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Locri, il Liceo Zaleuco conclude il progetto “Pcto Giovani Pensatori” con l’Università dell’Insubria

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Il progetto costituisce un prezioso supporto formativo alla didattica per professori di filosofia, storia e scienze umane

Giornata ricca di emozioni e di elevata importanza culturale quella vissuta giorno 1 Dicembre dagli allievi del Liceo Scientifico Zaleuco di Locri, guidato dal Dirigente Carmela Rita Serafino. Nell’Aula Magna dell’Istituto si è svolto l’evento conclusivo del progetto – PCTO “Giovani Pensatori” in videoconferenza con l’Università dell’Insubria nella persona del prof. Fabio Minazzi, ordinario di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi dell’Insubria, direttore del Centro Internazionale Insubrico, nonché direttore della rivista di filosofia e cultura “Il Protagora”; e della prof.ssa Stefania Barile, ricercatrice del Centro Internazionale Insubrico nell’ambito della Filosofia Estetica e della Didattica della Filosofia, autrice di numerosi saggi inerenti la filosofia dell’arte e la formazione civica, coordinatrice del progetto “Giovani Pensatori”, con la partecipazione del Dott. Mario Capanna, leader studentesco nel Sessantotto, ex parlamentare europeo e deputato, scrittore, giornalista pubblicista; con la presenza, inoltre, del tutor interno al percorso, prof.ssa Antonella Curtale e dei due esperti: Luca Matteo Rodinò e la prof.ssa Enza Agrillo.

“Secondo una tradizione, ormai consolidata, il progetto costituisce un prezioso supporto formativo alla didattica per professori di filosofia, storia e scienze umane. Vengono proposti, a riguardo, molteplici riflessioni di storia, filosofia, epistemologia, scienze, letteratura e arte, con interventi, a più voci, su salvaguardia e tutela del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico nella cornice di “Legalità come prassi”, il laboratorio di civic engagement a cura della Commissione legalità del Centro internazionale insubrico. Il percorso di quest’anno ha rivolto particolare attenzione al progetto “Service – learning Università e Territorio”, per un’università al servizio della collettività, con un percorso di tutoring in collaborazione con la Scuola Secondaria A.T Maroni di Varese, e un progetto di studio sul “Parlamento mondiale dei giovani” in collaborazione con un gruppo di ricercatori dell’Università della Calabria e con i docenti e studenti del Liceo Scientifico Zaleuco di Locri. Si è trattato della fase più evolutiva dell’e – civic Lab Legalità come prassi: un’occasione di studio e di lavoro sui punti dell’Agenda 2030”, si legge nella nota.

Proprio per questa sua specificità si può inserire nelle attività di alternanza scuola – lavoro (PCTO). “I ragazzi durante la giornata hanno presentato il lavoro svolto in collegamento con altre scuole secondarie del Nord, per un proficuo dibattito – confronto. La tematica trattata dal gruppo è stata “Istruzione e Formazione”. Uno studio approfondito sull’Importanza della Scuola dall’Unità d’Italia ad oggi, attraverso figure di spicco nel campo educativo quali Don Giovanni Bosco, Maria Montessori, Don Milani, Piero Calamandrei. Tutti esempi di come l’istruzione potesse e dovesse formare, incentivare, liberalizzare la persona a divenire un futuro cittadino, incisivo e rispettoso delle regole. Certamente il cammino della scuola non è stato facile, plasmata da diverse leggi, nei primi momenti dell’unità nazionale la si vedeva uno dei motivi essenziali di unificazione territoriale, ma non era scontato per tutti il parteciparvi. Chi poteva usufruire dell’istruzione la viveva nel rigore disciplinare, derivante dalla solennizzazione dell’autorità del docente. La cultura veniva subita più che accolta, appresa e rielaborata. Ci vollero parecchi decenni per arrivare ad avere una scuola che mettesse al centro lo studente, come avevano sempre cercato di raggiungere i grandi formatori del passato. Il cambio sociale e politico, con ritmi sempre più crescenti, soprattutto a partire dalla seconda metà del secolo scorso, portò ad una nuova impostazione dell’istruzione, improntata al dialogo educativo – didattico. Un approccio globale dell’allievo, che tenga conto delle esperienze pregresse, dell’incidenza della famiglia, del rapporto col docente e coi compagni di classe. Una scuola sempre più articolata, innovativa, flessibile e collaborativa, che mira a formare cittadini attenti al proprio ambiente, con una mentalità propositiva e intraprendente, aperta ad un discorso comunitario, che parta dal territoriale, ma si allarghi a livello nazionale ed europeo”.

Ed è proprio la Comunità Europea “che, dal 1993, ha avuto tanta parte nel miglioramento qualitativo dell’istruzione, basti pensare al Libro Verde del 1995 con proposte innovative per la scuola; nuovi progetti (Erasmus),finanziamenti di attività che possano incrementare e perfezionare i percorsi didattici. Un investimento di forze non indifferente che sottolinea come l’Unione Europea creda fermamente che la cultura possa essere un pilastro fondamentale per migliorare e salvaguardare l’ambiente, nonostante le forti criticità portate dal COVID – 19 che con la Didattica a distanza ha frenato molto il cammino educativo, soprattutto dal punto di vista del dialogo e della collaborazione. Nell’Agenda 2030 poi, come hanno sottolineato i ragazzi del progetto, il quarto obiettivo, dei diciassette di cui è composto, sottolinea proprio l’importanza di un’istruzione di qualità equa e inclusiva, promuovendo opportunità di apprendimento permanente per tutti nel mondo. Non di meno è stata l’indagine statistica portata avanti nel percorso, una meticolosa ricerca di dati su ISTAT, OCSE, EUROSTAT, che ha permesso ai ragazzi di confrontare la scuola del nostro territorio con quella del resto della Nazione e con quella degli altri stati europei, mettendo in evidenza che a buona parte dei giovani manca un’istruzione adeguata al progresso sociale, nonché un’insufficiente conoscenza del digitale che si ripercuote sul reclutamento lavorativo, aumentando la disoccupazione, ma anche il rischio, per tanti giovani, di essere assorbiti nelle fila della criminalità. Un lavoro, quindi, a tutto tondo, quello compiuto dagli allievi dello Zaleuco che nel progetto – PCTO “Giovani Pensatori” hanno avuto l’opportunità di approfondire e vivere da protagonisti una tematica culturale da veri ricercatori e cittadini attivi, preparati e consapevoli, capaci di studiare il passato per capire il presente e migliorare il futuro, confermando, ancora una volta l’alta qualità progettuale e professionale, messa in campo dal Liceo Zaleuco. “Senza cultura e la relativa libertà che ne deriva, la società, anche se fosse perfetta, sarebbe una giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il futuro” (Albert Camus)”, conclude la nota.