Caridi (FI): “presentato un disegno di legge per destinare immobili dismessi a start-up e PMI costituite da giovani o donne”

antonio-caridi“Ho presentato, al Senato, un disegno di legge contenente norme per la concessione a titolo gratuito di immobili produttivi facenti parte di investimenti revocati, ai sensi della legge 19 dicembre 1992 n. 488, a favore di imprese giovanili e innovative”. Lo afferma in una nota il Senatore Antonio Stefano Caridi, Forza Italia, Grandi Autonomie e Libertà.

“La mia proposta è la traduzione in termini legislativi, di un emendamento alla legge di stabilità 2016 che ho presentato e che è stato immotivatamente respinto. L’obiettivo del disegno di legge presentato è introdurre una misura finalizzata ad agevolare la crescita imprenditoriale nella aree deboli del Paese, attraverso il proficuo recupero di immobili aziendali realizzati grazie a progetti di investimento agevolati dai contributi della legge 19 dicembre 1992 n. 488 e successivamente revocati”.

“Com’è noto, la legge 488/92 ha rappresentato, nel periodo di attuazione compreso tra l’anno 1996 ed il 2006, il principale strumento di agevolazione a favore delle imprese nelle aree depresse del Paese. Tuttavia, a fronte delle cospicue erogazioni indicate, non si è registrato un correlato successo di progetti imprenditoriali. Così, una quota rilevante di risorse pubbliche, utilizzate per dare vita a nuovi progetti imprenditoriali, rischia di perdersi per sempre. A questo si aggiunge il fatto che un cospicuo patrimonio aziendale, costituito da capannoni e uffici realizzati grazie a benefici pubblici, giace oggi inutilizzato nelle aree più in difficoltà del Paese; mentre nuove iniziative imprenditoriali stentano a decollare a causa dell’alto costo e degli elevati oneri concessori degli immobili”.

“La mia proposta mira dunque a correggere tali storture, mettendo a disposizione gli immobili, realizzati grazie ai contributi della legge 488/92 ed oggi inutilizzati a causa di revoche o rinunce, alle imprese costituite in prevalenza da giovani o donne, alle start up ed alle piccole e medie imprese innovative, perché possano realizzare più velocemente le proprie iniziative d’impresa. Il mio operato volge lo sguardo ancora una volta alle imprese e ai giovani, fasce deboli che necessitano un’opera di tutela protratta nel tempo così da garantire sviluppo e sopravvivenza. Molte volte il governo si è allontanato dalle imprese e dai giovani, considerando verosimilmente e ci tengo a sottolinearlo, il mio emendamento alla legge di stabilità 2016 poco consono alla risoluzione delle problematiche riguardanti il processo innovativo delle imprese”.

“Oggi reputo, invece, uno step fondamentale per le imprese poter contare su immobili produttivi facenti parte di investimenti revocati; emblematico a tal proposito il contesto di Gioia Tauro, contornato dalla realizzazione di strutture e capannoni, messi in piedi usufruendo delle sovvenzioni statali e caduti nel dimenticatoio, abbandonati allo sgretolamento con la possibilità di rinascere grazie all’investimento dell’impresa guidata dai giovani”.