fbpx

Luna Rossa orgoglio italiano

Foto di Gilles Martin-Raget / AFP / Ansa

Il team di Luna Rossa prima batte gli americani di American Magic e poi in finale gli Inglesi di Ineos

Nuovamente dobbiamo aggrapparci allo sport, ed in particolare alla vela, per dimenticare almeno per un po’ la situazione che stiamo vivendo e per vedere un raggio di sole nella nebbia che ci avvolge ormai da un anno. Dal 21 febbraio 2020 è passato un anno dal primo decesso in Italia per Covid-19. Molti italiani, facendo colazione con un po’più di calma essendo domenica, accendendo la TV si aspettavano appunto le solite tristi notizie sul Covid-19 della serie “è passato un anno dal primo decesso…” invece, i telegiornali aprivano con una notizia diversa e finalmente positiva. Luna Rossa, la barca italiana dell’Imprenditore Patrizio Bertelli, ha battuto lo sfidante inglese Ineos per sette regate ad uno conquistando la Prada Cup. Ed adesso sfiderà il Team New Zealand per conquistare la Coppa America nel mese di marzo al meglio delle tredici regate sul mare di Auckland. Questa sfida alla Coppa America le barche italiane l’anno tentata diverse volte. La prima nell’anno 1983 con la mitica Azzurra. Il progetto italiano dello Yacht Costa Smeralda con Cino Ricci skipper e Mauro Pelaschier timoniere. In quell’occasione, la barca Italiana raggiunse le semifinali e al pari dei Mondiali di calcio tenne svegli milioni di italiani per vedere le gesta di questa magnifica barca Azzurra sia nel nome che nella livrea e che risvegliò l’orgoglio italiano. Nell’anno 1992, secondo capitolo importante nella storia della sfida alla Coppa America da parte di un sindacato italiano “il Moro di Venezia” che sotto il patrocinio di Raul Gardini, sostenuto dall’impegno economico della Montedison progettò e costruì addirittura cinque scafi denominati tutti Moro di Venezia I, II, III, IV, V. Fu fatto uno sforzo economico impressionante. Come timoniere venne ingaggiato Paul Cayard il più titolato velista dell’epoca. Il risultato su sensazionale. Vinsero la Louis Vitton Cup e si qualificarono per la finalissima contro gli americani. Persero per quattro regate ad una ma furono la prima imbarcazione di un paese non anglofono a poter ambire alla Coppa America nei 141 anni del trofeo. Passarono quasi una ventina d’anni e poi ci provò’ nuovamente l’imprenditore Patrizio Bertelli con sua moglie Miuccia Prada con il sindacato “Luna Rossa”.

Siamo nell’anno 2000 e la barca italiana in una finale molto tirata riesce a superare per cinque regate a quattro gli americani di USA 61 timonata proprio da quel Paul Cayard che diciotto anni prima aveva portato il Moro di Venezia al successo nella Louis Vitton Cup. Una barca italiana di nuovo nella finalissima e questa volta contro i neozelandesi di Black Magic NZL60 con Russel Coutts al timone. Tutta la Nuova Zelanda è raccolta attorno al suo team che rappresenta uno degli sport nazionali, la vela. La sconfitta è secca cinque regate a zero ma il bilancio d’esordio del team italiano è stato superiore ad ogni aspettativa. Luna Rossa poi ci riprova negli anni 2003, 2007 e 2013, dopodiché il team decise di non partecipare più a causa di controversi regolamenti sul tipo di barche da adottare e sul tipo di regate da effettuare.

Poi nel 2020 una nuova svolta. I neozelandesi nuovamente detentori del trofeo decidono di optare per scali ipertecnologici, un monoscafo volante che si alza sull’acqua e che nelle condizioni di vento più estreme può raggiungere la supersonica velocita di 50 nodi marini, quasi 100 Km all’ora. Ed è storia recente. Il team di Luna Rossa prima batte gli americani di American Magic e poi in finale gli Inglesi di Ineos. Adesso ai primi di marzo si tratterà di incontrare nuovamente i detentori dell’America Cup i neozelandesi di Emirates Team con il tipo di barca voluto da loro e per giunta in casa loro ad Auckland in un campo di regata dove si allenano ormai da più di due anni. Il pronostico sembra segnato ma la nostra capacità, caparbietà e determinazione nel raggiungere determinati obiettivi sta preoccupando molto i neozelandesi che non si sentono più così tranquilli. Questa stessa capacità, caparbietà e determinazione che dobbiamo mettere in campo adesso nella lotta alla pandemia e nel risollevarci a livello economico con il contributo di tutti per tornare ad avere un ruolo determinante in Europa.