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Reggio Calabria, le Associazioni venatorie reggine contestano la gestione dell’ATC-RC1

caccia in sicilia e calabria

Reggio Calabria, le Sezioni Provinciali della Città Metropolitana Federcaccia, Liberacaccia ed Italcaccia continuano a contestare, formalmente, l’operato dell’ATC RC1

“Le Sezioni Provinciali della Città Metropolitana di Reggio Calabria Federcaccia, Liberacaccia ed Italcaccia -scrivono in una nota i rispettivi presidenti Domenico Iero, Domenico Ventre, Giuseppe Claudio Scullari- che rappresentano oltre il 70% dei cacciatori residenti, dopo l’articolata denuncia fatta recapitare a mezzo pec alla Città Metropolitana, ancora senza riscontro, continuano a contestare, formalmente, l’operato dell’ATC RC1. Giungono notizie da molti cacciatori, che l’ATC convoca a mezzo telefono, senza rispettare i canoni della regolarità amministrativa, i primi iscritti al corso di selecontrollori per esercitarsi in una prova di tiro con la carabina. A parte il fatto che nessuna indagine è stata ancora fatta sul protocollo dell’Ente, al fine di visionare i tempi di acquisizione delle domande, ma da quello che si è riuscito a sapere molte sono pervenute sia al protocollo che, attraverso pec, da componenti dello stesso Comitato pochi minuti dopo la pubblicazione della manifestazione di interesse. Il tutto fa intravedere eventuali condotte illegittime e financo illecite che, sicuramente, gli organi deputati e le sedi competenti avranno modo di accertare. Le azioni messe in atto con i legali, chiarirà quanto si denuncia.  A tutti i cacciatori che aspirano ad ottenere la qualifica di selecontrollori, giunga, pertanto, la nostra solidarietà. Per quanto riguarda tutte le manifestazioni di interesse che si riesce ad apprendere attraverso il sito web ATC- RC1 sono da considerare nulle in quanto prodotte da un Comitato di gestione monco di tre elementi fondamentali (associazioni di protezione ambientale, ANCI e Città Metropolitana) e con la mancanza delle Associazioni Venatorie maggiormente rappresentative. Tale composizione fa venire meno il numero minimo di 11 come prevede il regolamento di Gestione in vigore nella Regione Calabria. Pertanto, il tutto si svolge senza contraddittorio. Un silenzio assordante che impedisce di avere notizie in merito a tutti gli interventi gestionali predisposti, eseguiti ed in corso di espletamento. Eppure si spendono risorse dei cacciatori che non hanno contezza, poiché non vengono neppure resi edotti neanche i Delegati presenti in ogni territorio anche se in ritardo con il rinnovo, a suo tempo eletti dai cacciatori di ogni Comune. Una grave inadempienza che la Città Metropolitana avrà modo di accertare per adottare i dovuti provvedimenti.  Per queste ragioni le Associazioni venatorie Federcaccia, Liberacaccia ed Italcaccia, ritenendo che queste modalità sono pregiudizievoli al prosieguo delle attività, hanno già chiesto la verifica accertativa agli organi di vigilanza, soprattutto al fine di prevenire che simili azioni prive di trasparenza ed illegittime, possano recare pregiudizio all’intera comunità e ledere le legittime aspettative di tutti i cacciatori”. I Presidenti provinciali Domenico Iero di Federcaccia, Domenico Ventre di Liberacaccia e Giuseppe Claudiuo Scullari di Italcaccia rinnovano “alla Città Metropolitana, che ha compiti di vigilanza e controllo, di disporre i poteri accertativi per verificare le irregolarità che si denunciano, portando alla normalità il Comitato di Gestione come prevede la Legge quadro sulla caccia 157/92 e Legge Regionale 9/96″.