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Reggio Calabria, MITI Unione del Sud boccia la proposta di Cannizzaro: “no al ripristino delle circoscrizioni”

Reggio Calabria, MITI Unione del Sud boccia la proposta di Cannizzaro: “proposta superflua, fuori contesto storico ed economico, che riprende gli intenti antidemocratici dell’attuale Amministrazione comunale e dei vari rappresentanti di partito presenti in Consiglio”

“In seguito alla solita confusione generata, volutamente, dagli esponenti di partito locali, è doveroso intervenire per fare nuovamente chiarezza su due questioni di importanza sociale ed economica per il territorio. La prima riguarda la proposta di legge che il parlamentare Francesco Cannizzaro intende presentare, insieme ai suoi colleghi, avente ad oggetto la modifica dell’articolo 17 del Testo Unico degli Enti Locali, per ottenere il ripristino degli organi politici circoscrizionali sul Comune di Reggio Calabria. Una proposta superflua, fuori contesto storico ed economico, che riprende gli intenti antidemocratici dell’attuale Amministrazione comunale e dei vari rappresentanti di partito presenti in Consiglio”. E’ quanto scrive in una nota per il MITI Unione del Sud, il candidato sindaco Fabio Putortì. “Infatti -prosegue- per chi ancora non lo sapesse, il primo luglio dello scorso anno, fu convocato un Consiglio comunale straordinario dove tra gli argomenti all’ordine del giorno era stato posizionato in sordina, al punto 9, “l’approvazione del Regolamento per la costituzione e il funzionamento dei Comitati territoriali”. Una bozza di Regolamento, elaborata dalla commissione consiliare competente composta dai vari esponenti di maggioranza e di opposizione presenti in Consiglio, che intendeva attribuire ai Comitati territoriali la struttura partitica degli ex organi circoscrizionali, non curandosi di rendere semmai efficiente la struttura amministrativa degli uffici e dei servizi tutt’oggi in vigore. Inoltre, il comma 3 dell’articolo 17 del TUEL, non prevede l’abolizione obbligatoria delle circoscrizioni politiche nei Comuni con meno di 250 mila abitanti ma solo la discrezionalità sul loro riordino in base alla popolazione media presente sul territorio. Infatti recita : “I Comuni con popolazione tra i 100.000 e i 250.000 abitanti possono articolare il territorio per istituire le circoscrizioni di decentramento ai sensi di quanto previsto dal comma 2. La popolazione media delle circoscrizioni non può essere inferiore a 30.000 abitanti”.

“A questo punto – sottolinea– in molti si chiederanno quale sia il motivo di questa concitata nostalgia in capo ai vari esponenti di partito, tanto da proporre un Regolamento comunale prima e una proposta di legge dopo, che imponga l’obbligo (e non più la discrezionalità) di ricostituire le circoscrizioni politiche. Ebbene, l’intera collettività deve sapere che l’evoluzione normativa europea, recepita naturalmente anche nel nostro Stato, prevede l’obbligo per la pubblica amministrazione di favorire la più ampia partecipazione indiscriminata a tutti i cittadini nei procedimenti sulla gestione delle risorse pubbliche. Ecco perché, in ambito degli Enti locali, l’articolo 8 dello stesso TUEL, al comma 1, recita : “I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto”. Tale disposizione di legge si è dovuta recepire anche nel Regolamento Comunale di Reggio Calabria sugli istituti di partecipazione popolare DCC n 95 del 2016, attualmente in vigore, dove all’articolo 12 e successivi sono previsti i Comitati territoriali, aperti a tutti i cittadini, con funzioni importantissime come la partecipazione alla formazione dei documenti programmatici ed al bilancio comunale, nonché la funzione di controllo nell’azione amministrativa”.

“Tuttavia –aggiunge– questi contenuti sono rimasti sconosciuti alla quasi totalità della cittadinanza tanto che da quasi due anni or sono abbiamo avviato una campagna informativa sui quartieri per fornire tutte le informazioni sugli istituiti di partecipazioni previsti dalle vigenti normativi e dare assistenza sulla costituzione dei comitati civici di quartiere, i quali sono ben diversi dai comitati spontanei che sono sorti in alcuni quartieri o frazioni per mancanza di un’adeguata informazione istituzionale. Inoltre abbiamo elaborato una petizione popolare, da fare approvare in Consiglio comunale secondo normativa vigente, per rafforzare le funzioni dei Comitati di co-programmazione e controllo sulla gestione delle risorse pubbliche, nondimeno abbiamo chiesto il mantenimento della natura civica dei Comitati, nonché la loro libera formazione, affinché il palazzo Comunale (e non solo) diventi veramente la casa di tutti i cittadini e non rimanga la sede dei soliti amici degli amici o di chi possiede la tessera di partito. Ecco perché abbiamo chiesto la sospensione della sopraindicata bozza di Regolamento comunale, emanata guarda caso in prossimità del periodo elettorale, al pari dell’odierna proposta di legge di Cannizzaro, in quanto contrastano con i nuovi indirizzi di efficienza amministrativa, trasparenza e partecipazione diffusa. Al contempo ci sembra doveroso che, in questo momento storico, la politica debba occuparsi di rispondere alle già ben note problematiche sociali ed economiche del territorio invece di perdere tempo sulla ricerca di vecchie strategie politiche finalizzate a recuperare qualche voto in più sui disagi della gente, spacciando oltretutto una simile azione come un vantaggio per la collettività”.

“L’altra questione su cui occorre fare una chiosa finale –rimarca– visto che ci vede impegnati dal 2016 in tutte le sedi in veste del Comitato pro aeroporto dello Stretto, riguarda appunto lo sviluppo della relativa infrastruttura e del territorio circostante. Ricordiamo al Sindaco, al Presidente di Regione ed ai vari rappresentanti istituzionali, che vi è un dossier presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che abbiamo depositato e discusso, il 16 gennaio di quest’anno, con i relativi vertici di governo al fine di superare le attuali criticità gestionali ed avviare una reale fase programmatica. Pertanto invece di giocare allo scaricabarile o accaparrarsi meriti inesistenti, vista l’attuale condizione dello scalo, che comincino a pretendere con voce univoca l’applicazione dei punti del nostro dossier e magari, in attesa di una risposta dal Ministero, agire nelle sedi competenti per ottenere la pubblicazione del Piano industriale Sacal”, conclude la nota.