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Consiglio comunale di Reggio Calabria, Minnella (MSI): “una delle pagine più buie della città”

Consiglio comunale, Minnella (MSI): “una delle pagine più buie di Reggio Calabria. Mancato di rispetto all’intera città”

“Un’intera città ridotta ad una cloaca in sei anni di dis-amministrazione e narrata invece come la nuova Gerusalemme: la fiction diretta dal regista Falcomatà ha negato in questo periodo ogni evidenza dei disastri realizzati, sempre pronto a trovare un colpevole che non fosse lui o alcuno suoi complici. Qualcuno veramente pensava si dimettessero? Avessero un sussulto d’orgoglio dopo quanto accaduto?
Certamente no: eppure nessuno avrebbe mai pensato che, non solo tale banda non avrebbe rinunciato al proprio scranno ottenuto con l’imbroglio, ma si permettesse addirittura di attaccare, come suo modo fare, narrando storielle di fantasia a cui ormai siamo abituati”. E’ quanto scrive in una nota Giuseppe Minnella, Portavoce Provinciale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. “La seduta del consiglio comunale odierna – prosegue la nota– ha rappresentato una delle pagine più buie della storia del civico consesso: una opposizione sempre pronta ad essere rintuzzata, ripresa, incalzata da un presidente a dir poco imbarazzante, ridotto a cane da guardia della maggioranza, che più volte interrompe il capo dell’opposizione di centro-destra durante i cinque minuti del proprio intervento, ma che dimentica l’orologio quando è la maggioranza ufficiale, o quella coadiuvante di un sempre più appiattito, attaccato, financhè insultato consigliere Pazzano, ad intervenire lanciando improperi contro gli assenti. Nessuna assunzione di responsabilità se non la ridicola, insufficiente, omertosa dichiarazione di “fiducia nella magistratura” quando ormai i fatti sono già venuti alla luce del sole ed ogni ulteriore indagine non potrà che ancor di più scovare altri imbrogli e pregiudicare sempre più la posizione di questa maggioranza annichilendo l’immagine della città. Che mestizia di personaggi! Tralasciando l’intervento di chi, sminuendo l’accaduto, attacca l’opposizione e definisce, in modo nauseabondo, proprio “amico” il Castorina, vorremmo far notare a tale consigliere che quando si fa parte di una squadra che bara, l’amico non è solo tale ma assume il ruolo di complice”.

“Avevamo fatto appello – aggiunge la nota– ad un barlume di dignità del sindaco: nemmeno quello gli è stato donato dalla natura. Vada via adesso ora che ha risolto il suo problema di disoccupazione visto che ha riservato ad una città metropolitana come Reggio Calabria persino l’umiliazione di avere un primo cittadino che partecipa ad un concorso per fare l’usciere o lo spazza scale in un’amministrazione di altra città metropolitana del nostro paese: tutto è legale ed ogni scelta di vita è personale, ci mancherebbe, ma quando si rivestono determinati ruoli istituzionali opportunità vuole che certi comportamenti non si possano e non si debbano attuare! Che umiliazione per la nostra cara Reggio! Di quale politica, più volte citata nel suo intervento, intende ciarlare il sig. Falcomatà? Di quella che fa votare i morti? Quale “coraggio, gentilezza e rispetto” ha l’ardire di chiedere, proprio lui, che l’opposizione dia all’aula quando parla da sindaco dei vivi e dei morti! Di chi non è mai andato a votare! Degli anziani infermi nelle case a cui è stato usurpato il diritto di voto! Di quei morti che riposano in cimiteri oggi ridotti a discarica! A loro che coraggio, gentilezza e rispetto dedica il signor Falcomatà? In quell’aula il rispetto, caro signor sindaco, non è mancato oggi: manca ogni volta che lei racconta fandonie alla città. Semmai l’unica mancanza grave è quella della dignità che imporrebbe, non di attaccare come fatto oggi all’abbandono dell’aula dell’opposizione, ma di assumersi la responsabilità dell’operato dei propri uomini; occorrerebbe perciò abbassare i toni, la testa, chiedere scusa e poi andare a casa. Parla proprio lei di mancanza di rispetto per l’abbandono dell’aula quando la sua maggioranza, allo stesso modo, non partecipa ed impedisce il funzionamento della commissione di vigilanza dopo la vicenda che vede Ripepi protagonista né indagato né arrestato tra l’altro. Una vergogna dietro l’altra caro sindaco! Se un giorno dovesse saggiare lei o altri, che in quell’aula sono da sempre a libro paga della collettività, la strana emozione di lavorare per un’azienda privata potrà capire cosa significa pagare per il proprio operato e per quello dei propri uomini che si è scelto! Altro che salire sul trono per accusare: verrebbe cacciato a calci e licenziato! “Non è stato uccisa la democrazia, non è stato ucciso nessuno….” si urla in aula. Ciò ci rincuora: avevano già votato ma erano già tutti morti”, conclude la nota.