Premio Tropea: l’intervista a Michele Accorinti, presidente dell’Accademia degli Affaticati

ImmagineEntra nel vivo la X edizione del “Premio letterario nazionale Tropea”, nato per scelta dei membri dell’Accademia degli Affaticati, presieduta da due anni dall’avvocato Michele Accorinti, il quale, fermamente convinto della bontà e dell’importanza di tale evento culturale, con la massima dedizione ne cura l’organizzazione e lo svolgimento e con magistrale professionalità ne coordina gli incontri pubblici. Anche quest’anno siamo vicini agli step finali e in tanta parte della popolazione che segue con attenzione tale manifestazione si avverte una certa ansia di conoscere gli ospiti delle serate conclusive del 3 e 4 settembre, che si svolgeranno nel Largo Galluppi, cuore del centro storico di Tropea ed espressione, attraverso il nome che ricorda una delle menti illustri a cui la nostra città può vantarsi di aver dato i natali, della grande tradizione culturale del luogo. Al presidente degli Affaticati poniamo alcune domande per soddisfare qualche nostra curiosità.

Per il secondo anno presiede l’Accademia degli Affaticati, cui si deve l’istituzione del “Premio Tropea”, ed è a capo della macchina organizzativa di tale manifestazione. Sente forte la responsabilità di tali incarichi?

I due incarichi sono certamente impegnativi ma presiedere un’associazione culturale così importante, unitamente all’organizzazione di un premio culturale così prestigioso quale il Premio Tropea, ripaga di tutto il grande lavoro, dei sacrifici e degli impegni che un evento così importante comporta. 

Quali sono le Sue impressioni sull’andamento dei lavori di questa X edizione? Può dirsi al momento soddisfatto?

Siamo in dirittura d’arrivo, stiamo soltanto curando gli ultimi dettagli ma il più è fatto.

Crede che si sia riusciti a portare il “Premio Tropea” a un buon livello di qualità come organizzazione, ma soprattutto come offerta culturale?

Il Premio Tropea nasce proprio da una scommessa fatta da tutti i soci fondatori dell’Accademia degli Affaticati: offrire alla comunità di Tropea ed a tutti i calabresi un’occasione importante per sollecitare un approccio più frequente con la lettura. Credo, dopo ormai dieci anni dalla nascita del nostro Premio, di poter affermare che la scommessa sia vinta, vista l’eco ed il rilievo che tale manifestazione ha acquisito nel corso degli anni ormai a livello nazionale.

Pensa che l’obiettivo immediato di coinvolgere il maggior numero possibile di persone come protagonisti e come fruitori di tale manifestazione sia stato raggiunto?

Come ho già detto, abbiamo già raggiunto buoni risultati ma non bisogna adagiarsi sugli allori; occorre continuare ad impegnarsi per ampliare sempre più il bacino di lettori nella nostra regione che è una, lo ricordo, in cui si legge meno, obiettivo che, peraltro, è il fine istituzionale della nostra associazione culturale.

A voler fare un bilancio consuntivo, dopo dieci anni, si può affermare che il “Premio Tropea” abbia avuto quella ricaduta culturale nel tessuto sociale della nostra cittadina e del territorio circostante, che rappresenta uno degli obiettivi a lungo termine dell’Accademia, o ancora c’è da lavorare per perseguire una tale finalità?

Il bilancio, dopo dieci anni, credo sia positivo ma, nel contempo, c’è ancora tanto da fare. In ogni caso mi piace sottolineare come, l’aver raggiunto un importante traguardo qual è quello del decennale vuol dire aver intrapreso la strada giusta e questo è motivo di grande soddisfazione ed orgoglio da parte mia e di tutti gli “Affaticati”.

Ritiene necessario qualche cambiamento nell’organizzare le prossime edizioni?

Ogni edizione ci dà sempre nuovi spunti per migliorare sempre più. E poi, per un perfezionista patologico come il sottoscritto, non ci si può e non ci si deve accontentare mai.

Da cosa è stato determinato il coinvolgimento di tanti giovani nell’organizzazione dell’evento?

Dal loro entusiasmo, dalla loro grandi capacità e, se mi consente, dalla loro mentalità 2.0 .

Come legge la scelta dell’Amministrazione comunale di istituzionalizzare il “Premio Tropea”?

Ogni iniziativa che contribuisce a valorizzare e promuovere iniziative culturali è da valutare in termini senz’altro positivi.

Secondo Lei, il “Premio Tropea” ha possibilità di ulteriore crescita negli anni a venire?

Certamente sì: anche se gli standard raggiunti sono già di un certo livello, ci sono sempre margini per migliorare ed offrire un prodotto culturale sempre più al passo coi tempi.

Per concludere, è convinto che promuovere eventi culturali come il nostro sia una scelta vincente per la crescita interiore di ogni uomo e per quella sociale delle comunità?

Ha già risposto lei…

Francesco Saverio Rombolà