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Messina, il Domenico Savio senza i salesiani: la crisi della congregazione e lo sbigottimento della comunità locale

domenico savio messina

Messina. Dopo aver formato generazioni di affezionati studenti, la congregazione salesiana non riesce più a trovare le risorse per gestire il S. Domenico Savio ed è costretta a consegnare le strutture alla Curia

Lo scorso 17 luglio Fernandez Artime, il rettor maggiore dei salesiani di Don Bosco, ha ufficialmente decretato la “chiusura canonica” del “S. Domenico Savio”. Istituto punto di riferimento per moltissime generazioni di studenti messinesi e della comunità locale.

La decisione è stata assunta in considerazione dell’esigenza da parte dei salesiani di riorganizzare la loro presenza sul territorio a causa del sempre minor numero di giovani che scelgono entrare a far parte della loro congregazione. Fenomeno, quello della “perdurante carenza di vocazioni”, che, va riconosciuto, caratterizza in maniera sempre più diffusa il contesto ecclesiastico italiano ed in generale dei paesi che attualmente godono dei maggiori livelli di sviluppo socio-economico.

Nella stessa città di Messina infatti, già altri istituti come l’Ignatianum ed il San Luigi hanno dovuto rinunciare allo svolgimento delle attività più tipicamente legate al rito religioso, continuando a portare avanti le attività didattiche, comunque gestite in gran parte da personale laico.

E, sebbene la notizia abbia destato l’interesse di numerosi ex alunni intenzionati ora ad attivarsi nella speranza di mantenere inalterata la fisionomia del S. Domenico Savio, sembrerebbe che sia questo il destino a cui l’iconica struttura andrà incontro. Ciò sembrerebbe confermato infatti dalla volontà resa nota dall’arcidiocesi, a cui verrà trasferita l’amministrazione di quanto finora gestito dai salesiani, di non mortificare le attività che da sempre caratterizzano la realtà del Domenico Savio, quali la scuola, l’oratorio e le attività del centro psico-pedagogico. Tutto ciò nella speranza di un supporto da parte dei corresponsabili laici già da adesso impegnati in queste esperienze.