Reggio Calabria, lettera del Segretario Aziendale ANAAO-ASSOMED AO al direttore generale AO B.M.M.

reggio-calabria-ospedale-morelliDi seguito la lettera del Segretario Aziendale ANAAO-ASSOMEDAO, Gianluigi Scaffidi al direttore generale AO BMM di Reggio Calabria e per conoscenza al collegio sindacale, al presidente oiv, ai componenti il consiglio dei sanitari, al dirigente generale dipartimento tutela della salute, al presidente Oliverio, al ministro Lorenzin:

 Oggetto: Art. 3 comma 12 D.Lgs. 502/92 e smi. – Consiglio dei sanitari.

Il disposto legislativo in oggetto emarginato recita testualmente:

Il consiglio dei sanitari è organismo elettivo dell’unità sanitaria locale con funzioni di consulenza tecnico-sanitaria ed è presieduto dal direttore sanitario. Fanno parte del consiglio medici in maggioranza ed altri operatori sanitari laureati – con presenza maggioritaria della componente ospedaliera medica se nell’unità sanitaria locale è presente un presidio ospedaliero – nonché una rappresentanza del personale infermieristico e del personale tecnico sanitario. Nella componente medica è assicurata la presenza del medico veterinario. Il consiglio dei sanitari fornisce parere obbligatorio al direttore generale per le attività tecnico-sanitarie, anche sotto il profilo organizzativo, e per gli investimenti ad esse attinenti. Il consiglio dei sanitari si esprime altresì sulle attività di assistenza sanitaria. Tale parere è da intendersi favorevole ove non formulato entro il termine fissato dalla legge regionale. La regione provvede a definire il numero dei componenti nonché a disciplinare le modalità di elezione e la composizione ed il funzionamento del consiglio”.

Risulta che la SV, né da commissario straordinario né da direttore generale (periodo complessivo di quasi due anni), abbia mai inviato alcun atto deliberativo al preventivo esame del Consiglio dei Sanitari che è stato, pertanto, illegittimamente esautorato ed espropriato dalla propria funzione istituzionale. Non so cosa la SV intenda per “parere obbligatorio” ma in italiano, lingua ufficiale delle direzioni generali di ogni azienda, questa locuzione ha un chiarissimo, unico ed incontrovertibile significato.

Pertanto con la presente le chiedo:

1)      di comunicare alla scrivente Associazione i motivi dell’abuso fino ad oggi commesso che l’ha portata a svolgere il ruolo di direttore generale in modo monocratico ed arrogante ed, ovviamente, contra legem come sopra dimostrato.

2)      Nel caso, invece, si sia trattato di ignoranza delle norme (capita anche ai più bravi, categoria nella quale lei si è autoreferenzialmente iscritto da tempo) basterà dichiararlo e cominciare ad adempiere alla norma da subito, fermo restando l’abuso commesso e perpetrato per anni.

Il Segretario Aziendale ANAAO-ASSOMED AO di Reggio Calabria

f.to  Dr. Gianluigi Scaffidi

P.S.: non invio la presente nota ai suoi padri putativi, commissari Scura ed Urbani, in quanto non intendo sprecare nemmeno un clic. Essi, infatti, sono gli stessi che, complice il suo servile silenzio e la sua totale accondiscendenza, hanno tentato di imporre a primario della cardiochirurgia dell’AO di Reggio un raccomandato del rettore dell’UMG attraverso una prassi inesistente nelle vigenti normative in tema di selezione del personale e cioè attraverso la nomina diretta come faceva re Artù, scomparso da un po’ di tempo assieme a quei metodi. Lei, caro direttore, si è “arreso” a rispettare la legge (pubblicazione di un bando pubblico) solo dopo una denuncia all’A.G. e, per di più, ha anche tentato di manipolare la normativa sui punteggi che ha corretto solo dopo un altro esposto all’A.G. Questi suoi giochetti, in combutta con i suoi padri putativi, hanno ritardato di circa un anno l’apertura della cardiochirurgia. Per converso, i suoi padri putativi non hanno mai rilevato le sue illegittimità, prima fra tutte il contratto di durata triennale stipulato con il direttore amministrativo aziendale. Di tutto ciò, però, sono certo si avrà un riscontro da parte della Magistratura. Nel frattempo lascio il Dirigente generale al suo solito silenzio “d’ufficio” ed il Presidente Oliverio a riflettere sui comportamenti del personaggio da lui scelto per dirigere l’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria.