fbpx

Reggio Calabria, la lettera degli operatori dell’Hospice: “chiarezza sui requisiti che distinguono un’equipe di cure palliative specialistiche da un’equipe che eroga servizi a domicilio”

hospice via delle stelle

Reggio Calabria, la lettera degli operatori dell’Hospice: “chiarezza sui requisiti che distinguono un’equipe di cure palliative specialistiche da un’equipe che eroga servizi a domicilio rivolta alle persone affette da una patologia cronico-degenerativa a prognosi infausta”

“Alla radio uno slogan recita dicendo che I nuovi eroi non indossano maschere ma mascherine, non hanno una tuta variopinta ma una divisa bianca, non volano ma camminano veloci: si riferisce agli operatori sanitari. Anche noi che scriviamo siamo operatori sanitari ed esattamente siamo gli operatori dell’Hospice “Via delle Stelle”, l’unica struttura sanitaria del territorio reggino che si occupa da quattordici anni di Cure Palliative Specialistiche sia in regime residenziale con dieci posti letto che in regime di assistenza domiciliare con 40 assistiti che, nonostante la pandemia da Covid19, ha continuato, senza temere l’ormai arcinoto nemico invisibile, a prendersi cura dei propri pazienti garantendo assistenza da parte di medici, coordinatori, infermieri, psicologa, fisioterapista, assistente sociale, oss, ausiliari, cuochi, amministrativi ecc. Infatti ognuno di noi “armato” solo di mascherina e guanti, giornalmente, si è avventurato per le strade deserte della città per raggiungere l’Hospice o il domicilio del pz per garantire cosi l’assistenza necessaria a chi sta vivendo la complessità di una malattia a prognosi infausta”, è quanto scrivono in una lettera i 37 operatori sanitari ed amministrativi dell’Hospice Via delle Stelle di Reggio Calabria.E non siamo stati neanche sottoposti al tampone – proseguono– previsto dall’ordinanza regionale (nonostante i diversi solleciti da parte della direzione sanitaria e del Presidente della Fondazione) vivendo così la paura non solo di essere contagiati ma anche di essere potenziali “untori”.

“All’incertezza del futuro e alle difficoltà economiche- aggiungono– ormai diventate croniche, si aggiunge l’amarezza determinata da un’organizzazione approssimata che ultimamente non si attiene alle normative nazionali in base alle quali la presa in carico dei pazienti in assistenza domiciliare dovrebbe avere una durata di circa sei mesi mentre in questo ultimo periodo, sempre più spesso, si verifica un passaggio dei nostri pazienti ad altre forme di assistenza domiciliare, che pur essendo valide, non hanno però i requisiti necessari per potersi definire assistenza di cure palliative specialistiche. Tutto questo ha una ricaduta non indifferente su noi operatori anche in termini di demotivazione, in quanto vediamo le nostre prese in carico interrotte a favore di assistenze alternative, indirizzata prevalentemente alla mera somministrazione di terapie senza una presa in carico globale della persona ammalata e dei suoi familiari. A questo si aggiunge, il senso di destabilizzazione che provano i familiari dei nostri pazienti nel momento in cui viene loro comunicato che non saranno più assistiti dalla nostra equipe. A questo punto ci domandiamo e vi domandiamo quale valore viene attribuito alle professionalità, esperienza, formazione continua di un’Equipe multidisciplinare – quale è quella dell’Hospice Via delle stelle – in un settore così complesso e delicato delle cure palliative specialistiche, rientranti infatti tra i livelli essenziali d’assistenza. Ed ancora, quale valore si intende riconoscere alla serenità derivante da una continuità assistenziale fondata su un rapporto fiduciario costruito nel tempo tra operatori di cura e pazienti e familiari. Chiediamo, quindi, che una volta per tutte venga fatta chiarezza a chi di competenza sui requisiti che distinguono un’equipe di cure palliative specialistiche da un’equipe che eroga servizi a domicilio rivolta alle persone affette da una patologia cronico-degenerativa a prognosi infausta. Chiediamo, inoltre, he si realizzi finalmente quella stabilità contrattuale anche alla luce dell’accreditamento regionale conseguito dalla Fondazione “Via delle Stelle” in qualità di gestore del servizio di cure palliative”, conclude.