Nasce il Comitato “Reggio c’è?”: “l’amministrazione Falcomatà ha tradito la città”

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Nasce il Comitato “Reggio c’è?”: “le gravissime violazioni del codice etico, esposte in questi giorni da Reggio Futura, rappresentano l’ennesimo atto di tradimento dell’amministrazione Falcomatà nei confronti dei reggini”

Nasce “Reggio c’è”, comitato civico apartitico per la liberazione della città di Reggio Calabria. Il comitato, formatosi spontaneamente, riunisce semplici cittadini, imprenditori, movimenti e associazioni: tutti profili di comprovata esperienza e successo che non hanno nessuna velleità di protagonismo bensì la determinazione di ristorare il decoro e la decenza in una città ridotta al lastrico: in ogni senso. “Accogliendo le denunce dei cittadini, affronteremo un’emergenza per volta – ha dichiarato il presidente Finella La Pianadocumentando ogni problematica con dovizia e chiedendo risposte a chi di dovere. Abbiamo un solido dipartimento legale che ci sosterrà nella formulazione e nella presentazione di diffide prima, e di denunce a seguire. Non indietreggeremo di un passo, piuttosto saremo la spina nel fianco di quegli amministratori che pensano che Reggio e i reggini meritino di vivere in queste condizioni di inciviltà. Partiremo con il Lido Comunale, un tempo fiore all’occhiello della città con la sua splendida rotonda sul mare, oggi simbolo di profondo degrado, di squallida incuria. A Reggio Calabria c’è davvero tanto da fare: gli attuali amministratori o non lo vogliono fare o non lo sanno fare: e dopo 7 anni di gestione lo squallore che abbiamo sotto gli occhi è la città che hanno consegnato ai cittadini con la pretesa di voler continuare ad amministrare”. “Dovremmo ispirarci ai risultati straordinari ottenuti dalla città di Matera, che grazie al lavoro devoto di politici innamorati della loro terra, é passata da luogo di sgombero a capitale della cultura – ha dichiarato l’avvocato Antonia Condemi, responsabile del dipartimento legale del comitato Reggio c’è-. Le gravissime violazioni del codice etico, esposte in questi giorni da Reggio Futura, rappresentano l’ennesimo atto di tradimento dell’amministrazione Falcomatà nei confronti di Reggio e dei reggini. Quale esempio stiamo offrendo ai nostri giovani? Quello di prevaricare, di violare le regole, di fare i “dritti” senza assumersi alcuna responsabilità o senza pagare alcuna  conseguenza? Per questo si chiede un prova di dignità presentando immediate dimissioni”. “La speculazione portata avanti dalle multinazionali dell’antimafia come Libera ha danneggiato per anni l’immagine di una terra, la Calabria, inginocchiata non solo dalle mafie convenzionali, ma anche da quelle di palazzo che oggi stanno calando le maschere. Qualcuno ricorderà quando Don Ciotti indicava la parola “calabresi” come sinonimo di “grande cosca”… Nel Novembre 2014 all’atto di adesione al codice etico per la buona politica, insieme a Falcomatà partecipava anche il professore-diacono Mimmo Nasone, responsabile regionale della stessa Libera – dichiara Rosy Canale, responsabile organizzativo del comitato– la gravissima violazione del codice etico, la mancata costituzione di parte civile dell’amministrazione comunale al processo Miramare, le mancate dimissioni di una giunta già delegittimata nell’essenza da scandalosi brogli elettorali non hanno suscitato nessuna reazione in questi santoni della “legalità parolaia” che oggi tacciono inesorabilmente. Assistiamo ad un omertoso silenzio di convenienza. Anche il gruppo di “Reggio non tace”, é finito col tacere: forse anche loro avranno perso la parola di fronte a tanta sfacciataggine e insolenza dei personaggi con cui andavano a braccetto. Nessuna presa di distanza, nessun atto di condanna nemmeno di facciata. Ma oggi, chi non condanna queste condotte è complice morale di quel malaffare: proprio come loro stessi ci hanno indottrinato in questi anni. Vige la regola del “Fai come ti dico, ma non come faccio”, conclude.

finella la piana

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