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Coronavirus, Coletti: “se ci fossero ulteriori restrizioni sarebbe il colpo di grazia per la nostra economia”

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Coronavirus, Coletti: “se ci fossero ulteriori restrizioni sarebbe il colpo di grazia per la nostra economia. Tutte le decisioni devono essere prese con attenzione”

Paola Coletti, assessore alla Cultura del comune di Cortina D’Ampezzo, è intervenuta ai microfoni “Cosa succede in città” condotta da Emanuela Valente su Radio Cusano Campus.

Sulle restrizioni decise dal governo per le festività natalizie. “Abbiamo già le piste piene di neve naturale, sarebbe stato l’inverno perfetto e invece per una serie di cose si è trasformato in una tempesta perfetta –ha affermato Coletti-. Per la montagna l’alta stagione comincia con il Natale. Nella nostra economia, che è veramente molto fragile e si basa solo sul turismo, il 40% dei nostri guadagni viene proprio dalla stagione invernale che inizia col periodo natalizio e dura più o meno 4 mesi. Il problema della montagna è che noi viviamo solo ed esclusivamente di turismo. Cortina ha la fortuna di essere un posto rinomato in tutta Italia e non solo e crea tutto un indotto anche per i paesi limitrofi. Con la manifestazione fatta dalle associazioni del turismo che noi abbiamo supportato abbiamo voluto dare soprattutto voce a loro. Chiudere tutto in questo modo ha creato una disparità notevole tra le varie categorie e non so come andrà avanti. Se ci fossero ulteriori restrizioni sarebbe il colpo di grazia per la nostra economia. I lavoratori della montagna sono abituati a rimboccarsi le maniche e a dare il meglio di se stesso lavorando. Vogliamo far capire che tutte le decisioni che vengono prese devono essere prese con attenzione perché noi non abbiamo altro, non abbiamo alternative se non abbandonare questi luoghi e andare a vivere in città. Persino Cortina si sta spopolando. Attualmente abbiamo 5 scuole superiori e probabilmente tra 10 anni dovremo chiuderle. Si rischia quindi di spopolare ulteriormente questi territori. Purtroppo qui se non si muore di covid si muore di fame. Ci devono permettere di accendere le nostre luci perché noi dobbiamo poter vivere in questo territorio. L’Associazione nazionale impianti a fune aveva fatto un protocollo su come poter utilizzare gli impianti in modo sicuro, ma non è stato considerato dal governo. Quel protocollo secondo me era valido. Noi adesso abbiamo tantissime persone che sono proprietarie di seconde case e che molto probabilmente arriveranno a Cortina per le festività. Questa gente vorrà fare qualcosa, se sono chiuse le piste si concentreranno in tutti quei posti che possono fare attività, dallo shopping alla passeggiata e sarà difficile mantenere le distanze e rispettare le misure di sicurezza”.