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Aeroporto di Crotone: “si continua a disconoscere la valenza dell’infrastruttura”

Aeroporto di Crotone, la nota del Comitato Magna Graecia

“Le scelte dell’unica Compagnia aerea che effettua servizi dallo scalo aereo di Crotone di attuare una drastica riduzione dei voli in tutti gli aeroporti italiani, ha portato alla totale cancellazione degli stessi dall’aeroporto pitagorico a far data dal 19 gennaio prossimo”. Lo afferma in una nota il Comitato Magna Graecia.

“Il dramma assume connotazioni ancor più negative poiché si ricorderà la gara di poche settimane fa, relativamente alla concessione delle rotte per Roma, Torino e Venezia, andata deserta, nonostante un bando di continuità territoriale ottimo deterrente alla latitanza delle compagnie negli scali periferici. Tuttavia, riteniamo che la totale ignavia della gestione, nel lungo periodo, dello scalo, e l’appannata visuale centralista della società di gestione dello stesso, penalizzi, e non poco, le inespresse potenzialità che l’aeroporto avrebbe se solo si tenesse in considerazione il potenziale bacino d’utenza al quale l’infrastruttura si dovrebbe rivolgere: tutta la linea di costa e relativo entroterra del medio ed alto Jonio Calabrese. Lascia altresì basiti apprendere dalla stampa che una nuova compagnia low cost, dal prossimo mese di marzo, inizierà a volare da Lamezia, con relativa approvazione da parte della società di gestione, mentre lo scalo Pitagorico non sia stato proprio oggetto di eventuale piano d’investimenti, nonostante la gestione dello scalo appartenga alla medesima società. Continua pertanto la politica dei due pesi e due misure adducendo a discolpa la non appetibilità del Sant’Anna dal punto di vista del bacino demografico di riferimento”.

“Nessun interesse locale, regionale, o di Governo che abbia speso una parola nel chiedere un incremento delle corse su ferro (anche a locomozione diesel visto la lentezza con cui procedono i lavori d’elettrificazione della tratta ferroviaria Sibari-Crotone) o su gomma, per permettere alla popolazione Sibarita di poter raggiungere il suo scalo aereo di riferimento, alfine di aumentare la domanda sullo stesso. Del resto perché meravigliarsi! Le politiche che hanno voluto l’innaturale decadimento dello scalo affondano radici negli ultimi 40/50 anni, allorché i privi vagiti di un deviato regionalismo sfociavano in un perverso centralismo. Erano gli anni in cui si spostavano dalla città Pitagorica agenzie a marchio Itavia, per allocarle nella città capoluogo di Regione, che nel frattempo progettava il proprio aeroporto nella sua città succursale. È tempo di reagire! Non può continuare una visone politico-economica che ha totalmente spostato gli asset di questa regione verso la linea di ponente, allocandovi strade, porti, aeroporti lasciando l’area di levante Jonico completamente in balia di sé stessa, privandola dei servizi costituzionalmente garantiti: sanità, mobilità e trasporti. Sarebbe quanto meno auspicabile che in questo prossimo periodo d’inattività la società di gestione dello scalo non resti immobile, ma si arrivi ad omologare l’ILS, scandalosamente ancora inattivo dopo anni dal suo completamento; che investa per aumentare la sicurezza dell’infrastruttura, rilanciando il trasporto aereo e lo sviluppo degli aeroporti Calabresi che le sono stati affidati in gestione dallo Stato, perché ritenuti d’interesse Nazionale. Il paradosso attuale è che, sebbene si possa già contare su diversi milioni di euro finalizzati alle spese di miglioria e potenziamento dell’aeroporto, nessuno si stia adoperando concretamente per programmare il futuro dello scalo, condannoandolo a morire d’inedia”.

“Pertanto necessita la congiunta iniziativa di tutti gli attori: cittadini, associazioni, imprese ed amministrazione comunale! Solo così, si potranno alleviare i disagi, coincidenti con quelli di un quarto della popolazione regionale, e si potranno finalmente creare le condizioni affinché prossimamente, l’aeroporto, non sia un problema o ancora considerato come un peso da gestire, ma divenga quel formidabile strumento di sviluppo economico ed anche culturale e sociale di tutto l’Arco Jonico Sibarita e Crotoniate, anche per i rapporti, non solo economici, che i traffici aerei intrinsecamente favoriscono, ma che purtroppo il becero centralismo preferisce offuscare”.