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Messina, la Casa del Portuale in consegna al Comune: qualcosa si muove

casa del portuale messina

Cambiamo Messina dal Basso: “Adesso aspettiamo che qualcuno da Palazzo Zanca batta un colpo”

“Nella giornata di ieri la Regione ha comunicato che il Vice-presidente Armao ha chiesto al dipartimento competente di provvedere alla consegna del plesso al Comune di Messina, per la custodia e la messa a disposizione per le bonifiche necessarie“- lo annuncia il movimento Cambiamo Messina dal Basso, che da tempo chiede la restituzione della Casa del Portuale alla città di Messina. Il bene è di proprietà della Regione e lo scorso 4 aprile il movimento aveva scritto alla Regione denunciando lo stato di abbandono della struttura e l’immobilismo della Regione stessa e del Comune nel non dar seguito al Protocollo d’intesa del 2017. Lo scorso 23 maggio inoltre l’ennesimo incendio ha danneggiato i locali della struttura.
Avevamo scritto, ci piace ricordarlo, insieme alle 37 realtà culturali firmatarie dell’appello “Liberiamo cultura”, che nel frattempo sono diventate 80 perché tanti e tante esponenti del mondo culturale hanno firmato l’appello nelle settimane successive.  Questa l’azione del nostro assessore collettivo di strada Antonello: che mette insieme energie, intelligenze e sensibilità non per fare vane richieste ma per innescare processi anche dall’esterno del palazzo”- racconta Cambiamo dal Basso.

In merito alla comunicazione della Regione il movimento commenta: “È il primo segnale sul tema che arriva da Palermo dalla firma del protocollo ad oggi, nonostante i vari solleciti nostri e della precedente Amministrazione comunale. Lo accogliamo con soddisfazione ma non smettiamo di vigilare affinché il dipartimento regionale competente provveda ad eseguire questo indirizzo e, soprattutto, affinché il Comune di Messina faccia la sua parte, solleciti la Regione e prenda infine in consegna il bene. Aspettiamo che finalmente qualcuno/a a Palazzo Zanca – sindaco, assessori, consiglio comunale, commissione cultura – batta un colpo ed eserciti  appieno i propri poteri esecutivi, di indirizzo o di controllo. Magari proprio chi sui temi della partecipazione dei cittadini e della cultura in questi mesi ha detto tanto, ma fatto poco. Noi continueremo a fare la nostra parte, insieme a tutte le realtà culturali che con noi stanno portando avanti questa battaglia”.