Reggio Calabria e la Giornata della Legalità, l’Ass. Cammino condivide la battaglia del Giudice Minorile Di Bella per liberare i ragazzi della ‘ndrangheta: “è importantissimo sul piano della Democrazia!”

GIUDICE DI BELLA Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

L’evento trasmesso sulla pagina Facebook dell’Associazione Cammino – Napoli Nord

“Ieri l’Associazione Cammino Camera Nazionale Avvocati per la persona, le relazioni familiari e i minorenni., precisamente le sedi siciliane con quella di Napoli Nord, ha organizzato un convegno che ha visto come ospite d’onore il Giudice del Tribunale per i Minorenni Roberto Di Bella, alla vigilia del suo trasferimento da Reggio Calabria alla Presidenza del Tribunale di Catania, per parlare del progetto “LIBERI DI SCEGLIERE” che si pone l’obiettivo dare la libertà a tanti “figli della ’ndrangheta” – si legge nel comunicato – . L’evento trasmesso sulla pagina Facebook dell’Associazione Cammino – Napoli Nord, coordinato dalla Vicepresidente Nazionale di Cammino per le Isole, Avv. Maria Rita Ielasi, insieme alla sede di Napoli Nord, guidata dal Segretario Nazionale di Cammino, Avv. Carolina Ferro, è stata una scelta coraggiosa ed attenta al significato alla Giornata della Legalità ed ha messo in relazione le molteplici sedi dislocate sul territorio italiano e ha contato più di 2.800 presenze online in diretta.

“Liberi di scegliere” è l’importantissimo progetto costruito dal Presidente Di Bella con i suoi giudici per salvare i ragazzi figli delle famiglie di ’ndrangheta dall’indottrinamento malavitoso che li conduce inevitabilmente a un destino di morte, carcere, schiavitù e infelicità; con i loro provvedimenti i giudici reggini hanno  allontanato decine di ragazzi, con la vita già segnata dal crimine e non solo, da quei contesti di ‘ndrina che, come indicazioni  “educative” per la loro crescita non possono offrire altro modelli disvaloriali, distorti concetti della società, della solidarietà e dell’onore personale.

Oltre al Giudice Di Bella e alla Presidente di Cammino Maria Giovanna Ruo, ne hanno discusso la Dott.ssa Carmela di Leo, Direttrice dell’Istituto penitenziario minorile di Acireale ; la Dott.ssa Angela D’Addio già Giudice Onorario Tribunale Minorenni Napoli; il Dott. Francesco Migliaccio Giudice Onorario Tribunale Minorenni di Napoli; e l’Avv. Carla Trommino, Garante per l’infanzia presso il Comune di Siracusa, cui hanno rivolto domande l’Avv. Maria Barbara Giardinieri; l’Avv. Maria Elena Parisi, l’Avv. Raffaello Scelti, l’Avv. Alessandra Sinatra, l’Avv. Elvira Tucci.

“La Giornata della Legalità e la commemorazione della strage di Capaci è sembrata l’occasione per condividere il lavoro del Giudice Di Bella: non vi è determinismo nell’essere figli della malavita rispetto all’involuzione della persona: ma lo Stato deve offrire una “mano in più” a questi ragazzi, per salvarli dal fortissimo condizionamento ambientale – afferma la Presidente di Cammino Avv. Maria Giovanna Ruo – La scommessa di uno Stato democratico sta proprio nell’offrire un sostegno più forte là dove vi sono fragilità educative (la povertà e/o la distorsione educativa sono piaga dilagante in certi ambienti), a quegli sfortunati ragazzi che ne sono vittima  trovandosi immersi in una dimensione tanto antitetica ai valori della società civile e democratica, quanto fortemente condizionanti da non lasciare loro libertà di scelta di diverse alternative di vita obbligandoli a proseguire nella tradizione di omicidi, rapine, traffici illeciti ed altro”.

Nella celebrazione della rivolta dei giovani alle modalità mafiose, che segna il percorso dal 23 maggio 1992, come reazione spontanea alla strage di Capaci, è giusto e doveroso ricordare i ragazzi che sono vittime della malavita all’interno di quella cellula sociale primaria che è la famiglia e che disfunzionale alla loro crescita come persone e come cittadini, tradendo il senso stesso della Costituzione repubblicana.

Il Presidente Di Bella, oltre a dare conto del percorso che ha condotto lui e i suoi giudici di Reggio Calabria a attuare il progetto “Liberi di scegliere” ha riferito degli altri protagonisti di quello che è divenuto oggi un progetto corale di tante agenzie: i Ministeri di Giustizia, l’Associazione “libera”, la CEI che dedica al progetto parte dell’8Xmille, la Procura Nazionale Anti-Mafia:“L’avvocatura specializzata, in questo progetto, ha un ruolo essenziale – ha affermato il Pres. Di Bella – nella sua dimensione costruttiva di nuove relazioni e anche come artefice di un flusso fiduciario tra i ragazzi e i giudici e anche tra le famiglie nei confronti della giustizia, vissuta da sempre come nemica, ma che invece grazie a questo coraggioso progetto frequentemente si sta trasformando per gli stessi adulti di mafie in una possibilità di riscatto per sé e i propri familiari”.