Brancaleone (Rc): al Centro Tartarughe vietato l’ingresso a razzisti, omofobi e fascisti ma scoppia la polemica

Al Centro Tartarughe di Naturalmente Brancaleone vietato l’ingresso a razzisti, omofobi e fascisti

calabria-coppia-gay-omofobiaSono passati pochi giorni da quando un B&B di Capo Vaticano è balzato agli onori della cronaca per aver affisso un cartello in cui vietata l’ingresso ai gay. La polemica ha interessato la politica nazionale, le associazioni e tanti cittadini italiani che hanno attaccato duramente il B&B. Da qualche giorno, il Centro Tartarughe di Naturalmente Brancaleone ha deciso di schierarsi duramente contro ogni forma di discriminazione vietando l’ingresso a razzisti, omofobi e fascisti. In un lungo post pubblicato sulla pagina Facebook asserisce infatti che “Ci sentiamo in dovere di esprimere un chiarimento riguardante il post da noi pubblicato nella giornata di ieri sulla nostra pagina. Il post riportava la foto di un cartello con la dicitura “In questa struttura è vietato l’ingresso a Razzisti, Omofobi e Fascisti”. L’idea è nata in parte ironicamente sulla scia dello spiacevole episodio del B&b di Capo Vaticano, ma anche voluta in seguito a “particolari” discorsi e atteggiamenti di alcuni visitatori in sala vasche e di pesanti minacce verbali subite da dichiarati fascisti, all’interno del nostro ospedale delle tartarughe. Il post, in maniera alquanto scherzosa, con emoticon ridenti, voleva semplicemente ricordare a tutti che l’apologia al fascismo è un vero e proprio REATO. Pensavamo che, siccome ormai lo sanno anche i bambini, fosse una cosa ovvia. Invece siamo rimasti sorpresi, non aspettandoci una tale reazione negativa, soprattutto sui social ma non solo, visto che subito dopo il post abbiamo, ancora e ripetutamente, subito minacce molto serie da alcune persone, persino da gente che ha telefonato al Comune intimando di denunciarci (ma denunciare per cosa, visto che il fascismo è reato?). Per cui, per salvaguardare l’incolumità del personale che lavora al Centro, gli stagisti e i volontari, siamo stati costretti a cancellare il contenuto, spiegandone poi le motivazioni. Grazie a questo episodio però, abbiamo capito la vera natura delle persone, e vogliamo ricordare che noi siamo contro ogni forma di violenza, di incitazione all’odio, di intolleranza, di discriminazione razziale e sessuale, e di apologie varie. Ci scusiamo se abbiamo urtato la sensibilità di qualcuno, ma da oggi, all’interno del Centro di Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone sono state installate telecamere con microfono, e chiunque farà apologia a vari movimenti di destra estrema sarà denunciato“.

E se il Centro decide di prendere una netta posizione, c’è chi qualche dubbio continua ad averlo e ritiene lo schieramento del Centro solo una falsa e pretestuosa trovata pubblicitaria. “Nel 2017 abbiamo scoperto che anche le tartarughe a Brancaleone sono politicamente corrette, gay friendly e multirazziali. La geniale intuizione la si deve al Centro Tartarughe gestito dall’associazione Naturalmente Brancaleone, che dopo anni di studi nella salvaguardia dello storico e bellissimo animale marino, è riuscito la dove intere generazioni di brillanti scienziati si sono dovute arrendere, e cioè carpirne la coscienza ed addirittura riuscire ad interpretare le tendenze politiche del rettile. Ironia a parte, ma come non farne, da qualche giorno campeggia sul portone d’ingresso un cartello che vieta l’accesso ai locali a razzisti, omofobi e fascisti”. A dichiararlo è il presidente provinciale di Alleanza Calabrese Mimmo Toscano. “L’associazione in oggetto si dichiara aperta, liberale, democratica e contro ogni discriminazione, cosa che cozza e non poco con quanto scritto nel cartello, qualcuno dovrebbe spiegare cosa significa tolleranza. Tuttavia le stranezze non si fermano qua, perché da quest’estate per entrare a visitare il Centro bisogna obbligatoriamente lasciare un’offerta monetaria libera ma obbligatoria, pena il non ingresso. Attenzione non si tratta dell’acquisto di un biglietto d’ingresso, come in un qualsiasi museo etc., ma di una donazione “obbligatoria” all’associazione che gestisce il Centro; crediamo che la differenza non sia di poco conto. Continuando entriamo nel variegato, complesso e fumoso mondo del volontariato ambientalista, dove la parola volontariato afferisce solo a chi fa donazioni e dedica il proprio tempo senza alcun rimborso alle attività di volontariato appunto, ma la realtà non è questa. Infatti queste associazioni godono di contributi da parte degli enti statali e sono inserite in progetti europei ben finanziati, nel caso specifico anche i locali (parte della Stazione FS) sono ceduti in uso gratuito. Il volontariato in questo caso diventa “retribuito” o comunque prestazione di lavoro con compenso, ad esempio le cure per gli interventi di chirurgia veterinaria e relativi esami diagnostici per il costo di diverse migliaia di euro a singolo intervento, vengono regolarmente pagati a professionisti del settore, senza passare magari da gare di appalto per le prestazioni considerando che si gestiscono anche soldi di provenienza pubblica. Questo giusto per far capire che il sistema non è rose e fiori come si vuol far sembrare ma che piccola o grande che sia una torta economica da spartire esiste, quindi sarebbe consigliato un basso profilo e molta ma molta umiltà. Tuttavia la cosa che fa ribrezzo è il senso di una trovata del genere. Quale necessità c’era per un’uscita di tale portata? Sicuramente una trovata pubblicitaria, un modo banale ed infantile, di creare clamore sui social. Una trovata che porti ribalta facile e gratuita senza faticare; e si perché a Brancaleone e sulla costa jonica i problemi sono i visitatori del Centro Tartarughe e le loro idee politiche. Non sono, invece, le cattive amministrazioni comunali che lasciano all’abbandono il territorio, o il malfunzionamento del sistema Regione che trascura l’ambiente senza una politica seria di depurazione e di protezione civile. Il problema non è la moria delle attività economiche e l’inesorabile spopolamento dei nostri paesi, dove ormai vediamo quasi esclusivamente cittadini comunitari ed extracomunitari, che lavorando e portando i soldi guadagnati nei loro paesi d’origine sottraggono reddito al territorio che si impoverisce ancora di più, checche ne dica il presidente dell’INPS. Tutto ciò ha contribuito a mettere in moto una spirale esponenziale che nel giro di qualche anno porterà alla desertificazione della nostra terra. Reputiamo che un’Associazione Ambientalista dovrebbe concentrarsi sulle problematiche del territorio e non sugli spot di tendenza, a meno che non sia invece un’attività privata come tante altre, ed allora che si mantenga come tutti sul mercato con le proprie forze” conclude.