Elezioni Amministrative 2016, tutti i risultati: 20 Comuni su 25 al Ballottaggio, i numeri e l’analisi del voto

Elezioni Amministrative 2016, ecco i risultati: 20 Comuni su 25 al Ballottaggio, cala il Pd che però annulla la Sinistra. Il Movimento 5 Stelle conquista 3 ballottaggi a Roma, Torino e Carbonia. Il Centro/Destra c’è ma paga le divisioni

LaPresse / Roberto Monaldo

LaPresse / Roberto Monaldo

Erano le uniche elezioni “certe”, chiare. Vicine alla gente. E il Sindaco era la figura più legata ai cittadini, su cui c’era più stima e affetto. Evidentemente, però, adesso non è più così: mai nella storia della Repubblica Italiana s’era verificato un così elevato numero di ballottaggi per l’elezione dei primi cittadini. E mai il risultato era stato così diviso e frastagliato tra le varie forze politiche. Altro che “bipolarismo“, sembra quasi un ritorno ai tempi della Prima Repubblica. Su 25 comuni capoluogo di provincia, addirittura in 20 si dovrà tornare al voto tra due settimane per il ballottaggio. Fino ad oggi, di questi 25 Comuni soltanto 4 erano governati dal Centro/Destra e ben 21 dal Centro/Sinistra. Adesso il quadro è molto più complesso.

Solo in 5 dei 25 Comuni Capoluogo di Provincia la partita s’è già decisa con una vittoria al primo turno, e il risultato è di 3 Comuni al Centro/Sinistra e 2 al Centro/Destra:

  1. Cagliari, vince Massimo Zedda del Pd con il 51% [affluenza 60%] 
  2. Salerno, vince Vincenzo Napoli (liste civiche collegate al centro/sinistra) con il 70% [affluenza 68%]
  3. Rimini, vince Andrea Gnassi del Pd con il 57% [affluenza 57%]
  4. Cosenza, vince Mario Occhiuto (liste civiche collegate al centro/destra) con il 60% [affluenza 72%]
  5. Villacidro, vince Marta Cabriolu (lista civiche collegate al centro/destra) con il 41% [affluenza 64%]

Negli altri 20 Comuni, tra cui tutti i più importanti, si andrà al Ballottaggio. Al Centro/Destra basterebbe vincerne altri due per pareggiare il dato precedente. Probabilmente andrà oltre. Molto difficile, anzi quasi impossibile, che il Centro/Sinistra riesca a vincere in 18, per mantenere lo stesso numero di Amministrazioni precedenti.

La “New Entry” è il Movimento 5 Stelle, che va al ballottaggio a Roma, a Torino e a Carbonia. Poco in termini numerici, tanto in termini d’importanza perchè a Roma la Raggi è super-favorita per diventare Sindaco, e a Torino la Appendino può fare uno scherzetto non indifferente al Pd di Fassino. Si tratta della Capitale, la città più importante d’Italia dal punto di vista politico, e della 4ª città per popolazione, la più importante dal punto di vista industriale.

Negativo il risultato del Pd, che rimane fuori dal ballottaggio a Napoli, Latina e Isernia. Per mantenere i 21 Comuni che governava prima di queste elezioni, il Pd dovrebbe vincere tutti i 18 ballottaggi ma in molte città parte sfavorito. Rischia di perdere tutte le città più importanti, da Roma a Milano, da Torino a Trieste, da Grosseto a Novara fino a Varese, Pordenone e Savona. Dovrebbe farcela, invece, a Bologna, Ravenna e Caserta, ma attenzione perchè al ballottaggio nulla è scontato.

Il Centro/Destra paga le divisioni: a Isernia addirittura vanno al ballottaggio il candidato di Forza Italia con quello di Fratelli d’Italia, a Savona sarà il candidato della Lega ad affrontare il Pd, a Latina e Novara va al ballottaggio (con un discreto vantaggio dai dati del primo turno) il candidato di Fratelli d’Italia e Lega Nord, invece a Roma restano fuori sia la Meloni che Marchini che insieme avrebbero superato il 30% assicurandosi un ballottaggio e relegando al terzo posto il Pd. Ma dove il Centro/Destra è unito, riesce ancora ad essere competitivo: si giocherà il ballottaggio a Milano, Napoli, Bologna, Trieste (qui in netto vantaggio rispetto al candidato Pd), Varese, Grosseto, Ravenna, Olbia, Pordenone e Caserta. Certamente il dato politico che emerge dal voto è l’ulteriore ridimensionamento di Forza Italia, che da Roma alle altre città, esce con le ossa rotte rispetto alla Lega Nord di Salvini e a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che adesso più di prima reclameranno la leadership della coalizione.

Infine, bisogna registrare il clamoroso flop della sinistra anti renziana. Tutti i candidati più a sinistra del Pd hanno deluso le aspettative. A Roma Fassina s’è fermato al 4,4%, a Milano Rizzo al 3,5%, a Torino Airaudo al 3,7%, a Bologna Lorenzoni all’1,2%, a Grosseto Ceciarini al 2,6% e Barzanti all’1,2%, a Napoli Amura addirittura allo 0,2%, a Ravenna Visintin al 2,1%, a Savona Barisone all’1,2%, a Varese Pandolfo all’1,8%. Insomma, numeri insignificanti. Dopo il flop delle Europee 2014, quando la lista di sinistra (L’altra Europa con Tsipras) s’era fermata al 4%, e le ultime Regionali tra 2014 e 2015 quando tutti i candidati della Sinistra avevano fatto flop, è l’ennesima conferma di come la tenenza verso il centro della sinistra sia legato sostanzialmente alla volontà popolare.

Ecco l’elenco dei Comuni al Ballottaggio e le relative percentuali:

  1. Roma – Raggi (M5S) 35% – Giachetti (Pd) 25% [affluenza 57%]
  2. Milano – Sala (Pd) 42% – Parisi (CD) 41% [affluenza 55%]
  3. Napoli – De Magistris (civiche) 43% – Lettieri (CD) 24% [affluenza 54%]
  4. Torino – Fassino (Pd) 42% – Appendino (M5S) 31% [affluenza 57%]
  5. Bologna – Merola (Pd) 39% – Borgonzoni (CD) 22% [affluenza 60%]
  6. Trieste – Dipiazza (CD) 41% – Consolini (Pd) 29% [affluenza 53%]
  7. Novara – Canelli (Lega-FdI) 33% – Ballarè (Pd) 28% [affluenza 60%]
  8. Varese – Orrigoni (CD) 47% – Galimberti (Pd) 42% [affluenza 56%]
  9. Latina – Calandrini (Lega-FdI) 23% – Coletta (civiche) 22% [affluenza 70%]
  10. Grosseto – Vivarelli Colonna (CD) 40% – Mascagni (Pd) 35% [affluenza 67%]
  11. Ravenna – De Pascale (Pd) 46% – Alberghini (CD) 28% [affluenza 61%]
  12. Benevento – Mastella (Centro) 33% – Del Vecchio (Pd) 33% [affluenza 78%]
  13. Olbia – Careddu (Pd) 34% – Nizzi (CD) – 28% [affluenza 66%]
  14. Pordenone – Ciriani (CD) 45% – Giust (Pd) 34% [affluenza 62%]
  15. Brindisi – Marino (Pd) 32% – Carluccio (civiche) 24% [affluenza 68%]
  16. Carbonia – Casti (Pd) 36% – Massidda (M5S) 22% [affluenza 62%]
  17. Caserta – Marino (Pd) 45% – Ventre (CD) 20% [affluenza 71%]
  18. Savona – Battaglia (Pd) 32% – Caprioglio (Lega) 27% [affluenza 62%]
  19. Crotone – Barbieri (Pd) 30% – Pugliese (Civiche) 27% [affluenza 71%]
  20. Isernia – D’Apollonio (FdI) 24% – Melogli (CD) – 19% [affluenza 69%]

Si tratta di:

  • 9 sfide Pd-Centro/Destra
  • 3 sfide Pd-M5S
  • 2 sfide Pd-Liste Civiche
  • 1 sfida Pd-Lega Nord
  • 1 sfida Pd-Centro
  • 1 sfida Centro/Destra-Liste Civiche
  • 1 sfida Centro/Destra-FdI
  • 1 sfida Liste Civiche-FdI e Lega

In sostanza, non ha vinto nessuno o meglio ogni commento politico è rimandato ai risultati del ballottaggio. Se il Pd dovesse riuscire a vincere a Milano, Torino e Roma, dov’è al ballottaggio, potrebbe considerare un successo queste elezioni nonostante la sconfitta di Napoli e quelle, inattese, che si profilano a Trieste, Grosseto e Novara. Il Movimento 5 Stelle ha l’occasione di vincere a Roma, Torino e Carbonia: sarebbe l’affermazione in altri tre comuni importanti, ma soprattutto a Roma e Torino, in due delle città più importanti in assoluto d’Italia e d’Europa. Un bel banco di prova per il movimento, che però se adesso dovesse fallire sia Roma che Torino sarebbe di fronte all’ennesimo flop. Dopotutto, a Roma è in netto vantaggio e a Torino i numeri sono tali che in ottica ballottaggio, dove non ci saranno le liste, la Appendino potrebbe davvero giocarsela con Fassino. E’ comunque evidente come il Movimento 5 Stelle faccia breccia nell’elettorato in quei Comuni travolti da scandali o da mala gestione della cosa pubblica. Altrove, invece, i partiti tradizionali continuano ad avere maggior credibilità. Senza le “performance” di Ignazio Marino, difficilmente i grillini avrebbero potuto aspirare a competere per il Campidoglio.

Il Centro/Destra si gioca tre grandi partite: Milano, Napoli e Bologna. Poi ci sono Trieste, Grosseto, Varese, Ravenna, Olbia, Pordenone e Caserta: in base a questi risultati si potrà capire la funzione delle elezioni amministrative 2016 per la coalizione, se un nuovo inizio o la nascita di ulteriori spaccature. Ci saranno infatti anche la lotta intestina di Isernia, oltre alle sfide tutte di Lega e FdI a Savona, Novara e Latina.

L’astensione, in continua crescita, avvicina l’Italia alla normalità di tutti gli altri Paesi d’Europa e del Mondo in cui la democrazia è evoluta e matura. Anzi, anche stavolta il dato dell’affluenza alle urne è di gran lunga superiore a quello delle elezioni di tutti gli altri Paesi Europei, nord Americani e delle altre democrazie più avanzate del Pianeta. E’ chiaro che continuerà a diminuire anche nei prossimi anni, ed è la normalità di questi tempi non solo in Italia. Anzi di anomalo in Italia c’è un’affluenza ancora elevata. Un fattore che in alcun modo inficia la regolarità democratica di un Paese e delle sue Istituzioni. Chi decide di non votare, decide di non contare nulla. E sono sempre di più coloro che assumono questa decisione. Ecco perchè il voto di chi continua a recarsi alle urne è ancora più importante rispetto agli scorsi decenni. Chi poi, come ci illustrano le cronache, lo vende per 20 euro, dovrebbe vederselo negato a vita da un’apposita legge dello Stato. Ma questo è un altro discorso…