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Giovane nigeriana 25enne stuprata e picchiata per ore, era arrivata in Italia per trovare un lavoro

La giovane si era rivolta ad un connazionale per farsi aiutare nella ricerca di un lavoro, il 30enne si è poi rivelato il suo aguzzino

Una storia davvero triste quella che è accaduta a Portoferraio (Livorno) dove una giovane nigeriana di 25 è stata picchiata e violentata per ore senza riuscire a difendersi, da un connazionale 30enne a cui la giovane si era rivolta, una volta arrivata in Italia, per essere aiutata nella ricerca di un lavoro. La giovane su consiglio di alcuni parenti si sarebbe rivolta al 30enne  che poi sarebbe diventato il suo aguzzino e gli avrebbe chiesto un prestito di 30 euro. Poi si e’ scatenata la violenza dell’uomo, ora agli arresti, in una stanza occupata abusivamente in un palazzo in zona portuale. La giovane e’ stata portata in ospedale per le cure: per il suo caso e’ stato attivato il Codice Rosso. Ma questo non e’ l’unico caso di violenza che si e’ consumato in Italia nelle ultime 24 ore. E’ una storia maltrattamenti quella che arriva da Oristano, dove un uomo di 48 anni, gia’ noto alle forze dell’ordine e’ stato arrestato per violenza sessuale nei confronti della moglie e maltrattamenti in famiglia. Da piu’ di dieci anni la moglie e le figlie dell’uomo venivano sistematicamente picchiate con schiaffi, calci, pugni e strette al collo. La moglie inoltre veniva spesso avvilita e denigrata con sputi, minacce di morte o di altre gravi ripercussioni familiari. In piu’ occasioni, con condotte violente, minacce e intimidazioni aveva costretto la donna a subire atti sessuali che lei non poteva rifiutare anche per tutelare l’incolumita’ delle figlie. Sempre una storia di violenza sessuale si e’ consumata a Parma, dove un medico posturologo, che gli investigatori hanno poi scoperto non essere tale, ha abusato di una paziente di 20 anni. La giovane si era recata da lui per curare un colpo di frusta cervicale risultato di un incidente stradale. Dopo un primo controllo nel suo studio di Reggio Emilia, l’uomo aveva fissato un secondo appuntamento a Parma nel suo secondo ambulatorio. Qui, durante due visite a inizio marzo, il sedicente posturologo l’avrebbe molestata. La ragazza, dopo un primo momento di silenzio, ha confidato alla madre e al proprio fidanzato cosa era successo e ha sporto denuncia. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Parma in collaborazione con quella di Reggio Emilia, hanno permesso di eseguire prelievi che sono risultati compatibili con il Dna dell’uomo. A suffragare la tesi della Procura anche una telefonata registrata dalla madre della ragazza la sera dell’ultima visita: nella conversazione tra il genitore e il falso medico quest’ultimo, alle accuse della donna, avrebbe risposto con imbarazzo.