Orrore a Messina, la denuncia degli animalisti: “Cagnolina uccisa a fucilate”

Messina: “Cagnolina ammazzata a colpi di fucile, chi l’ha uccisa non ha avuto pietà”

“È stata uccisa senza pietà“. A denunciare l’ennesimo episodio di violenza sugli animali a Messina è Amici del Cane Onlus, che ha postato sulla sua pagina fb le crude immagini di una randagia uccisa probabilmente con un colpo d’arma da fuoco.
Un pugno nel cuore”– commentano i volontari, raccontando quanto accaduto alla povera cagnolina.
Gemma viveva fra massa S. Giovanni e Curcuraci, badata da me da 4 anni, oggi è morta, uccisa con un colpo di fucile, a bruciapelo, da qualche cacciatore maledetto, è certo e sicuro..”– si legge nel post-denuncia.
In merito all’episodio verrà sporta denuncia.
Sempre in merito alla morte della cagnolina, alla nostra redazione scrive anche Irene, che racconta:
Sono Irene, scrivo da Messina, e lo faccio per segnalare la morte di un’innocente, una cagnolina di territorio, accudita e amata da volontari di associazioni e non (come me) alla quale hanno sparato dritta al petto, che lasciata agonizzante è riuscita comunque a trascinarsi ai piedi della volontaria che giornalmente se ne prendeva cura insieme ad un brav’uomo, un contadino del posto, fino alla corsa dal veterinario che ha semplicemente dato dignità alla morte ormai segnata di un Angelo.
Perché Gemma, che io chiamavo ‘sorellina’ (questo era), ed oggi io che la conoscevo e amavo vorrei urlare di questa sua morte, preannunciata (la cagnolina era già stata vittima di cattiverie e soprusi, percosse, incendiato e fatto rotolare giù dalla montagna la cuccia fatta dai volontari, lasciata in pasto ai cani più grossi e nonostante tutto lei ha lottato per vivere) eppure… Eppure ieri gliel’hanno fatta, piccola coraggiosa, l’hanno battuta con la forza i maledetti. Per questo io oggi chiedo di gettare un faro sulla pietosa situazione randagismo del comune di Messina, senza accuse reciproche, senza infamità, ma guardando il sangue di Gemma che ieri era viva e oggi non più. Alle istituzioni che non possono ancora una volta fare orecchie da mercante, non si può più, non sulla loro pelle”.


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