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Festa Napoli come a Reggio, ma questa volta i media nazionali non attaccano. Mentana: “Sarei sceso in piazza anche io”

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Napoli come Reggio Calabria, ma questa volta nessuno si indigna. Anzi, prendono le difese dei tifosi anche Mentana, Salvini e il sindaco De Magistris

Da Reggio Calabria a Napoli, le immagini non cambiano. La vittoria in Coppa Italia della compagine del tecnico Gennaro Gattuso ha scatenato la gioia dei tifosi azzurri, così come era successo per quelli amaranto in occasione della promozione in Serie B. Dura la posizione presa da Ranieri Guerra (direttore aggiunto dell’Oms) che utilizza il termine “sciagurati” per definire gli ultras campani che ieri si sono riversati in piazza per esultare dopo il successo contro la Juventus. Non è dello stesso parere il giornalista Enrico Mentana, che si schiera esattamente dalla parte opposta: “ha ragione, per carità: ma il calcio senza festeggiamenti è un gioco da Playstation. Fossi stato tifoso del Napoli sarei sceso in strada anch’io”, ha scritto sui social.

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Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Una reazione, quella del giornalista, che va in chiaro contrasto con la “denuncia” avanzata qualche giorno fa dal servizio de Le Iene, che stigmatizzavano gli assembramenti verificatisi venerdì scorso all’Arena dello Stretto. Anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, prende in difesa i tifosi partenopei, affermando che “ieri ha vinto il contagio della felicità”. Questa volta nessuna “fiducia è stata tradita”, per usare le dichiarazioni invece del primo cittadino reggino, Giuseppe Falcomatà, il quale ha prima concesso i festeggiamenti e poi girato le spalle ai propri concittadini.

“Son contento per loro, ed è un bel segno per Napoli. Io lascerei più libertà”, è il parere di Matteo Salvini. Insomma, dopo mesi di quarantena forzata e lockdown, dopo aver rispettato per filo e per segno le norme di sicurezza anti coronavirus, la popolazione ha tutto il sacrosanto diritto di esprimere e manifestare le proprie emozioni, soprattutto in zone dove il contagio è stato azzerato e non esiste la possibilità della formazione di nuovi focolai epidemici. Stupisce dunque la reazione mediatica per due avvenimenti praticamente uguali, ma con riscontri diametralmente opposti. Napoli come Reggio, ma stavolta nessuno si indigna.