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Reggina, Baroni su mercato, posizione Menez e Plizzari. Su Gallo: “Mi ha detto alcune cose sul perché ha acquisito il club, mi hanno aiutato”

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Reggina, il tecnico Marco Baroni è stato ospite dei canali ufficiali del club, a “Passione Amaranto”: si è parlato di Gallo, Menez, Plizzari, mercato e tanto altro

L’allenatore della Reggina, Marco Baroni, è stato ospite di ‘Passione Amaranto‘, sui canali ufficiali del club, nel giorno del 107° compleanno della società. Il tecnico ha parlato di numerosi argomenti – nella settimana della sosta – in riferimento alle quattro partite andate, con focus su Ascoli, alle condizioni degli infortunati, alla posizione in campo di Menez, alla situazione di Plizzari, al rapporto con Gallo. Di seguito le sue parole.

ASCOLI – “Il calo fisiologico ci poteva stare dopo l’intenso tour de force, ma perdere una partita in quel modo brucia, con soli tre tiri subiti. Tutto comunque serve da insegnamento, ma ora quella partita dobbiamo mettercela alle spalle. Ne abbiamo già un’altra molto importante da affrontare. Nel calcio non avviene mai nulla per caso, altrimenti potremmo stare tutti a casa. La squadra si dedica alla prestazione, spende, nei secondi tempi a volte c’è un calo più fisico che altro. Io ho cercato di dare un segnale coi cambi ma ci hanno penalizzato oltremisura quei due tiri subiti. I punti bruciano anche perché l’avversario era in difficoltà e si è rilanciato”.

GLI INFORTUNATI – “Aver recuperato i calciatori non vuol dire che possano giocare. C’è da recuperare anche una condizione per evitare ricadute e rimettersi in pari coi compagni. Quello che è importante adesso è riprendere con lo spirito giusto, con la voglia, con la determinazione in una partita in cui occorreranno testa e gambe e nel frattempo qualche calciatore è tornato con noi ad allenarsi ed è importante. Charpentier e Menez sono ritornati in campo, Denis ieri ha svolto un po’ di lavoro differenziato perché era affaticato, Faty già dalla scorsa settimana aveva recuperato ma non l’ho portato ad Ascoli per non forzarlo. Crisetig sta meglio, non ha una cosa importante. Comunque Faty e Menez rientrano da problemi muscolari, mentre Charpentier è completamente guarito dal problema al ginocchio ma deve togliere il timore che comportano problemi di questo tipo. A volte è più importante chi subentra che chi parte dal primo minuto, anche se quando dici così ai calciatori storcono un po’ il naso. Entrare in campo vuol dire proseguire quello che ha fatto chi è uscito”.

LA MOTIVAZIONE DEGLI INFORTUNI – “La situazione Covid e il calendario non aiutano. Io questo campionato lo conosco bene, bisogna essere bravi nella gestione delle tre partite in una settimana. Questi dati sono veritieri in ottica aumento infortuni. E’ tutto diventato più difficile, dalle trasferte ai tamponi continui, ma bisogna adattarsi velocemente e non deve essere una scusa. Non c’è mai una causa sola, è un insieme che porta ad avere molti infortuni. Valuto quello che ho visto e quello che potremo fare, sono arrivato con un trittico di partite ravvicinate e mi son trovato a dover ruotare qualche elemento. Penso al problemino di Crisetig ad esempio. Ma la squadra sa che tipo di calcio voglio fare io, dispendioso, con pressione, compattezza, e per questo servono energie, gamba, allenamento, chi entra dalla panchina, e questo lo andremo a fare”.

IL MERCATO – “Sono leale e dico le cose in faccia senza molti giri di parole perché quando stavo dall’altra parte mi davano fastidio quelli che giravano intorno al problema e non andavano dritti all’obiettivo. In questo momento ho toccato l’argomento mercato con tutta la squadra, perché è una finestra abbastanza lunga con partite dentro, voci, rumors, stampa e non dobbiamo farci “inquinare”. Quando servirà parlare ad un calciatore lo farò io, è compito di un allenatore fare delle scelte non solo in settimana per la formazione ma anche per queste cose. Quello che io sto cercando sono calciatori motivati, teste vivaci dentro un corpo mobile. Il calcio attuale non può più prescindere da calciatori dinamici, mi piacciono coloro che attaccano gli spazi senza palla, calciatori con queste caratteristiche e non nomi importanti”.

MENEZ – “Menez è un giocatore di talento che deve trovare la condizione ottimale, può diventare importante per questa squadra ma deve fare un passo verso ciò che noi chiediamo. Io penso che se lui ha fatto questa scelta è perché c’è l’orgoglio oltre che la personalità. Una volta che recupera è importante ovunque, anche se io un’idea ce l’ho e sto provando a condividerla con lui”.

L’ASSENZA DI PUBBLICO – “Il calcio senza pubblico è qualcosa di devastante, io faccio ancora fatica ad entrare nello stadio vuoto. Io ho cercato comunque di inculcare alla squadra la passione, la voglia che c’è in questa città che vive di calcio”.

GLI ESTERNI – “So che Situm può giocare a sinistra ma Liotti fa più fatica e così, visto che Mario può fare entrambi i ruoli, preferisco metterlo a destra. Poi Liotti sta facendo bene, è il capocannoniere. A me di Liotti piace che attacca la porta, vorrei che lo facessero tutti, perché è sempre più difficile entrare per vie centrali”.

LA CITTA’ DI REGGIO – “A Reggio Calabria mi sto trovando bene. Io vivo al Centro Sportivo, poi ho una camera in cui vado a dormire. Mi sono ritagliato uno spazio per fare qualche passeggiata, ma il tempo è stato talmente poco che ho dedicato tutta l’attenzione insieme ai miei collaboratori su quello che dobbiamo fare, sulle partite, sugli avversari, h24”.

PLIZZARI “Plizzari, ragazzo giovane con qualità importanti, ha commesso due errori che lo hanno messo in una situazione di non serenità. Ho effettuato il cambio solo per questo motivo, difficilmente escludo un calciatore perché ha sbagliato qualcosa. Questa serenità però il ragazzo la deve trovare con il lavoro e con la convinzione, il futuro prossimo così sarà per lui. Non voglio parlare troppo di mercato adesso, lavoro con chi ho”.

GALLO – “Il presidente è stato con noi, ha grande attaccamento, grande passione, vive la squadra e la società a tutto tondo. Mi ha anche detto alcune cose importanti che io porto con me in merito alla sua scelta di prendere la Reggina. Alcune mi sono state anche d’aiuto. Noi allenatori siamo figli dei risultati e non abbiamo nulla da temere”. 

IL LECCE – “Per fare risultato devi fare una prestazione importante, non è sufficiente fare una buona prestazione. Il Lecce ha un centrocampo forte, degli attaccanti che difficilmente sbagliano. Io ho allenato anche alcuni di loro. E’ la squadra meglio costruita strutturalmente. E’ retrocessa, si porta dietro l’organico della scorsa stagione e ha usufruito di un budget importante per il mercato. Dobbiamo guardare noi, fare una partita di vigore, intensità, voglia, determinazione, idee, con rispetto ma senza timore. Il Lecce non è una squadra che si può aspettare, sennò ti fa male”.

NUOVI ACQUISTI IMMINENTI – “Prima di sabato nuovi acquisti? Può darsi, anche se serve tempo per inserire i calciatori nei meccanismi. Ma il mercato è attivo e tutto può succedere. Chi arriva sarà atleticamente pronto? Bella domanda, è a questo che mi riferivo prima quando parlavo di mercato invernale difficile. Spesso chi arriva lo fa perché non ha giocato molto nel girone d’andata, ma sarà compito nostro – in caso – di velocizzare le operazioni”.

IL TREQUARTISTA – “In questo momento il calcio ci ha messo davanti calciatori che si muovono negli spazi, dietro la schiena dei centrocampisti, per poter innescare palloni tra le linee mandando dentro gli altri e unendo i reparti. Non tutti lo sanno e possono fare. Folorunsho lo sa fare, e Rivas anche, che ha grossi margini di miglioramento e deve abituarsi a pensare da attaccante. Copre degli spazi che non sono di sua competenze e sfrutta male le energie, ma il suo modo di giocare a me piace, perché ha molto movimento, fa le due fasi”.

I TIFOSI – “Ho apprezzato molto l’intervento dei tifosi al Sant’Agata. Ci hanno chiesto impegno, passione, sudore. Farò di tutto affinché la squadra possa fare questo, è un impegno che mi prendo. Il prima possibile vorrei rivederli allo stadio, sarebbe un gran regalo”.

MARADONA – “Al di là della scomparsa di Diego, ho perso un amico. Spesso lo porto da esempio ai miei calciatori. Non credo che da qui all’eternità possa crescere un altro come lui. Aveva umiltà coi compagni, li faceva sentire forti. Non ho mai sentito gesti di disapprovazione, anzi di aiuto. Questo ti faceva sentire forte. Sapevi che sul campo ti portava a vincere le partite”.

New entry (o quasi) dal mercato e ritorni dagli infortuni: prende forma la nuova Reggina di Baroni [GRAFICA]