Caso Platì: Liberi di Ricominciare si affida a Renzi

paolo ferrara in tv“Il disarmonico confronto fatto dal Sottosegretario Marco Minniti, tra Platì ed il quartiere di Bruxelles che ha ospitato e protetto i terroristi, che con le sue affermazioni  «Il livello di radicamento del terrorismo jihadista a Molenbeek è come quello della ‘ndrangheta a Platì in Calabria» ,  ha Calpestato la Dignità di Platì e di Tutta la Calabria,   ha suscitato le proteste legittime della Comunità di Platì, da cui è scaturita l’interrogazione che l’on. Domenico Scilipoti Isgrò , trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri”. E’  quanto scrive Paolo Ferrara, presidente di Liberi di Ricominciare.

Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05582 Pubblicato il 5 aprile 2016, nella seduta n. 603

SCILIPOTI ISGRO’ – Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso che:

da notizie emerse sui principali quotidiani nazionali e locali sembrerebbe che il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle informazioni per la sicurezza e Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, sen. Marco Minniti, nel corso di una riunione riservata svoltasi a Bruxelles, in seguito agli attentanti compiuti nell’aeroporto e nella metropolitana, abbia dichiarato: “il livello di radicamento del terrorismo jihadista a Molenbeeck è come quello della ‘ndrangheta a Platì”; in data 29 marzo 2016, in seguito a tali incisive affermazioni, i cittadini platiesi sono scesi in piazza Duomo, a partire dalle ore 16.30, per protestare contro il Governo e le dichiarazioni rilasciate dal suo rappresentante; durante tale manifestazione, l’esigua rappresentanza politica presente e l’assenza dell’assemblea dei sindaci è stata la chiara dimostrazione dell’abbandono istituzionale in cui la città di Platì (Reggio Calabria) versa; in seguito alla manifestazione, il segretario regionale del Partito democratico, Ernesto Magorno, al posto che placare la protesta correggendo la rotta intrapresa dal Sottosegretario del suo partito ha preferito rincarare la dose definendo Platì quale “terra di conquista” dove “esportare” la democrazia; da notizie in possesso dell’interrogante, chiunque a Platì sia stato riconosciuto colpevole di un reato è sempre stato processato ed ha espiato la sua pena, per cui lo Stato, o per meglio dire il Governo, non dovrebbe utilizzare due pesi e due misure, garantendo che non vi sia disparità di trattamento; sia Platì sia i platiesi avrebbero bisogno di tornare a credere nella democrazia, di sapere che la legge è uguale per tutti e che la sua applicazione non lascia spazio ad interpretazioni di comodo; a giudizio dell’interrogante, ci si aspettava che il sottosegretario Minniti chiarisse il senso delle sue dichiarazioni per sgombrare il campo dalle perplessità sollevate da chi le aveva interpretate come un attacco all’intera città di Platì. Ci si è ritrovati con una dichiarazione del segretario regionale del PD Magorno, con la quale si limita a ribadire l’impegno di Minniti contro la ‘ndrangheta: impegno che non è mai stato messo in discussione alcuna; la ‘ndrangheta, come ogni altra organizzazione malavitosa, è un carcinoma che va combattuto con ogni mezzo, in Calabria come nel resto del Paese. Tuttavia, una città come Platì non meriterebbe di essere indicata come paradigma del radicamento criminale,

si chiede di sapere:

se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga doveroso, nel caso in cui quanto riportato sui quotidiani nazionali e locali corrisponda al vero, che il Sottosegretario, onorevole Marco Minniti, voglia delineare in maniera chiara il senso delle proprie affermazioni, se non altro perché hanno provocato l’indignazione della stragrande maggioranza delle persone che a Platì vivono onestamente e si oppongono quotidianamente alla ‘ndrangheta.