procedere immediatamente all’accertamento dei danni recenti con tecnici preposti (negli ultimi mesi non è stato svolto, nonostante le richieste degli agricoltori);

d) L’individuazione delle aree vocate e non vocate attraverso le cartografie ARCEA, con il perseguimento dell’eradicazione della specie dai territori non vocati;

e) Di lavorare nella direzione della soluzione definitiva della problematica portando il numero di capi ad un equilibrio con la natura, i territori, i cittadini che vivono nelle aree rurali e particolarmente con il comparto agricolo che è attualmente il settore che soffre di più questa problematica oramai non trascurabile e prorogabile.