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Punti di primo intervento chiusi in orario notturno per garantire il funzionamento del Pronto Soccorso di Gioia Tauro. Il sindaco di Oppido: “ennesima mortificazione per i cittadini”

Punti di primo intervento chiusi in orario notturno per garantire il funzionamento del Pronto Soccorso di Gioia Tauro. Il sindaco di Oppido: “ennesima mortificazione per i cittadini che vivono nelle zone interne e più disagiate, oltretutto, senza garantire una valida risposta alle esigenze sanitarie di tutti i cittadini della Piana”

“L’ASP di Reggio Calabria ha comunicato che a breve disporrà la “provvisoria” chiusura, durante l’orario notturno, dei Punti di Primo Intervento ricadenti nel versante tirrenico della Provincia di Reggio Calabria, tra cui quello di Oppido, che quindi, rimarrà aperto dalle ore 08.00 alle ore 20.00; ciò al fine di reperire personale (medico e paramedico) e garantire il funzionamento del Pronto Soccorso di Gioia Tauro”. E’ quanto afferma l Sindaco, Dott. Bruno Barillaro. “Questa spiacevole decisione – prosegue- era stata paventata mercoledì scorso durante una riunione svoltasi in Prefettura e in quella occasione ho manifestato le ragioni della mia ferma contrarietà. E’ necessario scongiurare la chiusura del Pronto Soccorso di Gioia Tauro, ma non è accettabile l’ennesima mortificazione dei cittadini che vivono nelle zone interne e più disagiate, oltretutto, senza garantire una valida risposta alle esigenze sanitarie di tutti i cittadini della Piana. Mi rendo conto delle difficoltà che sta affrontando il nuovo Commissario dell’ASP di Reggio Calabria, al quale non si può attribuire alcuna responsabilità, avendo ereditato una situazione a dir poco vergognosa, figlia di decenni di sperperi, ignobili congiure campanilistiche e sfociata ormai in una vera e propria guerra tra poveri. Invito vivamente tutti i colleghi sindaci ad assumere una posizione ferma e partecipata affinché vi sia un cambio di rotta ormai resosi improcrastinabile, necessario e vitale: bisogna finalmente guardare alla Piana di Gioia Tauro come un’unica grande città. Il piccolo Ospedale di Polistena non è sufficiente a gestire le esigenze sanitarie, anche e soprattutto in termini di emergenza-urgenza, di 180.000 mila abitanti, popolazione che quantomeno raddoppia durante il periodo estivo. I punti di primo intervento dovevano essere potenziati e messi realmente nella condizione di funzionare garantendo così una decongestione del Pronto Soccorso di Polistena che attualmente è al collasso. La logica di depotenziare, poco alla volta, le risorse umane e strumentali di servizi efficienti per poi chiuderli adducendo la loro scarsa produttività non può più essere accetta. Chiederò a breve un incontro con il Presidente Occhiuto per meglio evidenziare la pietosa situazione in cui versa la sanità nella Piana in generale e nella fascia preaspromontana in particolare e sono certo che il mio accorato appello al buon senso non sarà sottaciuto“, conclude Barillaro.