I Ciclopi e i Lestrigoni, la Sicilia al centro mitologia greca: il Mito dei Giganti spiegato dagli studiosi

A Catania un ciclo inedito di studi sui Giganti della mitologia in Sicilia: focus sui Ciclopi e i Lestrigoni nell’area del Mediterraneo

Un ciclo di studi inedito, di grande utilità per la classificazione dei siti e la conoscenza dei personaggi del mito. Catania è stata scelta come sede ideale per il Convegno di Studi che tratterà il Mito e la storia anche perché “in questi luoghi esistono delle testimonianze vive”. Il Convegno di Studi sui Ciclopi e i Lestrigoni nell’ambito dell’area del Mediterraneo sarà presentato l’1 marzo 2019 al Palazzo della Cultura.

Il Convegno si svolge sotto l’egida dell’assessorato dei beni culturali e dell’identità siciliana e dell’assessorato regionale dell’istruzione e della formazione, dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e della Fondazione Unesco Sicilia.

Prenderanno parte ai lavori il sindaco di Catania Salvatore Pogliese, l’assessore all’istruzione regionale e alla formazione, il prof. Roberto Lagalla, il delegato della Fondazione Unesco Sicilia, il dott. Francesco Montemagno e l’assessore alla cultura di Catania Barbara Mirabella. 

Il Convegno sul mito dei giganti riguarda un tema che da sempre ha affascinato l’immaginario collettivo. Durante  i lavori verranno approfonditi i risultati degli studi compiuti da Giovanni Taormina, coordinatore del GruppoArte16, che ha avanzato nuove e straordinarie ipotesi avallate da illustri studiosi e cattedratici come Pietro Di Giovanni, Cattedra della filosofia dell’Università degli Studi di Palermo, Salvatore Cannizzaro, Cattedra di Geografia Culturale dell’Università degli Studi di Catania, Francesco Maria Galassi, paleopatolo della University of Adelaide e di Franco Fazzio, esperto d’arte. Le relazioni dei partecipanti saranno moderate da Elena Varotto, Antropologa forense e bioarcheologa dell’Università di Catania.

Giovanni Taormina. “…la Sicilia al centro del mito greco. I giganti  Ciclopi, il loro capo Polifemo e i Lestrigoni della narrativa omerica dell’Odissea sono posti allo specchio del mito pelasgico e dei linguaggi e i costumi dell’epoca micenea. Il mito delle gigantomachie, della nascita di Atena insieme ai miti dei Ciclopi hanno trovato ispirazione tutte dallo stesso simulacro è la trasposizione della realtà che ne ha amplificato lo spazio del racconto nell’Odissea, un modello che duemila anni dopo ritroviamo ancora nella “Divina Commedia”.

Salvatore Cannizzaro. “…da sempre tutti i popoli hanno mitizzato eventi naturali inspiegabili che, ricondotti a fenomeni sovrannaturali, sono stati trasformati in divinità a cui chiedere protezione in circostanze in cui la propria vita veniva messa a rischio. Il proliferare dei miti e la collocazione in particolari luoghi finiranno col costituire una vera e propria geografia del mito. 

L’Etna, fin dalla notte dei tempi, per le sue continue eruzioni e i forti tremori, ha rappresentato il luogo dei miti per eccellenza: da Polifemo ad Aci e Galatea, da Efesto a Mascali e Rosemarine”.

Francesco Maria Galassi, con il contributo di Elena Varotto. “Un confronto tra l’interpretazione genetica, la spiegazione paleontologica e infine la lettura attraverso l’endocrinologia. Questa dissertazione dimostra come le prime due teorie siano prive di fondamento, mentre la terza, quella paleo-endocrinologica, possa fornire importanti elementi interpretativi del mito dei giganti, pur essendo necessario inquadrare gli aspetti prettamente biologici con quelli storico-archeologici e letterari per conseguire una comprensione olistica del mito”.

Franco Fazzio. “…l’iconografia vascolare è quello strumento con cui il mito ha inciso in maniera profonda e sistematica nella mente del collettivo che, affiancando la descrizione del racconto, ha facilitato la comunicazione degli eventi personificati, quindi di fatto, dando vita a una interpretazione che ancora oggi affascina e incuriosisce dopo secoli”.

Piero Di Giovanni concluderà la giornata di studi parlando dell’orrido ed il mostruoso nella mitologia greca. “La presenza dei Lestrigoni e dei Ciclopi nell’Odissea di Omero suggerisce di ripensare al valore simbolico di certe figure, la cui connotazione implica un carattere culturale di ampio respiro. A tal proposito la memoria storica suggerisce di ripensare al mito del Chirone, mediante ilquale lo stesso Machiavelli ne Il Principe contrappone e coniuga la forza all’intelligenza umana. Nel caso dell’Odissea, Polifemo e Ulisse rappresentano la dicotomia tra forza bruta e intelligenza critica”.