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Cartone al posto del gesso a Reggio Calabria, Bossio: “il nostro non è un Ospedale del terzo mondo. Il paziente si è presentato già così”

Enza Bruno Bossio (PD) sulla vicenda del cartone al posto del gesso all’ ospedale di RC: “non abbiamo un ospedale del terzo mondo”

Sappiamo che una delle prima vittima del “populismo” è stato Gesù e che il giudizio emotivo emette spesso e volentieri sentenze esecutive e inappellabili. Chi oggi ha aperto i giornali da Bolzano a Pozzallo ha visto foto e letto la notiza delle fratture contenute con cartone presso l’ospedale di Reggio Calabria che inevitabilmente hanno indignato l’opinione pubblica.” Così interviene la deputata del pd Enza Bruno Bossio commentando “ Tantissimi miei colleghi mi hanno mandato messaggi chiedendomi cosa stesse accadendo. Da parlamentare calabrese ho chiesto chiarimenti circa gli accadimenti. Ebbene, dalle ricostruzioni effettuate dalla direzione generale dell’ospedale, si evince in maniera chiara come il caso sia in realtà di diversa entità. Un paziente si è presentato al Pronto soccorso con un trauma ad un arto e questi era stato immobilizzato con il cartone, sul luogo dell’incidente e non in ospedale. Qui, per evitare un peggioramento delle sue condizioni, il cartone è stato levato immediatamente dopo la radiografia e prima del ricovero.Non siamo, dunque, di fronte a un ospedale da terzo mondo e la ricostruzione fatta pubblicamente ci restituisce una verità ben diversa da quella emersa fino ad ora.” Conclude la deputata dem nella nota” Non pretendo di “smontare” la comunicazione emotiva, ma ho provato a mettermi nei panni dei medici e del personale sanitario che ha prestato servizio in questi casi. Comprendo l’amarezza e quanto sia difficile fare il proprio lavoro in queste condizioni. A chi legge non voglio far cambiare idea sull’accaduto e nemmeno criticare la legittima indignazione semplicemente far sorgere un dubbio, quel dubbio che possa portare a riflettere prima di condannare. Magari quello stesso dubbio avrebbe aiutato anche chi ha contributo a condannare Gesù.”